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2004 03448/002

C I T T À D I T O R I N O

INTERPELLANZA: "DALL'ASSEDIO DI VERRUA A PIETRO MICCA" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE COMUNALE AIROLA IN DATA 1 MAGGIO 2004: .

Il sottoscritto Consigliere Comunale

premesso

  • che il 14 ottobre 2004 ricorre il 300° anniversario dell’inizio dell’assedio di Verrua (14 ottobre 1704 – 9 aprile 1705), prima importante e determinante battaglia nello scontro tra il Ducato di Savoia - alleato dell’Austria a partire dal 25 ottobre 1703 - ed il Regno di Francia, nel teatro della guerra di successione al trono di Spagna, che si concluse con la liberazione di Torino dall’assedio francese del 7 settembre 1706;

  • che, pertanto, tra il 14 ottobre 2004 ed il 7 settembre 2006, ricorrerà il terzo centenario di un periodo storico di fondamentale importanza per la storia del Piemonte, propedeutico alla conquista, nel secolo successivo, della penisola italiana ed alla conseguente costituzione del Regno d’Italia da parte di Casa Savoia;

  • che tale ricorrenza si sovrappone in parte con la vetrina dei Giochi Olimpici invernali del 2006;

  • che, pertanto, tale concomitanza costituisce imperdibile occasione per una giusta valorizzazione e divulgazione della storia piemontese, nella quale affondano le radici del Risorgimento e la creazione dell’attuale Stato italiano;

INTERPELLA

il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:

  1. quali programmi questa Giunta intende attivare per dare la doverosa divulgazione ed il corretto risalto agli eventi storici sopra ricordati e dei quali, tra breve, inizia il periodo del 300° anniversario, tenuto anche conto che la molteplicità dei singoli episodi e dei luoghi coinvolti nel predetto periodo ben si prestano alla costituzione di una serie di iniziative commemorative, logicamente scadenzate nel tempo ed opportunamente dislocate sul territorio, con particolare riferimento alla possibilità di un organico rilancio di tutti i siti architettonici e delle sedi museali che hanno attinenza con il periodo storico considerato (dalla Cittadella all’Armeria Reale, dalla Torino sotterranea al ristrutturando Palazzo Madama), con conseguente benefica ricaduta sulla promozione turistica della nostra città;

  2. quali iniziative di coordinamento il Comune di Torino intende prendere, relativamente a quanto sopra, con la Regione Piemonte, la Provincia di Torino e le amministrazioni degli altri comuni coinvolti nei più importanti eventi bellici dell’epoca, con particolare riferimento ai Comuni di Verrua Savoia, Crescentino Ivrea e Chivasso, al fine di ricercare tutte le possibili sinergie per attivare un ideale percorso storico e di studio finalizzato a recuperare e valorizzare, soprattutto per le giovani generazioni, un periodo troppo spesso dimenticato o sottovalutato nei libri di storia ufficiali.

Giovanni AIROLA

° ° ° ° ° ° ° ° °

RISPOSTA ALL'INTERPELLANZA "DALL'ASSEDIO DI VERRUA A PIETRO MICCA", PRESENTATA DAL CONSIGLIERE COMUNALE AIROLA IN DATA 1 MAGGIO 2004

La Città di Torino ha avviato la riflessione sulle celebrazioni del Terzo Centenario dell'Assedio di Torino del 1706 già a partire dal secondo semestre del 2003, con l'obiettivo di definire le linee guida di un programma di attività esteso sul piano territoriale e temporale, già a partire dall'anno in corso.

La riflessione avviata inizialmente all'interno della Divisione Servizi Culturali, ma presto estesa agli altri enti pubblici e privati che si è considerato necessario e opportuno interessare e coinvolgere, si è incentrata in primo luogo sull'attualità del 1706, e sul senso che le Celebrazioni del Tricentenario potranno avere per i cittadini torinesi e piemontesi d'oggi.

Ogni celebrazione e commemorazione storica costituisce infatti un'occasione di attualizzazione della storia, un modo per trasformarla in memoria, rendendo partecipe la collettività di eventi che, pur appartenendo al passato, mantengono o riacquistano un significato e un valore in funzione e alla luce del presente. Senza piegare o deformare la realtà storica, ma individuando e valorizzando quei tratti che si pongono maggiormente in dialogo con la realtà odierna.

Nel 1906, anno in cui fu celebrato il Secondo Centenario, l'elemento che venne posto in primo piano fu la vittoria sui francesi e la lettura storica mise in rilievo il valore nazionale e patriottico degli eventi, individuando in essi un antecedente diretto dell'Unità nazionale.

Questa lettura, di cui non si intende negare il senso per l'epoca in cui venne compiuta e che del resto ritroviamo ancora negli anni Trenta (quando il grande quadro dell'Assedio del 1706 venne posto all'inizio del percorso del rinnovato Museo del Risorgimento, dove si trova ancor oggi), non può evidentemente essere riproposta oggi negli stessi termini, innanzi tutto perché non trova più fondamento sul piano scientifico.

E' sembrato piuttosto che andasse ricercata un'altra chiave di lettura, assumendo a riferimento un contesto più vasto di quello nazionale, in grado di porre in luce il ruolo che ebbero tra il XVII e il XVIII secolo Torino e il Piemonte nel contesto europeo, evidenziandone il ruolo di Torino come città capitale - minore forse, ma comunque capitale "europea" - nel tentativo di rendere esplicito non solo il mutare del posizionamento di Torino e del Piemonte nel tempo, ma anche l'intensità della circolazione culturale che ne hanno contraddistinto la storia.

L'asse della collaborazione stabilito in particolare con la città di Chambery (con cui Torino è gemellata) anche in vista di un'altra scadenza fondamentale che accomuna la storia delle due capitali sabaude, l'annessione della Savoia alla Francia nel 1860 e l'Unità d'Italia nel 1861, si è fondata sull'idea di frontiera mobile che, a seconda dei momenti, ha unito e superato le due città, e in cui le Alpi si sono trovate a giocare la funzione sia di barriera e confine, sia di fattore di coesione.

Si tratta di un asse un cui è necessario mettere ancora bene a fuoco tutte le valenze, probabilmente passando dal singolare al plurale, all'idea cioè di frontiere, che può consentire non solo di aprire la collaborazione a una molteplicità di tematiche, ma anche di estenderla sul piano territoriale, coinvolgendo in essa altre realtà (come del resto sta già accadendo per quanto riguarda la ricerca sulla scultura medievale).

In questo senso le Celebrazioni del Tricentenario verrebbero ad essere un'anticipazione e una premessa di quelle del 2011, in occasione del Centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia, a cui già si sta lavorando per individuare un programma di interventi e attività consone con la rilevanza dell'evento.

Tornando al 1706,  sulla base di un primo confronto avviato con studiosi ed esperti della materia tra cui il Prof. Walter Barberis dell'Università di Torino e il Gen. Guido Amoretti, Direttore del Museo Pietro Micca e dell'Assedio di Torino, si è considerato opportuno affrontare l'evento per quello che è stato - un assedio - e di lavorare su questa tematica arrivando sino all'attualità nel quadro di un convegno storico-militare che ricostruisca l'evoluzione delle tecniche di difesa e di attacco alle città con tutte le conseguenze che ne sono derivate da un punto di vista non solo militare, ma urbanistico, culturale, di identità stessa delle città.

Partendo da quest'idea, che consente anche di dare un senso specifico alla ricostruzione storica dell'assedio in Borgata Vittoria e a Lucento, che a sua volta ha elaborato un proprio progetto di attività e manifestazioni che anch'esso prende inizio nel 2004, si è ritenuto opportuno legare le Celebrazioni a figure e luoghi noti, tali da diventare un riferimento e un simbolo del momento, facilmente comprensibile e comunicabile.

Nel 1906 venne dato un notevole risalto alle figure di Pietro Micca e Maria Bricca, di cui varrà la pena di ricostruire la fortuna postuma, otto e novecentesca, sulla scia degli studi effettuati, non  ultimo quello di Pier Giuseppe Manietti, pubblicato nel 2003.

Per il 2006, per quanto riguarda la Città, pensiamo che possano svolgere una significativa funzione un maggior numero di figure: da quella di Vittorio Amedeo II a quella del Principe Eugenio, da Antonio Bertola a Beato Sebastiano Valfré. Per quanto riguarda i luoghi dalla Cittadella ai luoghi del campo di battaglia con al suo centro Borgata Vittoria sino alla Basilica di Superga, quest'ultima con la funzione di mostrare la città del dopo, quella che nasce non solo dal 1706, quanto piuttosto dalla pace di Utrecht del 1713, quando prende inizio l'epoca delle riforme di Vittorio Amedeo II.

L'estensione territoriale delle manifestazioni suggerisce di coinvolgere altri centri del Piemonte: da Verrua Savoia a Cherasco, da Chivasso a Bricherasio e Rorà, per segnalare solo alcuni dei luoghi che furono teatro di eventi significativi legati all'Assedio.

In questo modo l'assedio e la sua ricostruzione in varie forme potrebbero uscire da una dimensione locale ed evenemenziale per proporre una lettura di Torino e del Piemonte agli inizi del secolo XVIII nel contesto dell'Europa.

Le Celebrazioni

Per quanto riguarda le Celebrazioni è sembrato innanzitutto opportuno distinguere gli interventi di carattere strutturale dagli eventi da programmare invece per il 2006, avviandone la preparazione già nel 2004. Per quanto riguarda la tempistica delle celebrazioni, si è ritenuto di farle decisamente cominciare a partire dai mesi di agosto-settembre, mantenendole sino all'inizio del 2005, dando così loro maggior risalto e autonomia rispetto ai programmi culturali connessi ai Giochi olimpici invernali.

Ma soprattutto si è inteso avviare l'ideazione e la progettazione delle Celebrazioni attraverso un processo in grado di coinvolgere tutti gli enti, le istituzioni, le associazioni che potessero dare un contributo di idee, mettere a disposizione risorse, intellettuali, organizzative e finanziarie, con l'obiettivo di elaborare un programma partecipato sin dall'inizio.

Un contributo estremamente positivo in questo senso è venuto dal Lions Club Torino Castello che ha offerto la sua collaborazione per realizzare un Coordinamento non solo dei Lions, ma di tutte le Associazioni e le istituzioni in grado di dare un contributo alla progettazione del Tricentenario. Un primo incontro indetto dall'Assessorato alle Risorse e allo sviluppo della cultura e dal Lions Club Torino Castello si è svolto il 25 marzo presso il Circolo degli Artisti, messo gentilmente a disposizione dal suo Presidente, a cui hanno partecipato un folto gruppo di rappresentanti di Enti ed Istituzioni che si sono impegnati a far pervenire proposte, suggerimenti, indicazioni. Nel mese di maggio si terrà un secondo incontro, destinato ad esaminare e vagliare le proposte pervenute e ad avviare la costituzione formale del Coordinamento.

Parallelamente da parte della Città sono stati avviati i contatti con Regione Piemonte, Provincia di Torino, Ministero per i Beni e le Attività culturali, Università e Politecnico di Torino, Comando Interregionale del Nord, Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Fondazione Torino Musei, Teatro Stabile, Teatro Regio, per realizzare una sede stabile di concertazione interistituzionale con l'obiettivo di predisporre un programma comune esteso ad una pluralità di luoghi, i cui Sindaci saranno ugualmente partecipi nell'elaborazione del progetto.

Entro il prossimo mese di giugno, al termine della prima tornata di consultazioni, sarà mia cura portare i risultati del lavoro compiuto all'esame della V Commissione  Consiliare prima della presentazione ufficiale del programma, il cui inizio è comunque previsto già nel prossimo autunno con le manifestazioni organizzate dalla Circoscrizione 5.

                                                                                                                            Fiorenzo Alfieri