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Torino, 3 luglio 2003 COMUNICATO STAMPA “Oggi l’osservatorio del
lavoro del Piemonte ha diffuso i dati sull’occupazione in Piemonte. La
disoccupazione non diminuisce e resta bloccata al 5,1 per cento (l’Ires, per la
verità, nel 2002 parlava del 4,9 per cento, il che vorrebbe dire un incremento
dello 0,2 per cento, pari a circa 3.600 addetti). In ogni caso, su 1 milione 800
mila lavoratori, questo tasso significa che in Piemonte ci sono oltre 90 mila
persone a caccia di lavoro. Possibile che 3mila di questi non vogliano essere
impiegati nei cantieri olimpici?”. Lo chiede Oreste Rossi, capogruppo della
Lega Nord in Regione Piemonte. “Senza considerare –
prosegue Rossi - che è proprio in provincia di Torino la situazione più
preoccupante, vista la crisi del settore auto. I dati dell' Osservatorio
provinciale sul Lavoro, presentati sempre oggi, non nascondono la crisi.
Complessivamente nel 2002 gli occupati sono diminuiti di 4.400 unità, passando
da 916.100 a 911.700. Le persone in cerca di lavoro si sono attestate sulla
cifra di 60.300. Oltre ai disoccupati, nelle liste di mobilità nel primo
semestre 2003 sono stati iscritti 9.500 lavoratori, con un tasso di incremento
del 51% rispetto al 2002. Se si guarda alle iscrizioni da aziende medio-grandi,
si osserva un tasso di incremento del 28%, fra cui spicca l' espansione legata
alla crisi del tessile-abbigliamento (+650 iscritti, +97%), e non manca un
afflusso aggiuntivo di lavoratori in esubero nel metalmeccanico (+400 unità,
+15%). “A fronte di un aumento
degli impiegati nei cantieri (per il quale, bisogna ricordarlo, dopo il 2006
assisteremo ad un crollo) – analizza Rossi - non vedo un futuro tanto roseo da
spingerci a rivedere i flussi degli immigrati. Tanti posti di lavoro creati,
inoltre, sono spesso precari e a tempo determinato. Malgrado l’incremento di
occupati, che va senz’altro a merito della politica del governo di centrodestra
e del presidente Enzo Ghigo, il tasso di disoccupazione non scende. Questo
significa che tanti posti di lavoro vengono persi. Non mi pare proprio esistano
le condizioni per chiedere un incremento dei flussi. C’è qualche altro dato che
ci preme ricordare. Venerdì scorso, 700 dei 1.600 addetti della Bertone
(Grugliasco, Torino) sono stati messi in cassa integrazione. E la Provincia,
qualche settimana fa, ha sottolineato che nel primo trimestre di quest'anno, le
procedure di mobilità approvate in provincia di Torino sono state 2.611, con un
incremento dell'83,9% rispetto ai primi tre mesi del 2002. I lavoratori
licenziati dalle aziende legate alla produzione automobilistica sono 1.282
(+135,2%). La Fiat (casa automobilistica con sede a Torino) ha avviato le
procedure di mobilità per 2.894 addetti e a
settembre è prevista la cassa integrazione per 1.700 lavoratori di Mirafiori.
Sono solo alcune delle cifre che riguardano la nostra area. Ed è questa la
situazione nella quale gli inviti ad immigrare si collocano”. |