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Associassion Coltural Piemontèisa

Nòste Rèis

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Piazza Savoia 2/d - 10122 Torino, tel./fax 011/5217286, e-mail: lenga1@libero.it

Identità: Futuro, non passato

Piccoli e grandi problemi della vita quotidiana distraggono spesso da cose ritenute lontane e ininfluenti quando non antipatiche, come le questioni di carattere socio-politico. Cose che si rivelano invece poi influire pesantemente proprio sulla quotidianità.

La formazione dell’opinione generale viene così a dipendere dall’informazione spesso orientata di telegiornali e quotidiani, ma anche da più subdoli mezzi con i quali si cerca di far giungere inavvertiti i messaggi ‘di orientamento’.

Un esempio è dato da certi canali RAI molto attivi in servizi che pongono in primo piano le tesi ‘da sostenere’ a scapito delle altre, commenti faziosi, satira che colpisce solo gli avversari, interviste a personaggi ‘di area’ etc.

Si cerca così di creare nell’opinione pubblica un orientamento, per così dire, di sottofondo, allettandola con contenitori di vario tipo ma sempre molto colorati che, pur non affrontando in modo diretto questioni di attualità politica, fanno insistente riferimento ad una precisa visione di parte.

A spese, fra l’altro, degli spettatori stessi.

Noi crediamo che uno dei più importanti baluardi a difesa della nostra libertà di giudizio sia il senso di identità.

Piemontese, nel nostro caso, ma il discorso vale del tutto in generale.

Perché ogni popolo, che è cosa ben diversa da uno stato, ha maturato nel corso di secoli una propria visione del mondo, una scala di valori affinata, consolidata e trasmessa di generazione in generazione che ne costituisce una caratteristica, lo rende unico ed è il suo riferimento. Gli influssi esterni sono fecondi solo se assimilati e non imposti, come purtroppo sta accadendo al Piemonte, laborioso, ordinato e fin troppo ritroso, amministrato e governato da una burocrazia statale dal più schietto stile ‘mediterraneo’, e sono possibili solo se esistono identità definite e non un unico magma umano.

La ragione di esistere della nostra Associazione è proprio quella di contribuire al mantenimento dell’identità piemontese dopo la forzata mediterraneizzazione iniziata dal fascismo e continuata nel dopoguerra dal gusto comunista per le ‘masse’ umane informi.

Un individuo senza storia e senza memoria è in balia di chiunque sia sufficientemente forte o sufficientemente invasivo.

E lo stesso accade ad un popolo.

Al popolo russo fu tolta la memoria quando tutta la sua storia fu cancellata e l’anno zero stabilito in coincidenza della presa del potere bolscevico. Anche il fascismo cercò di negare i millenni di diversità storica, linguistica e culturale dei popoli costretti nello stato italiano, giungendo fino ad iniziare una nuova datazione per enumerare gli anni della propria ‘era’. In entrambi i casi e con stupefacente parallelismo si cercò di manipolare a tavolino, su basi ideologiche o di opportunità per il potere, la formazione dei cittadini, imponendo loro le teorie ‘giuste’ da cui dovevano discendere le idee ‘giuste’ che andavano espresse con il linguaggio ‘giusto’.

Ovviamente ciò che non rientrava nei nuovi schemi era ‘errato’ e da correggere a seconda dei casi con l’indottrinamento o con il carcere.

I risultati li abbiamo visti. Senza radici, si è privi di tutti i riferimenti che permettono di prevedere ragionevolmente in quale direzione si sta marciando.

Identità è dunque sguardo e preparazione al futuro, non certo nostalgia del tempo che fu.

Silvano Straneo