25 ott 04  N° prot.08727/ 2004

 

Restituzione dei beni degli Italiani espulsi dalla Libia

 

Proposta di Ordine del Giorno                                  To 24 0tt 04

 

Oggetto:Restituzione dei beni degli Italiani espulsi dalla Libia

 

Il Consiglio Comunale

Preso atto

-          delle dichiarazioni ufficiali sulla normalizzazione dei rapporti  fra Italia e Libia,sugli impegni di reciproca collaborazione,sul riconosciuto apporto del nostro Governo nel raggiungimento di una distensione a livello internazionale che permetterà alla Libia di rientrare ufficialmente nell’ambito degli scambi commerciali internazionali ,dopo un lungo periodo di embargo e forzato isolamento;

Preso atto

-          del sempre vivo problema  della  confisca dei beni mobili ed immobili degli Italiani espulsi nel 1970  e dei danni subiti a seguito  del blocco di tutte le attività commerciali e industriali svolte dalla nostra comunità,tuttora irrisolto;

Considerato

-          oltre tutto, che numerose famiglie italiane forzate al rimpatrio  hanno componenti nati in Libia  e che la loro attività  del tutto legittima, civilissima  e  positiva per il benessere ed il progresso dell’intero Paese nordafricano  nulla aveva a che fare con eventi bellici da risolversi (e ripetutamente risolti )a livello governativo ;

-          che numerose famiglie di profughi  hanno  preso residenza  in Torino, città in cui gli  interessi libici hanno sempre trovato e trovano illimitata espansione, fuori da qualsiasi ombra di      rivendicazione ufficiale del nostro Governo,

Impegna

il Sindaco e la Giunta ad attivare  tutte quelle iniziative che ritengono valide al fine di ottenere dal Governo Italiano, in termini di tempo ormai incalzanti, un preciso impegno per conseguire la restituzione dei beni immobili dei cittadini italiani espulsi nel 1970  e la giusta compensazione delle attività commerciali,industriali ed artigiane improvvisamente  paralizzate dall’intervento del Governo libico nel lontano 1970 a seguito della presa del potere capeggiata dal Colonnello Muhammar Gheddafi.