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Consiglio Comunale 2003 10767/002 OGGETTO: CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO GENETICO ORTOFRUTTICOLO PIEMONTESE. "Il Consiglio Comunale di Torino, - che sui mercati piemontesi sono sempre meno reperibili i nostri prodotti ortofrutticoli tradizionali, nelle preziose e insostituibili varietà selezionate in centinaia di anni, note a livello nazionale e internazionale; - che l’offerta commerciale tende ad una uniformità di prodotti, importati ormai da un mercato globalizzato, quasi sempre geneticamente modificati, privi delle caratteristiche che contraddistinguono le qualità tradizionalmente preferite dalla popolazione e punto di forza della cucina piemontese, tanto da costituire ormai una preziosissima risorsa e sicuro riferimento nella valorizzazione turistica della nostra Regione; - che mostre, mercati e percorsi enogastronomici si susseguono ormai in questa direzione su tutto il territorio piemontese, con vivo successo per i Comuni promotori; - che è incombente il rischio di perdere per sempre varietà di nicchia, caratteristiche di aree privilegiate, insostituibili per la gamma delle qualità offerte, a fronte della massiccia importazione di prodotti uniformi, modificati artificialmente, più resistenti alla manipolazione ed al trasporto, ma privi delle qualità organolettiche a noi più preziose; che ciò comporta, oltre un inevitabile appiattimento qualitativo, la sostituzione irreversibile e la totale scomparsa in non molti anni delle incomparabili varietà che hanno finora caratterizzato le nostre zone specifiche di produzione, giunte a notorietà mondiale; - che nei Consorzi Agrari, punto di fondamentale riferimento dei coltivatori e autorevole guida operativa, si verifica ormai regolarmente l'indisponibilità di sementi di produzione locale, sostituite da confezioni di sementi provenienti da Multinazionali; - che ciò condanna le produzioni agricole tradizionali alla conversione verso una piatta uniformità di prodotti vegetali brevettati, geneticamente modificati e congegnati in modo da risultare sterili dopo un’unica stagione generativa; - che il risultato finale è la irreversibile perdita di ogni varietà autoctona, in una agricoltura globalmente pianificata; che manca tuttora un intervento Regionale che impegni i Consorzi di riferimento e le Aziende ed i Vivai di produzione ad essi connessi, opportunamente ed adeguatamente incentivati, a garantire la disponibilità per gli agricoltori di piante e semi per coltivazioni tradizionali; che senza opportuni interventi le nostre varietà ortofrutticole, arboree e floreali sono ormai a rischio concreto di totale e irreversibile scomparsa; - in particolare, che non paiono sufficientemente sostenute le Istituzioni piemontesi impegnate da anni, con encomiabile scelta programmatica e a fronte delle scarsissime risorse loro commisurate, a garantire la sopravvivenza dell'intero patrimonio genetico delle varietà ortofrutticole autoctone e la conseguente possibilità di riprodurre sementi e piante certificate per i nostri coltivatori; - che tutto il nostro settore agricolo, con le collegate industrie alimentari e zootecniche, può trarre nuovi stimoli e sicuri benefici da una attività mirata, solo recentemente valorizzata nei programmi elaborati in vista di fonti alternative di sviluppo e di reddito, a parziale compenso dei paurosi vuoti postindustriali incombenti; Il Sindaco e la Giunta ad intervenire presso le competenti Istituzioni al fine di incrementare il sostegno alle attività informative e conoscitive per valorizzare dal punto di vista commerciale il prodotto tipico e di concorrere alla costituzione di una BANCA per la conservazione delle linee genetiche e la conseguente possibilità di riproduzione certificata delle varietà vegetali autoctone, fonte di vera ricchezza territoriale, altrimenti condannate a sicura estinzione." Giovanni Airola |