Un Missionario
Lega Nord - Piemont - Padania, 26-11-2004
La scomparsa di Don Michele Rosso, il
Sacerdote che ha trascorso la sua vita nelle corsie dell'Ospedale "Giovanni
Bosco", desta una tristezza infinita: e' una perdita irrimediabile di un
riferimento non solo religioso, in una struttura che cerca rimedio al dolore ma
che ogni giorno ,rinnovando la tecnologia, perde in umanità. Un segno dei tempi,
che non offre tante speranze di qualità della vita per il futuro delle prossime
generazioni. Missionario significa dedicare la propria esistenza alla
sofferenza. E in un ospedale la sofferenza è totale. Don Michele ha offerto la
sua fede e il suo sostegno spirituale, a chi soffriva, con una straordinaria
delicatezza, nel rispetto di ogni scelta. Non celebrava Matrimoni, o Cresime o
Battesimi. Ha soccorso il dolore e alleviato la morte. Per decine di anni. Per
sostenere un peso simile occorrono doti eccezionali. Migliaia di persone lo
ricorderanno e questo è il frutto della sua missione, che non si perderà. I
sindacati hanno assediato per anni il settimo piano per sostituire la Chiesa con
le loro assemblee. San Giovanni Bosco è stato ridotto a nome laico. Nella camera
mortuaria non sono comparsi, al momento dell'estremo saluto,rappresentanti
verticali, troppo impegnati altrove. Don Michele ha lasciato, discretamente
solo, il suo Ospedale. |