Home

perchè rl

RL in comune

CARONTE'S CORNER

   COMUNICATI

   DOCUMENTI

POSTA

DIOGENE

NO-TAV

MOVIMENTO ZERO

      OLIMPIADI 2006

 OSSERVATORIO

NOTA LEGALE

CONTATTI

Home     Sommario

horizontal rule

Noi discendemmo in su l'ultima riva

del lungo scoglio, pur da man sinistra;

e allor fu la mia vista più viva

giù ver' lo fondo, la 've la ministra

de l'alto Sire infallibil giustizia

punisce i falsador che qui registra. (1)

 

 

TORINO CRONACA, Giovedì 8 Aprile 2004, pag. 3

 

Parla il segretario regionale Roberto Cota

PENSIAMO ALLE ELEZIONI

«Il Senatùr tornerà presto, ne sono certo»

 

TORINO - «Non ci sono motivi per dire che Bossi non si riprenderà completamente». Il segretario nazionale della Lega Nord Piemont, Roberto Cota, non ha dubbi. Il leader tornerà.

Cota, lei ha notizie fresche sulle condizioni di salute di Bossi?

«Dal punto di vista intellettivo è perfettamente integro, sotto il profilo fisico il recupero richiederà un po' più di tempo».

D'accordo, Bossi ritorna. Ma dopo una malattia del genere il rischio è che Bossi torni acciaccato. Se lo vede a fare comizi con gli stessi ritmi cui ci ha abituati?

«Farà magari un comizio in meno, per il resto però sarà ancora quello di prima, non vedo problemi, anche perché lo aiuteremo tutti quanti. Adesso si deve prendere un po' di riposo, ne ha bisogno».

Circolano voci maligne: Forza Italia sta cercando di fagocitare i voti della Lega. Cosa ne pensa?

«E' più facile che la Lega fagociti i voti di Forza Italia».

Perché?

«La Lega è un partito strutturato, organizzato, e ha un programma coerente. Dunque è più facile che sia la Lega a guadagnare questa posizione egemone».

Con Bossi in ospedale, la Lega a chi fa riferimento? C'è un vice-Bossi? Forse Maroni? O Castelli?

«Non c'è un vice. Bossi ha tracciato la linea politica fino all'estate. Fino a quel momento Maroni e Castelli sono due riferimenti all'interno del governo. Calderoli invece si occupa dell'organizzazione interna del partito. Poi ci sono i segretari nazionali per le varie Regioni. Ognuno fa il suo mestiere».

Bossi ha un ruolo di collante delle diverse anime della Lega. Senza di lui non c'è il rischio di guerre fratricide?

«No, i fatti dimostrano il contrario. Da quando il segretario è assente c'è stata una grande dimostrazione di unità».

Qual è lo stato di salute della Lega in Piemonte?

«Ci stiamo preparando con grande dedizione alla campagna elettorale per le provinciali. Siamo in pieno fervore».

I sottoscrittori del Manifesto di Odalengo, però, non sono dello stesso parere...

«E' il parere di cinque o dieci persone. Di polemiche ne ho sentite ben poche, le assicuro che nei congressi e nelle assemblee lo stato di salute è ottimo. Stiamo pensando solo alle elezioni».

Cosa contate di incassare in termini di benefici con l'assessorato all'Identità piemontese retto da Gipo Farassino?

«L'assessorato è stato istituito per realizzare dei progetti precisi e per far in modo che la politica della giunta-Ghigo fosse colorata anche di verde. Fino a questo momento, abbiamo portato a casa stanziamenti significativi per tutelare il patrimonio culturale del Piemonte. Abbiamo cominciato nel migliore dei modi».

(a.mio.)

 

come ciascun menava spesso il morso

de l'unghie sopra sé per la gran rabbia

del pizzicor, che non ha più soccorso;

 

e sì traevan giù l'unghie la scabbia,

come coltel di scardova le scaglie

o d'altro pesce che più larghe l'abbia. (2)

 

Con riferimento alle dichiarazioni rilasciate dal Presidente del Consiglio Regionale, Avv. Roberto Cota, nell’intervista pubblicata su "Torino Cronaca" di giovedì 8 aprile 2004, abbiamo l’obbligo di informare che le stesse contengono alcune inesattezze ed omissioni che, per verità e completezza dell’informazione, andiamo qui di seguito ad elencare, correggere ed integrare:

  1. Il “Manifesto di Odalengo” non raccoglie, come sostenuto dall’Avv. Cota, il parere di cinque o dieci persone, ma bensì il sostegno di 547 firme (tra cui quelle del Consigliere Comunale di Torino Giovanni Airola, quella del Sindaco di Odalengo Piccolo Angelo Ferroglio, nonché quella dell’ Onorevole Guido Rossi): evidentemente l’Avv. Cota è (o fa finta di essere) disattento e poco informato su quanto accade all’interno del suo partito, nonostante che le tesi del “Manifesto di Odalengo” e le adesioni conseguite siano pubblicamente disponibili sul sito www.padania.to.it (sito che, in realtà, l’Avv. Cota conosce molto bene, come dimostrano le sue missive anch’esse pubblicate);

  2. Relativamente a quanto sostenuto dall’Avv. Cota, secondo il quale “ci stiamo preparando con grande dedizione alla campagna elettorale per le provinciali. Siamo in pieno fervore”, segnaliamo che sono state disattese le richieste, provenienti da più parti, di procedere alla formazione delle liste elettorali mediante regolari elezioni primarie, così come avveniva in passato, quando la Lega Nord Piemont era ancora espressione dei sentimenti di una base popolare e popolana e non strumento in mano ad una ristretta oligarchia che si legittima su base autoreferenziale. Riteniamo pertanto che il “fervore” esternato dall’Avv. Cota si riferisca all’accaparramento dei pochi posti ormai disponibili per la Lega nelle istituzioni, mediante modalità non conformi dalla storia ed ai principi del movimento che, fino ad oggi, è stato retto su base democratica e non elitaria;

  3. Sulla seguente dichiarazione dell’Avv. Cota: “di polemiche ne ho sentite ben poche, le assicuro che nei congressi e nelle assemblee lo stato di salute è ottimo. Stiamo pensando solo alle elezioni”, dobbiamo precisare che di assemblee e congressi in Piemonte non se ne fanno semplicemente più, e che l’abolizione della verifica delle primarie, accompagnato dal “cecchinaggio” delle tessere dei Militanti fuori dal coro (ai quali non viene confermato il tesseramento in fase di rinnovo), nonché il vergognoso ostruzionismo perpetuato contro il convegno svoltosi all’Auditorium della Marchesa lo scorso mese di dicembre, sono la testimonianza della caduta del profilo democratico all’interno della Lega Nord Piemont, in perfetta sintonia con quanto stabilito dalla Legge ferrea delle oligarchie. Sul fatto che stiano solo pensando alle elezioni non abbiamo dubbi dal mese di luglio dello scorso anno quando, con la pubblicazione del “Manifesto di Odalengo”, abbiamo denunciato lo scollamento della politica leghista in Piemonte dai sui principi fondamentali: identità dei popoli, federalismo, autonomie, antimondialismo. La politica della Lega Nord Piemont in Regione, della quale l’Avv. Cota è responsabile, ha preferito invece attestarsi sull’aumento dello stipendio ai Consiglieri regionali ed il passaggio del loro numero da 60 a 80, così come previsto dalla nuova bozza di Statuto della Regione Piemonte: provvedimenti che sono come fumo negli occhi per l’elettorato e la base leghista.

Come Militanti leghisti di vecchia data ribadiamo la necessità, in questo momento difficile per il paese e delicato per il Movimento, di vigilare democraticamente affinché la Lega Nord Piemont non diventi strumento di potere personale in mano ad un’oligarchia, in quanto significherebbe il tradimento del mandato di rappresentanza politica che tanti cittadini padani le hanno affidato, grazie alla fiducia riposta nell’onestà politica ed intellettuale del suo Segretario Federale e della sua Militanza.

Per quel che ci riguarda non faremo sconti a nessuno, anche se riceveremo ulteriori minacce alla nostra integrità fisica per telefono o saremo nuovamente accusati di lavorare per dividere il Movimento. Confidiamo pertanto nell’intelligenza dei lettori per una corretta e non preconcetta valutazione di quanto fin qui doverosamente esposto.

 

Il Comitato del Manifesto di Odalengo

 

 

(1), (2): Dante Alighieri, La Divina Commedia. Inferno: CANTO XXIX

horizontal rule

Home     Sommario     Top