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Augusta Maghreborum

Interpellanza al Sindaco di Torino

Il sottoscritto Consigliere,

Constatata

la diffusione a macchia d’olio, partendo da Porta Palazzo, e la fioritura verso i Quartieri limitrofi di numerosissime nuove attività commerciali contrassegnate da insegne arabe, apparse in sostituzione di altrettante attività piemontesi, spesso risalenti, nella conduzione familiare anche a tre o più generazioni parentali;

Constatato

che le caratteristiche merceologiche dei prodotti offerti, dì limitata fascia qualitativa, non corrispondono ad esigenze e necessità della popolazione autoctona; si tratta in sostanza di una profonda mutazione di mercato, non in direzione dei tradizionali prodotti consumati in loco, con una quasi improvvisa variazione della qualità della vita abitudinaria, quasi da “esodo non volontario”, praticamente conseguente ad una rapida trasformazione delle modalità di vita dei nostri quartieri per vera e propria sostituzione della popolazione originaria;

Avvertendo

lungo le vie che si diramano da Porta Palazzo, una indefinibile sensazione di disorientamento, come se una vacanza turistica entro scenari orientali venisse per magia resa irreversibile, con un ritorno al tradizionale mondo fino ad oggi vissuto solo più in forma di un itinerario della memoria;

Constatando

sostanzialmente, che questo cambiamento avviene per intreccio di tradizioni profondamente diverse ma oneste nel tragico contesto, unanimemente deplorato, di un trionfante e impunito pullulare in ogni quartiere di una malavita composita, pionieristicamente immigrata e protetta nella sua clandestinità anche da autorevoli Organizzazioni cittadine, con un conseguente progressivo degrado della convivenza sociale, dell’igiene ambientale, della qualità della vita, con il passaggio dalla strada agli alloggi di bande organizzate nello spaccio e nella prostituzione;

Sperimentato

che né le Autorità Centrali né le Autorità locali - nonostante un serio impegno delle Forze dell’Ordine insufficienti di numero e a continuo rischio personale - hanno provveduto ad applicare coni la necessaria severità le Leggi promulgate dai competenti Ministeri, per cui si assiste ad un continuo riciclaggio di delinquenti fermati per poche ore e immediatamente restituiti, più arroganti e aggressivi che mai, ai nostri quartieri;

Accertato

che la malavita in libera circolazione è la causa prima del degrado e dell’abbandono da parte dei residenti, di cui molti anziani, delle abitazioni e delle proprietà in cui svolgevano il tradizionale lavoro, che cadono oggetto di vergognosa speculazione, con dimezzamento del giusto valore sia commerciale che patrimoniale;

che oltre il 50% degli esercizi commerciali e artigianali condotti dai vecchi residenti ha dovuto chiudere, dopo sofferto e inesorabile declino economico, sopraffatto da una crescente e inesorabile tassazione e falcidiato da un fiorire di ipermercati sorti liberamente ovunque senza controlli di impatto territoriale;

Interpella

il Sindaco e gli Assessori responsabili al fine di sapere:

- se è nei programmi di questa Amministrazione ridisegnare la mappa sociale torinese, concentrando fra la Torino romana e la periferia autoctona proletaria una, in uso ed abuso, Torino extracomunitaria, a netta prevalenza arabo-maghrebina, concedendole a pieno titolo, integralmente e forse per sempre, l’area commerciale storica, di rinomanza europea, ribattezzata motivatamente “The Gate”, abbandonando al degrado i quartieri limitrofi senza coinvolgere nella programmazione degli insediamenti le Circoscrizioni cittadine direttamente interessate; senza consultare la popolazione residente, troppo civile o solo desolatamente succube e rassegnata al progressivo degrado ed alla sempre più scadente qualità della vita, compresa quella parte dell’elettorato che in buona fede ma con scarso spirito di sopravvivenza ha permesso l’insediamento dell’attuale Amministrazione;

- infatti, la sostituzione della popolazione autoctona, a parte la tragica e impunita componente malavitosa liberamente tollerata, con variegate popolazioni extracomunitarie ora compattamente presenti nell’area, ha sconvolto l’economia tradizionale e l’ambiente sociale della cui trasformazione non esisteva alcuna comprensibile necessità, a meno che non si sia di fronte ad uno sconvolgente ma freddo programma politico predeterminato;

- se, invece, in rimedio a quanto accaduto, e accaduto in assenza di programmi politici particolari, l’attuale Amministrazione eletta a difesa e non a liquidazione dei cittadini torinesi ed a cui sono state concesse fiducia di governo e di sana gestione del pubblico bene non intenda riconsiderare la necessità di una equilibrata miscelazione degli insediamenti;

- evitando ghettizzazioni dominanti, inaccettabili nell’ambito storico torinese,

- decidendo di adottare un energico programma di riappropriazione della zona di Porta Palazzo e di interi quartieri in via di degrado;

Ø      alleggerendo da eccessivi tributi i commercianti autoctoni ancora presenti;

Ø      riducendo i livelli dell’ICI;

Ø      favorendo con adeguate riduzioni fiscali il restauro ed il recupero o la ristrutturazione degli edifici più fatiscenti, la messa a norma dei servizi e degli impianti di riscaldamento;

Ø      adottando infine una efficace politica di mutui popolari, tali da permettere alle giovani coppie autoctone di affrontare in questa città le attuali enormi difficoltà ostacolanti la costituzione e l’avviamento di un nuovo nucleo famigliare, con ragionevoli garanzie per l’avvenire di una desiderata ma forzatamente rinviata prole.

Giovanni Airola

Consigliere Comunale Lega Nord Piemont