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COMUNICATO STAMPA I motivi del voto negativo del Gruppo Consiliare Comunale Lega Nord Piemont in Sala Rossa sui phone centers To, 4 ott 04 La gente, esasperata, pretende dalle Istituzioni interventi più concreti sui phone centers. Ma le Istituzioni paiono colte di sorpresa. Stranamente, mancano regolamenti adeguati. Soltanto ora il Comune integra il suo Regolamento di Polizia urbana e la Regione si dispone a mettere in cantiere una Legge riparativa. Nati in S.Salvario e a Porta Palazzo, i phone centers si clonano rapidamente, diffondendosi in tutti i quartieri. Un giorno le Autorità si mettono a contarli e ne scoprono a centinaia: uno ogni 350 immigrati. Per aprirne uno basta disporre di un locale inferiore ai 250 mq e una comunicazione burocratica. Manca un censimento aggiornato,più che un censimento si fa un monitoraggio (alcuni mesi fa erano oltre trecento), in continua espansione. Sostituiscono altrettanti commercianti e artigiani italiani che hanno dimesso o troncato attività spesso risalenti a più generazioni. Gli orari di apertura non hanno regole o limiti. La loro localizzazione è assolutamente libera, senza limiti di distanze, (non sono farmacie né negozi di parrucchiere). La linea telefonica è spesso integrata da una organizzazione specializzata nella spedizione internazionale di denaro, da dotazione di copiatrici e da fax. Divengono punto di incontro di traffici leciti mescolati inevitabilmente a traffici illeciti. Trasferiscono ingenti somme di denaro nei paesi originari degli immigrati. Sono migliaia di ruscelletti che confluiscono in un fiume vorticoso di denaro di ogni possibile provenienza, che spostano stipendi sudati o proventi disonesti nei paesi di origine, perfino una delle vie di sovvenzionamento ai terroristi. I centri precedono pionieristicamente gli insediamenti stabili della popolazione immigrata che, inesorabilmente ,a macchia d’olio, sta sostituendo la popolazione autoctona in interi quartieri. Per la loro frequentazione, orari, inevitabili assembramenti, questi centri sono spesso fonte di rumori, traffico, risse sui marciapiedi circostanti. La gente protesta, chiama vigili, poliziotti e carabinieri, ma il fenomeno perdura invariato nel tempo. Con una modifica al regolamento di polizia urbana finalmente il Comune cerca di porre rimedio e lunedì 4 ott. propone una serie di interventi, in sintonia con la Regione, approvati trasversalmente da tutti i consiglieri ad eccezione di quello leghista. Motivo del no: gli interventi promossi dal Comune giungono tardivi, su una realtà di centinaia e centinaia di Phone centers. Ogni 350 immigrati ve ne è uno a disposizione. Gli orari di apertura sono eccessivi (un consigliere margheritino buonista ha addirittura risospinto alle ore 23.00 una chiusura temerariamente anticipata alle 22.00 dai colleghi di maggioranza nei lavori di Commissione). Il tentativo di ridurre il traboccante numero di esercizi imponendo l’obbligo di servizi igienici, entro un anno !! è ridicolo e controproducente. E’ indispensabile non l’intervento dell’Istituto di Igiene ma quello della Guardia di Finanza, 24 ore non stop. Non si capisce quale motivazione abbia la presenza di una miriade di cabine internazionali (forse in sostituzione di adeguate opzioni della Compagnia Telefonica di Stato ? ). Come possano sopravvivere alle spese di una normale conduzione. Le sanzioni pecuniarie previste hanno impatto piuma. Il sequestro e la minaccia di chiusura definitiva appaiono difficilmente praticabili e senz’altro ininfluenti sull’enorme massa già insediata sul territorio. Il NO era pertanto moralmente doveroso,d’obbligo,in una situazione simile: i provvedimenti assunti, oltre che colpevolmente tardivi, sono pannicelli caldi che ufficializzano la disastrosa situazione creatasi, senza modificarla. I residenti italiani dei quartieri più disastrati, vittime di una mancata prevenzione e regolamentazione, non chiedono rimedi virtuali e tardivi, che avranno operatività solo fra un anno, ma una legge ben chiara che riproponga da zero regole semplici e fondamentali, non buoniste rispetto a quelle cui han dovuto sempre sottostare i cittadini italiani, per una vita intera, senza deroghe, in ogni attività lavorativa svolta negli stessi quartieri. Quando crede, la Giunta applica regolamenti restrittivi a piacimento ( vedi traffico e ZTL ), senza complessi di timidezza e senza chiedere alcun parere ai cittadini. Un buon esempio di federalismo autoritario della Sinistra. Dall’insieme degli interventi comunali approvati e da quelli regionali, ancora nel guscio, ecograficamente identici, si trae purtroppo una sconfortante conclusione: dal Governo ai Comuni, trasversalmente, manca la determinazione politica e amministrativa capace di risolvere problemi comunitari gravi, che lasciati a sé portano a conseguenze irrimediabili. Mancano coraggio e dignità. Manca nella gente la capacità svizzera di autogovernarsi senza delegare. G.Airola
"LA STAMPA" del 05.10.2004
Gruppo Consiliare LEGA NORD PIEMONT PADANIA Torino 22/5/2003 INTERPELLANZA
Oggetto: PROLIFERAZIONE CENTRI TELEFONICI E DI TRASFERIMENTO DENARO
Il sottoscritto Consigliere Comunale,
constatato
constatando ancora
INTERPELLA il Sindaco e gli Assessori competenti al fine di sapere:
Giovanni AIROLA
Vedere "LA STAMPA" del 18 Luglio 2003: «E' vero, sui phone center servono norme severe» |