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Le Olimpiadi invernali del 2006 a Torino sono in bilico

POCHI SPONSOR, TANTI RITARDI

     Solo gli aiuti privati possono salvare i bilanci economici delle competizioni. A meno di tre anni dell’appuntamento con i XX GIOCHI INVERNALI, restano due i grossi “punti deboli” della macchina organizzativa di Torino 2006. Due punti che anche la delegazione del COMITATO Olimpico Internazionale, nella sua recente visita di fine febbraio c.a., NON ha MANCATO di EVIDENZIARE. A conclusione dell’itinerario sui luoghi dei futuri cantieri - Jacques Rogge, presidente del CIO, ha dichiarato: “non c’è nulla che non ci preoccupi”. Anche se si è parlato di ULTIMO AVVERTIMENTO, l’assegnazione dell’Olimpiade ad un’altra città (ad esempio la svizzera Sion) rimane per il momento davvero improbabile.

     Riguardo ai problemi legati ai lavori, Rogge ha individuato due colli di bottiglia: i rapporti poco funzionali tra Toroc e Agenzia Torino 2006 (la stazione appaltante per i cantieri olimpici) e i lunghi processi decisionali che precedono il via libera per i cantieri. Su tutti l’esempio del sottopasso di corso Spezia: l’infrastruttura compariva da anni nel piano-lavori dei Giochi, tuttavia solo pochi mesi fa, è arrivato l’ALT da parte delle Ferrovie.

     Restano preoccupanti i ritardi accumulati sulla realizzazione del palazzo per il pattinaggio, la struttura che si affiancherà al Centro Fiere del Lingotto, per il villaggio olimpico di via Giordano Bruno e per il Palazzetto dell’Hockey di piazza d’Armi: in questo caso, solo nei giorni scorsi sono iniziati gli interventi preparatori.

     Nelle vallate destano ancora qualche allarme la costruzione della pista di bob e di alcuni impianti di risalita; in quest’ultimo caso le gare per la costruzione sono state regolarmente bandite ma sono andate deserte (i parametri sono stati giudicati inferiori ai prezzi di mercato dagli unici due operatori mondiali): le opere verranno assegnate mediante trattativa privata.

     Sottile, ma GRAVE, anche la questione sponsor. Attualmente il Comitato Organizzatore può contare soltanto sugli sponsor principali già reclutati dal CIO e su alcuni marchi locali - peraltro non ancora ufficializzati - che hanno annunciato il proprio interessamento: Istituto San Paolo e FIAT. Nel corso di un colloquio con Silvio Berlusconi, Rogge ha sottolineato l’importanza di un maggiore coinvolgimento delle principali aziende di Stato.

     Non si sono fatti nomi, ma per ora si fa notare l’assenza della compagnia aerea di bandiera e del gruppo Trenitalia.

     Soprattutto per TORINO 2006, si parla molto di eredità olimpica: strade, alberghi, impianti sportivi. I Giochi Olimpici del 2006 devono essere per Torino un grande processo di rilancio economico e turistico. Infatti non bisogna dimenticare che, passati i Giochi, tutto ciò che è stato costruito è a carico della comunità locale. Niente di peggio di uno stadio vuoto o un villaggio disabitato.

Francesco Vercelli, Presidente del P.I.U. Piemonte