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Torino, 3 luglio 2003 COMUNICATO STAMPA “Paghiamo bene la nostra gente, offriamo contratti e
condizioni di lavoro dignitose: sono certa che risponderanno a centinaia per
lavorare nei cantieri di Torino 2006”. Lo dichiara Rosi Mauro, segretario
federale del Sindacato Padano che interviene nella polemica che in Piemonte
oppone il Presidente della Regione Piemonte e la Lega Nord. “E’ chiaro – sottolinea Rosi
Mauro - che qualcuno si sta illudendo di poter sotto pagare la forza lavoro,
facendo leva sul bisogno di lavoro di gente disperata, che è scappata dal
proprio paese e si trova a dover pagare centinaia di euro per dividere un
sottotetto con altre dieci persone. E mi stupisco anche di quanto hanno
dichiarato i sindacati confederali. In questo modo creiamo pesantissime
discriminazioni tra lavoratori di serie a, i pochi fortunati che possiedono un
posto di lavoro a tempo indeterminato, di serie b, coloro che lavorano con
contratti a tempo determinato o con contratti di altra natura, e lavoratori di
serie c, i disperati che accettano qualsiasi cosa pur di tentare di mantenere la
famiglia? Questo è il miglior modo per discriminare, il vero razzismo. La
giustizia sociale deve essere uguale per tutti. Il vero problema
dell’immigrazione è l’integrazione. E i sindacalisti non si confondano: questa
non è l’immigrazione dal sud al nord del paese, questa è un’immigrazione alla
cui base c’è una diversa cultura, qui parliamo di popoli profondamente diversi
che hanno bisogno di essere aiutati a integrarsi con la nostra cultura. Se
pensiamo di integrarli offrendo loro condizioni di lavoro indegne di un paese
civile abbiamo sbagliato strada”. “I nostri giovani – prosegue -
hanno già capito che il posto fisso è un miraggio. Si adattano a fare lavori
temporanei e gestiscono la flessibilità meglio di quanto noi crediamo. Tutto
dipende dall’interesse che i politici riescono a creare. I lavori legati alle
Olimpiadi sono temporanei e sono convinta che, se lo stipendio fosse adeguato,
molti giovani che hanno bisogno di lavorare si adatterebbero, in attesa di tempi
migliori. Certo che chi ha la possibilità di scegliere preferisce lavori
diversi. Ma l’informazione e la formazione servono a far capire che il mercato
del lavoro è profondamente diverso. E qui si innesta anche un altro
ragionamento: la necessità di aprire finalmente i tavoli di contrattazione
decentrati a livello regionale, meccanismo fondamentale per comprendere sul
territorio le esigenze del mercato del lavoro”. “Le notizie sull’occupazione in Piemonte – conclude Mauro - non sono certo confortanti, con la crisi della Fiat e dell’indotto, con la Bertone, azienda legata all’indotto della casa automobilistica, che ha messo in cassa integrazione 700 persone su un totale di 1600 dipendenti. Questi numeri sono spaventosi. Il deputato della Lega Nord Massimo Polledri, che segue con grandissima attenzione le attività produttive, a margine dell’audizione dei vertici Fiat in commissione, ha proposto che una buona parte degli operai Fiat in esubero potrebbe, debitamente incentivata, trovare collocazione proprio nei cantieri legati all’appuntamento olimpico. E poi prima di aprire le frontiere ci sono anche gli immigrati che in Italia ci sono già. Perché tra tre anni i lavori per le Olimpiadi saranno finiti. Dove finiranno gli immigrati che avremo fatto arrivare? Finiranno tutti intorno alla stazione di Porta Nuova, ai semafori delle strade, sui mercati di Porta Palazzo? E il problema delle case? Ci hanno pensato i signori politici? Non credo che Torino abbia bisogno di misure di questo tipo. Il sindacato padano abbraccia totalmente l’iniziativa della Lega Nord del Piemonte: invito tutti i delegati e tutti gli iscritti in Padania a farsi portavoce nelle fabbriche e nelle piazze e raccogliere le disponibilità dei lavoratori a lavorare nei cantieri per le Olimpiadi. E poi andremo insieme dal Presidente della Regione a proporgli un bel contrattino…”. |