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da "LA STAMPA" del 31 Luglio 2004


IL GRUPPO CONSILIARE SI SCHIERA CONTRO UNA DELIBERA SULL’IMMIGRAZIONE FIRMATA DA FARASSINO


La Lega Nord litiga col suo assessore

 

«Il programma regionale degli interventi a favore degli immigrati extracomunitari è in contrasto con il programma della Lega Nord. Ieri non abbiamo partecipato alla discussione in Commissione. Se il provvedimento dovesse essere assegnato all’aula faremo un’opposizione durissima». Con queste parole del capogruppo in Consiglio Regionale, Tino Rossi, il partito di Umberto Bossi sconfessa l’operato del proprio assessore all’Immigrazione, Gipo Farassino. La Lega accusa lo Chansonnier di aver predisposto in accordo con la collega Mariangela Cotto (Forza Italia), un «piano assolutamente in antitesi con il nostro programma».
Rossi, e con lui anche i consiglieri Matteo Brigandì e Claudio Dutto, contestano le premesse del provvedimento: «Come si fa a dire che l’immigrazione è una questione ineludibile e decisiva per lo sviluppo del paese e che non è più un emergenza e per questo richiede decisive politiche di accoglienza mentre la Lega Nord da sempre dichiara: “Aiutiamola a casa loro, padroni a casa nostra”?». I tre consiglieri criticano il «progetto di “favorire l’apprendimento dell’italiano come “seconda lingua” perché riteniamo inammissibile prevedere, in una legge regionale, che nelle nostre scuole l’italiano sia seconda lingua rispetto all’arabo o all’albanese». Bocciati anche gli articoli sull’inserimento abitativo perché «si esercita il razzismo nei confronti dei piemontesi».
E Gipo? La sua prima reazione al telefono è quella di stupore: «Sono dispiaciuto. Nessuno mi ha contattato prima di diffondere il testo del documento. Non credo si tratti di un messaggio di sfiducia nei miei confronti anche perché dovrebbe essere il segretario del Piemonte a prendere posizione». Aggiunge: «Il mio programma è stato condiviso dalla Lega e da tutto il centrodestra. Adesso sono preoccupato per il fatto che qualcuno possa continuare a pensare di gestire le questione dell’immigrazione facendo finta che il problema non esista. E’ evidente che per uno straniero l’italiano è la seconda lingua ed io ho il dovere di fare di tutto perché sia in grado di parlare e scrivere come se fosse la prima». Poi attacca: «Sono convinto che il nostro dovere è di governare il fenomeno e, con le poche risorse disponibile, favorire l’inserimento dei regolari senza ripetere gli errori commessi subito dopo la guerra con i nostri meridionali». Se questa è la premessa il messaggio finale è eloquente: «Il mio programma è chiaro e voglio realizzarlo fino in fondo. Lo faccio con la mia faccia e le mie idee gli amici della Lega non possono pensare che io gestisca l’immigrazione come se fossi Mario Borghezio».
Stupita della reazione dei consiglieri della Lega Nord è l’assessore Mariangela Cotto: «La proposta è il frutto di un lavoro condiviso con Gipo e tutta la Giunta. Abbiamo apportato alcune modifiche ai criteri di trasferimento dei due milioni e mezzo di euro che lo stato mette a disposizione degli enti locali che tengono in maggior conto della presenza di bambini extracomunitari e assegnato, su suggerimento di Gipo, qualche fondo in più alle piccole province».