Home

perchè rl

RL in comune

CARONTE'S CORNER

   COMUNICATI

   DOCUMENTI

POSTA

DIOGENE

NO-TAV

MOVIMENTO ZERO

      OLIMPIADI 2006

 OSSERVATORIO

NOTA LEGALE

CONTATTI

Home        Indietro

COMUNICATO STAMPA

I motivi del voto negativo del Gruppo Consiliare Comunale Lega Nord Piemont in Sala Rossa sui phone centers

 To, 4 ott 04

La gente, esasperata, pretende dalle Istituzioni interventi  più concreti  sui phone centers. Ma le Istituzioni paiono colte di sorpresa. Stranamente, mancano regolamenti adeguati. Soltanto ora il Comune  integra il suo Regolamento di Polizia urbana e la Regione si dispone a mettere in cantiere una Legge riparativa.

Nati in S.Salvario e a Porta Palazzo, i  phone centers  si clonano rapidamente, diffondendosi  in tutti i quartieri. Un giorno le Autorità si mettono a contarli e ne scoprono a centinaia: uno ogni 350 immigrati. Per aprirne uno basta disporre di un locale inferiore ai 250 mq   e una comunicazione burocratica. Manca un censimento aggiornato,più che un censimento si fa un monitoraggio (alcuni mesi fa erano oltre  trecento), in continua espansione. Sostituiscono altrettanti  commercianti e artigiani italiani che hanno dimesso o troncato attività spesso risalenti a più generazioni.

Gli orari di apertura non hanno regole o limiti. La loro localizzazione è assolutamente libera, senza limiti di distanze, (non sono farmacie né negozi di parrucchiere). La linea telefonica è spesso integrata da una organizzazione  specializzata nella spedizione internazionale di denaro, da dotazione di copiatrici e da fax. Divengono punto di incontro di traffici leciti mescolati inevitabilmente a traffici illeciti. Trasferiscono ingenti somme di denaro nei paesi originari degli immigrati. Sono migliaia di ruscelletti che confluiscono in un fiume vorticoso di denaro di ogni possibile provenienza, che spostano stipendi sudati o proventi disonesti   nei paesi di origine, perfino una delle vie di  sovvenzionamento ai terroristi. I centri precedono pionieristicamente  gli insediamenti  stabili della popolazione immigrata che,  inesorabilmente ,a macchia d’olio, sta sostituendo la popolazione autoctona in interi quartieri.

Per la loro frequentazione, orari, inevitabili assembramenti, questi centri sono spesso fonte di rumori, traffico, risse sui marciapiedi circostanti. La gente protesta, chiama vigili, poliziotti e carabinieri, ma il fenomeno perdura invariato nel tempo.

Con una modifica al regolamento di polizia urbana finalmente il Comune cerca di porre rimedio e lunedì 4 ott. propone una serie di interventi, in sintonia con la  Regione, approvati trasversalmente da tutti i consiglieri ad eccezione di quello leghista. Motivo del no: gli interventi  promossi dal Comune giungono tardivi, su una realtà di centinaia e centinaia di Phone centers. Ogni 350 immigrati ve ne è uno a disposizione. Gli orari di apertura sono eccessivi (un consigliere  margheritino buonista ha addirittura risospinto alle ore 23.00  una chiusura  temerariamente anticipata alle 22.00 dai  colleghi di maggioranza nei lavori di Commissione). Il tentativo di ridurre il traboccante numero di esercizi  imponendo l’obbligo di servizi igienici, entro un anno !! è ridicolo e controproducente. E’ indispensabile non l’intervento dell’Istituto di Igiene  ma quello della Guardia di Finanza, 24 ore non stop.

Non si capisce quale motivazione abbia la presenza  di una miriade di cabine internazionali (forse in sostituzione di adeguate opzioni della Compagnia Telefonica di Stato ? ). Come possano sopravvivere alle spese di una normale conduzione. Le sanzioni pecuniarie previste hanno impatto piuma. Il sequestro e la minaccia di chiusura  definitiva  appaiono difficilmente  praticabili e senz’altro ininfluenti sull’enorme massa  già insediata sul territorio.

Il NO era pertanto moralmente doveroso,d’obbligo,in una situazione simile: i provvedimenti assunti, oltre che  colpevolmente tardivi, sono pannicelli caldi  che ufficializzano la disastrosa situazione creatasi, senza modificarla. I residenti italiani dei quartieri  più disastrati, vittime di una mancata prevenzione e regolamentazione, non chiedono  rimedi  virtuali e  tardivi, che avranno operatività solo fra un anno, ma  una legge ben chiara che riproponga da zero regole semplici e fondamentali, non buoniste rispetto a quelle cui han dovuto sempre sottostare i cittadini italiani, per una vita intera, senza deroghe, in  ogni attività  lavorativa svolta negli stessi quartieri. Quando crede, la Giunta  applica regolamenti  restrittivi  a piacimento ( vedi traffico e ZTL ), senza complessi di timidezza  e senza chiedere alcun parere ai cittadini. Un buon esempio di federalismo autoritario della Sinistra.

Dall’insieme degli interventi  comunali approvati e da quelli  regionali, ancora nel guscio, ecograficamente identici, si trae purtroppo una sconfortante conclusione: dal Governo ai Comuni, trasversalmente, manca la determinazione politica e  amministrativa  capace di risolvere  problemi comunitari gravi, che lasciati  a sé portano a conseguenze irrimediabili. Mancano  coraggio e  dignità. Manca nella gente la capacità svizzera di autogovernarsi senza delegare.

 G.Airola

"LA STAMPA" del 05.10.2004

horizontal rule

Gruppo Consiliare LEGA NORD PIEMONT PADANIA

Torino 22/5/2003

INTERPELLANZA

 

Oggetto: PROLIFERAZIONE CENTRI TELEFONICI E DI TRASFERIMENTO DENARO

 

Il sottoscritto Consigliere Comunale,

 

constatato

bullet

che è in atto una proliferazione di stazioni fisse di telefonia transcontinentale con insegne arabo-inglesi, spesso abbinate ad una attività di trasferimento internazionale di somme di denaro in tempo reale, pubblicizzate sia su tabelloni sia sui mezzi pubblici;

bullet

che tali postazioni si concentrano in determinati quartieri in cui si sta assestando la massa  di immigrati in sostituzione della popolazione autoctona, costituendo, con le macellerie islamiche, un segno di identificazione del territorio;

constatando ancora

bullet

che l'attività svolta si prolunga in orari notturni, con frequentazioni di elementi della ovvia e palese provenienza - e partecipazione - da una rete di ormai consolidata irregolarità;

bullet

che la diffusione di questi locali è esplosa in tempi brevissimi, in tutti i quartieri in cui, dalla fase "stradale" si è passati alla sistemazione ed all'acquisto di alloggi, cioè ad una fase "stabile" e certo irreversibile, stante la quasi totale immunità per qualsiasi reato commesso  e non scontato, in un riciclaggio destabilizzante tra fermo di polizia, anche faticosamente e pericolosamente portato ogni volta a compimento dalle nostre Forze dell'Ordine ma regolarmente seguito da liberazione giudiziaria, con disperazione della popolazione onesta sopravvivente ormai con difficoltà quotidiane;

bullet

che spaccio di droga, prostituzione, contrabbando, ricettazione, abusivismo costituiscono le mille fonti di un fiume miliardario che viene quotidianamente dirottato verso i non collaboranti Paesi di origine, ben lieti di trarre beneficio sociale e rimesse in valuta estera non certo realizzabili da ipotetici contratti di lavoro o regolari scambi commerciali con il nostro Paese immunologicamente e tragicamente depresso;

INTERPELLA

il Sindaco e gli Assessori competenti al fine di sapere:

  1. quali disposizioni di Legge regolino nella nostra Città una così facile disseminazione di centri telefonici e centri internazionali di trasferimento denaro;

  2. quale sia l'esatto numero di questi centri in oggetto;

  3. se sia disposto un qualsiasi controllo sulla loro attività specie in tempi in cui proclamano attraverso la stampa rassicuranti messaggi di vigili misure di sicurezza contro la imperante malavita locale ed internazionale rafforzata dallo strisciante terrorismo in fase di espansione;

  4. se siano infine in fase di attuazione programmi di autentica prevenzione purtroppo finora mai posti tempestivamente in essere.

Giovanni AIROLA

 

Vedere "LA STAMPA" del 18 Luglio 2003: «E' vero, sui phone center servono norme severe»