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2002 - 2003
-----Messaggio originale-----
Il sottoscritto: Bruno Zattra via delle Rose n°1 36016 Thiene Vicenza. Vi mando il mio indirizzo di posta elettronica e bzattraATlibero.it Telefono 0445360370, telefonino3383458848. Nell'occasione vi saluto caramente, BUON 2004. P.S.: Roma non ha nessuna materia prima, io non sono Italiano, come tanti altri, per questo non ho la carta di identità italiana, ma farò solo quella dello Stato Veneto, Nazione Padana, dove c'e la materia prima che si chiama lavorare duro. Ciao.
Zattra Bruno
-----Messaggio originale----- La sezione "ROERO" della Lega Nord augura un anno pieno di felicità e di soddisfazioni!! Buon 2004 Lega Nord - sez. "ROERO" - Canale (CN) i militanti
-----Messaggio originale----- Ricambiamo, grazie, azzurrafm
-----Messaggio originale-----
Anche quest'anno volge al termine e ha visto per la prima volta una piccola associazione fare molto per tutelare questa categoria di utenti ormai abituati a subire passivamente ogni decisione, anche la più strana... e di esempi ultimamente ne avremmo tanti, due su tutti, il blocco delle non catalizzate per il problema pm10 (prodotto dalla combustione del gasolio), e la concessione del governo di dare una quota delle accise sulla benzina ai signori dei trasporti, si, quelli che hanno messo col culetto per terra tutti... ma siamo a Natale e siamo tutti più buoni. Che dire a tutti voi che ci seguite, vi auguro un felice natale e spero che il 2004 vi porti tutto ciò che desiderate, comunque una cosa mi sento di chiedervi, state con noi, aderite al nostro gruppo, iscrivetevi, perché l'anno che sta arrivando darà a tutti molte soddisfazioni, se saremo insieme. BUONE FESTE E BUON 2004 da Claudio Lipodio, presidente A.C.P. Piero Rigamonti, vice presidente Cristina Ortolani, Tesseramento Giovanna Sangalli, Cassiere Giuliano Masperi, Consigliere e da tutti i soci
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originale----- Vi ringrazio e ricambio gli auguri. gianpaolo dozzo
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originale----- Grazie degli auguri, che ricambio di cuore a Voi e a tutte le Vostre famiglie! Ed ogni migliore augurio per la Vostra attività! on.Flavio Rodeghiero
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originale-----
Buon Natale da Almese, Valle di Susa e soprattutto Piemon Lìber dai venditori di fumo, dai lobbysti del TAV e delle Olimpiadi di Torino 2006. Dario d'Almèis (Dario Catti)
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originale----- Auguroni padani! Guido Rossi
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BON NATAL A TUTIitalo comba & c.
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Auguri di Buon NataleDa Taziana e Lorenzo e dai Cattolici Padani
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Ca‹re, kecaritwmšnh, Ð kÚrioj met¦ soà Gioisci, tu che sei stata colmata di grazia, il Signore è con te . Carissimo Maurizio, invio questi auguri, che mi sono stati inviati da carissimo amico CatPad. Se credi puoi pubblicarlo su Countach. Te ne invio anche un altro. Ciao, ciao. Ringrazio per il bellissimo e dinamico augurio che ci hai inviato. Taziana e Lorenzo
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originale----- Ricambio di cuore gli Auguri di Buone Feste. Bruno Vendemia
-----Messaggio originale----- Contraccambio auguri di buon Natale e felice anno nuovo. Sono molto amico di Marino Bertolino di Chivasso, trattatelo bene perché conta molto. saluti Renzo Capello Chivasso
-----Messaggio
originale----- Ringraziamo cordialmente per gli auguri che ricambiamo. Fondazione Giovanni Agnelli
-----Messaggio originale----- Ringrazio e ricambio Gianvittore Vaccari
Il Presidente augura Buon Natale e Felice Anno Nuovo. PIU FEDERALE GIORGIO BIANCHI
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originale----- Contraccambio auguri per un felice anno nuovo. Vittorio GIACOMETTO
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originale----- Ringrazio e ricambio i graditi auguri. Giacomo Stucchi
-----Messaggio
originale----- Ricambiamo di cuore i vostri auguri. Per la redazione del telegiornale, Giovanni Marmina.
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originale----- SINCERI AUGURI DI BUON NATALE E BUON 2004!!
-----Messaggio originale----- Grazie! Speriamo che Babbo Natale ci porti il Federalismo o la Secessione. Padania Libera Sempre
-----Messaggio originale----- Grazie per gli auguri, ricambio con gioia
Proprio oggi è il giorno della luce. 22 dicembre. Il solstizio l’abbiamo lasciato alle spalle con il salto del fuoco.
Allora luce a tutti!
Vi prego di continuare ad inviarmi i vostri preziosi aggiornamenti
Saluti padani
Katia Zorzenone Uff. Settore Terzo Gruppo Lega Nord Lombardia
-----Messaggio
originale----- Ringrazio di vero cuore e anche a Voi auguro un sereno Natale e felice 2004. Maria Teresa Racca
Dnans ch'a fàssa neuit Con riferimento all’ assemblea autoconvocata del 13 dicembre scorso, voglio condividere insieme a Voi alcune considerazioni di carattere generale sulle vicende che, negli ultimi mesi, hanno interessato il nostro Movimento, per riflettere se sia possibile trarne degli insegnamenti che ci possano aiutare, in futuro, a non ricadere nelle stesse situazioni.
La prima domanda che dobbiamo fare a noi stessi per intraprendere questo percorso è quella rivolta a stabilire se, quanto a suo tempo esposto nel “Manifesto di Odalengo” e nei successivi documenti, sia un’analisi specifica, relativa ad un nostro particolare momento di crisi, oppure se si tratta di fatti in qualche modo riconducibili a dinamiche ricorrenti nel funzionamento del sistema politico generale e se, in questo ultimo caso, non ci siamo fatti cogliere almeno parzialmente impreparati prima di reagire al degrado che, ormai da tempo, ha iniziato ad interessare il nostro Movimento in Piemonte, complice un’esperienza di governo che, così come in altre occasioni, si è dimostrata devastante sia a livello politico che organizzativo.
La risposta è che, purtroppo, ci siamo lasciati, almeno in parte, cogliere impreparati. Quanto ci sta accadendo, infatti, altro non è che un esempio da manuale di quella che viene definita “legge ferrea dell’oligarchia”, ossia una patologia degenerativa che tende a manifestarsi in qualsiasi struttura organizzata, e che, a sua volta, determina una seconda legge, denominata della “distorsione dei fini”. Secondo queste due leggi, collegate in maniera causale tra di loro, la struttura, anche se inizialmente eletta su base democratica, tende inesorabilmente a ricomporsi su base oligarchica, ripiegando la propria organizzazione su sé stessa. La struttura, così facendo, da mezzo per raggiungere uno scopo, diventa scopo essa stessa, finendo in tal modo per porre la sua sopravvivenza al di sopra di quelle che erano le finalità originarie, anche a costo di soffocarle sotto il peso della sua ingordigia. In altre parole, la formazione di un regime oligarchico all’interno di un sistema democratico è da considerarsi come una tendenza inesorabile: in questo modo, l’organizzazione di ogni partito finisce per diventare una potente oligarchia su una base democratica che, col tempo, diventa di pura facciata. Sulla tale base democratica, via via sempre più annichilita, si innalza, soffocandola definitivamente, la struttura oligarchica dell’edificio.
E questo è proprio quanto sta accadendo all’interno della Lega Nord Piemont, dove tutti i sistemi di trasmissione democratica interni sono saltati, dove si sta procedendo a selezionare una nomenklatura a forza di commissariamenti, dove si eliminano gli avversari politici interni chiudendo le sezioni, comminando espulsioni, evitando subdolamente e vigliaccamente di rinnovare le tessere scomode.
Ma la cosa più grave sono le conseguenze che si stanno manifestando anche all’esterno del Movimento, nei confronti dei nostri elettori: ossia la distorsione, o meglio ancora, il tradimento dei fini per i quali è nata la Lega Nord Piemont.
Tuttavia, per potere in qualche modo quantificare il livello di degrado raggiunto nella nostra esperienza specifica, dobbiamo prima analizzare a quali bisogni la Lega Nord ha saputo rispondere, a quale istanze è stata in grado di dare voce: in altre parole, per quali motivi la Lega ha ricevuto la legittimazione, da parte di milioni di persone, a rappresentare politicamente e socialmente una così grande parte della società padana che, attraverso questa forma di aggregazione, ha potuto finalmente prendere coscienza di sé come soggetto politico, portatore di una cultura ed interessi particolari, fino ad allora soffocati dal dualismo ideologico destra-sinistra e dalla mediazione centralista dello stato italiano.
Da un punto di vista sociologico, la Lega ha saputo rappresentare un’area culturale o, se vogliamo, una mentalità radicata e diffusa, che potremmo definire conservatrice ma anticonformista. Conservatrice, perché legata alla continuità dei valori nel tempo, alla centralità del lavoro, della famiglia, del rispetto delle regole, del bisogno di riconoscersi in un sistema di convivenza civile basato sul rispetto delle tradizioni locali e non imposto dallo stato etico-centralista. Anticonformista, in quanto poco propensa a farsi ingabbiare socialmente e culturalmente dalle ideologie del classismo statalista, sia di destra che di sinistra, così come non disponibile ad alienare la propria individualità nello stereotipo del consumatore globalizzato, a sacrificare il suo stile di vita, le sue tradizioni e la sua cultura nel nome della massificazione imposta dall'alto dai cosiddetti "poteri forti". In questa mentalità si riconoscono gran parte di quelli che possiamo definire veri e propri emarginati non conclamati. Non conclamati in quanto vittime di una sorta di emarginazione parziale: perfettamente integrati quando si tratta di lavorare e pagare, di contribuire con l’adempimento del proprio dovere di buoni lavoratori ed onesti cittadini al mantenimento della società civile; emarginati quando si tratta di accedere agli aiuti di stato, alle tutele ed agli ammortizzatori sociali che vengono invece riconosciuti alle grandi masse organizzate politicamente e sindacalmente, alle grandi imprese, così come ai soggetti di recente insediamento nelle nostre terre, preziosi serbatoi di voti futuri concessi in nome di aleatori, dal punto di vista dell’integrazione sociale, certificati di residenza. In questa categoria di finti privilegiati ma veri emarginati troviamo essenzialmente i piccoli operatori economici del commercio, dell’impresa e dell’artigianato, compresi i lavoratori che da queste imprese dipendono, tutti insieme stretti nella morsa del patto leonino che lo Stato ha imposto loro: esigente nel reclamare imposte, tasse e contributi quando gli affari vanno appena bene, assente quando le cose si mettono male, nel principio dell’ “ognuno per sé e Dio per tutti”. Per non parlare della permanente criticità delle situazioni relative alle cosiddette “attività marginali”, ossia quelle aree di lavoro autonomo che coincidono con il soggetto che le svolge, sempre legate al filo dell’incertezza dei destini individuali e delle mutevoli congiunture economiche.
Ma il federalismo statalista che sta avanzando in questo stato (perché, ricordiamolo, lasciare il federalismo in mano agli statalisti è come regalare una fabbrica di corda al boia), non si accontenta del patto leonino, ma vuole la sua parte anche quando i conti sono in rosso: basti pensare al perverso meccanismo dell’IRAP ed ai contributi previdenziali minimi obbligatori per i commercianti ed altre categorie di operatori, in grado di dare il colpo di grazia alle piccole attività che si trovano a subire difficoltà che, magari, sarebbero momentanee e quindi superabili in assenza di una legislazione così vessatoria.
Conservatori anticonformisti, abbiamo detto. Invisi a quell’area socio-culturale che potremmo definire Progressista-anticonformista, paladina del disimpegno antisociale ed antagonista, che dal 18 politico del ’68 si è tramandata attraverso diversi salti generazionali fino a noi, ed ora prospera nei centri sociali e nelle manifestazioni dei finti no-global e dei veri teppisti di piazza, mentre la vecchia guardia dei cinquanta-sessantenni si autocelebra nella commemorazione dei bei tempi eroici che furono l’epoca delle assemblee e dei collettivi studenteschi, dei cortei e degli scioperi ad oltranza.
Conservatori anticonformisti, disprezzati dai conservatori conformisti, che sono tali non per intimo convincimento morale o ideologico, ma per calcolo opportunista a difesa di privilegi sociali ed economici acquisiti, quasi sempre immeritatamente ereditati.
Conservatori anticonformisti, additati come rozzi, egoisti e retrogradi dai progressisti conformisti, ossia dalla grande maggioranza degli ipocriti che creano la cultura oggi veramente egemone nella nostra società: quella dei buonisti benpensanti, che credono sia sufficiente vestire la lana dell’agnello per continuare a vivere nel loro tenore di vita piccolo borghese e trovano nelle bandiere della pace l'oggetto apotropaico per proteggersi dalle paure provocate da un mondo che, cambiando troppo in fretta, stravolge certezze consolidate
Conservatori anticonformisti, che hanno trovato nella Lega Nord quella rappresentanza politica e sociale che gli ha permesso di ritrovarsi insieme, arrivando così finalmente ad acquisire la forza necessaria per ribadire la propria identità al di fuori dagli schemi ideologici precostituiti.
Conservatori anticonformisti, spesso costretti a subire l’esclusione sociale ed economica determinata da un sistema produttivo con caratteristiche fortemente “metropolitane”: basti pensare alle conseguenze che il nostro modello di sviluppo industriale e post-industriale ha avuto nelle campagne e nelle valli, dove le popolazioni autoctone sono state sistematicamente sradicate nel continuo dei diversi passaggi generazionali, e dove la Lega ha saputo risocializzare rabbie profonde, generate dall’imposizione di modelli di vita e di sudditanza economica che non tengono in alcun conto l’importanza del radicamento dell’individuo sul territorio.
Ed ora veniamo alla ragione del contendere che ha costituito l’oggetto di discussione dell'assemblea del 13 dicembre. Qual è stato il livello delle risposte che la dirigenza leghista piemontese ha saputo dare a questa domanda profonda di rappresentanza politica, di inclusione sociale, di autocoscienza individuale e collettiva, che costituisce la stessa ragione d’essere della Lega, il suo fine ultimo ed irrinunciabile? Perché siamo al punto di affermare che il nostro partito oggi, in Piemonte, sta tradendo la sua missione, stracciando il patto di rappresentanza che lo legava al suo elettorato?
Per rispondere a queste domande proviamo a riassumere, mediante una breve rassegna stampa di questi ultimi mesi, il profilo puramente autoreferenziale al quale è ormai ridotto il messaggio della dirigenza leghista in Piemonte:
Ma l’ultima perla la regala il responsabile organizzativo provinciale, nonché referente della sezione di San Mauro, nonché commissario di Torino, nonché consigliere nazionale, il quale, su carta intestata della Lega Nord Piemont, pretende di interferire nell’organizzazione dei convegni di un’associazione culturale indipendente: roba che non si vedeva dai tempi del Minculpop!
Dove sono finiti i leghisti, la Padania, l’indipendenza dei Popoli, l’antistatalismo, il federalismo, la lotta contro le burocrazie e gli sprechi, la difesa delle tradizioni, il rispetto della libertà e della democrazia, in tutte queste farse vuote e noiose che stanno allontanando i Cittadini dal nostro Movimento? A questo punto, francamente, non possiamo fare a meno di pensare che questi personaggi che pretendono di autodefinirsi "classe dirigente" non siano in grado fare altro!
Quello che emerge, drammaticamente, da questo scenario deprimente, è la totale mancanza di senso di responsabilità da parte di questi signori, ossia l’incapacità di rispondere, di reagire in maniera appropriata al mandato che è stato loro affidato. Qualcuno potrebbe tuttavia obiettare che questa classe dirigente è stata comunque, a suo tempo, eletta democraticamente. Ma questo, oggi, è ormai in gran parte falso: i commissari e sub-commissari di cui il movimento è purtroppo infarcito vengono nominati per cooptazione, quindi al di fuori di ogni pronunciamento democratico della base. In ogni caso se è vero, come è vero, che l’albero si giudica dai frutti, è solo per il fatto che, prima o poi, le intenzioni si manifestano in azioni. E ora, che le azioni si sono finalmente appalesate in tutta la loro perversa natura, possiamo finalmente sapere con chi abbiamo veramente a che fare e decidere di conseguenza.
Concludendo, quali lezioni possiamo trarre dall’analisi di tutte queste tristi vicende? Essenzialmente, le lezioni credo siano due. La prima è che la situazione, obiettivamente, ci è sfuggita di mano: per cui, per il prossimo futuro, abbiamo l’obbligo morale e culturale di imparare che la vigilanza democratica deve entrare a far parte del patrimonio ideologico del nostro Movimento in modo permanente. La seconda è che dobbiamo sempre ricordarci che, quando i partiti sono ammalati, tutto il sistema democratico è infetto. Per cui la responsabilità che ognuno di noi ha per quanto sta accadendo all’interno della Lega Nord Piemont non si esaurisce dentro i confini del nostro Movimento, ma coinvolge anche il livello di tenuta democratica e di legalità di tutta la società civile. L’involuzione in chiave oligarchica-autoritaria di un partito finisce inevitabilmente per avere gravi ripercussioni su tutto il sistema: se avete dei dubbi, tornate con la memoria ai guasti, che ancora oggi stiamo pagando e continueranno a gravare sulle generazioni future, provocati dalla degenerazione interna dei partiti della prima repubblica, su tutti la DC di Andreotti e Forlani ed il PSI di Craxi (il famoso CAF, ricordate?) e contro i quali la Lega lottò vigorosamente fino ad abbatterli: siamo così sicuri di volere diventare anche noi come loro?
Nella consapevolezza dei limiti oggettivi della nostra realtà, dobbiamo sapere che non è solo per difendere i principi fondanti della Lega, ma anche per rispetto e responsabilità verso i grandi valori della cultura liberale propri delle democrazie occidentali, che abbiamo l’obbligo di sconfiggere la svolta autoritaria fascio-stalinista che sta soffocando il nostro Movimento. E per fare questo c’è una sola strada da percorrere: riprenderci quello che è nostro, ritornare in possesso di quel Movimento politico democratico e popolare che si chiama Lega Nord Piemont!
23 dicembre 2003
Webmaster
-----Messaggio originale----- Mi risulta che sabato13 dicembre c.a. in Alessandria il Segretario Federale si sia trovato di fronte non oltre 200 persone, compresi servizio d'ordine, Carabinieri ed intimi della gerarchia piemontese. Come sono lontani i tempi di Piazza San Carlo a Torino del'92!!!!!!!! Forse il Segretario si sarà reso conto del perché si firmano i manifesti: per salvare la Lega Piemontese ormai in ginocchio. Pierluigi Scavino.
-----Messaggio originale----- vedo che continuano i giochi schiocchi dei politici bambini.. qui in Friuli la lega è ridotta all'osso.. invece di spaccare si è spaccata! eppur la gente sempre più riconosce la validità di certe istanze! ma, evidentemente, anche la boria di certi personaggi.. da una leghista espulsa per aver aderito a una visione autonomista mandi fabrizia
-----Messaggio originale-----
-----BEGIN PGP SIGNED MESSAGE----- Hash: SHA1
Il fatto che vi sia capitato quello che vi e' capitato non vi da il diritto per screditare le idee che difendevate fino a poco tempo fa. Il sito internet http://www.padania.to.it/ che avete occupato illegalmente non consegue nessun obiettivo se non quello di screditare l'idea di Padania.
Il sito non e' di vostra proprieta', ma della Lega Nord per l'Indipendenza della Padania di Torino. E' illegale quello che state facendo.
Vi chiedo di restituire tutte le username, password e tutti altri dati in vostro possesso illegalmente altrimenti verrete denunciati alla Polizia Postale e alla Magistratura competente.
fino all'Indipendenza --- Angiol Verones <angelo.veronesiATgiovanipadani.com> Responsabile Federale Internet Giovani Padani http://www.giovanipadani.leganord.org 21047 Sarònn (VA) - Lombardia (PDN) Tel: 338 390 26 73 / Fax: 02 700 402 843 --------- Self-explanatory: La ringrazio per le preziose delucidazioni! Webmaster
-----Messaggio originale----- ----- Original Message ----- From: EDERA SAS To: Padania Sent: Friday, October 17, 2003 11:28 AM Subject: Lettera da pubblicare
Cari amici della Lega Nord Padania,
la proposta di legge di Fini (e suoi compari) sul voto agli immigrati extracomunitari quando arrivera' in Parlamento sicuramente sara' approvata grazie al voto dei parlamentari cattocomunisti. I giochi sembrano fatti e per AN sara' una dura sconfitta alle prossime elezioni perche' gli immigrati voteranno la Caritas e i comunisti ben pensanti. A questo punto tocchera' alla Lega Nord organizzare una campagna politica contro quei partiti che hanno proposto e approvato una legge cosi' sciagurata che mortifica la volonta' popolare del popolo padano. Ma per poter fare questo la Lega deve avere le mani libere da qualsiasi impegno di Governo in modo da poter portare in piazza la gente della Padania sempre piu' delusa e incazzata. Marino Bertolino
-----Messaggio originale----- Carissimi amici, si stanno verificando eventi da me previsti e accennati in altri messaggi. Una legge per dare agli immigrati i diritti elettorali attivi e passivi è quanto di più stupido si possa immaginare e Fini non è uno stupido, ne gli interessano gli immigrati visto che da poco tempo è in vigore la legge Bossi-Fini sulla regolamentazione della immigrazione. Il discorso è molto serio e l’On.le Cè sembra l’abbia centrato. Io però vado più avanti e credo che le mire di A.N. e UDC. Siano ben altre. Se mettiamo insieme la lotta di alcuni magistrati e dell’opposizione di sinistra guidata da Violante con Fini e Casini possiamo capire che si vuole mettere fuori gioco Berlusconi. Le provocazioni di Fini e Follini mirano a mettere fuori del Governo la Lega che si dimostra il più fedele alleato del Presidente Berlusconi. Senza la lega emergerà la “nobiltà della politica” da Casini invocata e di questa nobiltà Berlusconi e Bossi non ne fanno parte. Andrà a monte il patto con gli italiani e dunque le attese riforme non si faranno mai . Le riforme potranno rivelarsi un disastro per A.N. e Udc. Questi partiti scomparirebbero dalla scena politica o potrebbero essere assorbiti da F.I. a tutto danno dei loro capi. Basta pensare alla proposta del premierato forte e sarebbe la fine di un sistema politico che va avanti da 60 anni e che tanto danno ha provocato al nostro Paese. Questi aristocratici della politica si sono arricchiti e addirittura alcuni di loro specialmente della sinistra si è creato una vera e propria dinastia, cioè il posto in Parlamento se lo sono rimandato da padre a figlio creando appunto una dinastia. Senza Berlusconi Forza Italia andrà allo sbando,in un primo tempo la sinistra riprenderà il potere, nel frattempo A.N. e Udc daranno l’assalto ai voti di F.I. e rifonderanno la vecchia D.C. Se in breve tempo quei partitini di centro compresi quelli che stanno a sinistra si unificheranno vi è la possibilità, se hanno alti appoggi, che vincano le elezioni lasciando all’opposizione la sinistra che ben si adatta al ruolo se gli sarà dato di godere di quei benefici che godeva con i vecchi governi D.C. Si tratta di una storia che si ripete alla faccia del terzo millennio. Per la Lega Nord e per tutti gli italiani non ci sarà più storia perché sarà instaurata una subdola forma di dittatura che nessun Stato al mondo possiede(forse in Bolivia o in qualche paese del centro America). Mi sembra di aver letto che l’On.le Bossi abbia detto che nel nord molti iscritti da A.N sono passati alla Lega, non se ne faccia una meraviglia perché nel centro sud si sta verificando la stessa cosa, ma non basta,qui ci manca un coordinatore,qualcuno che ci stia vicino,perché i parlamentari di F.I. da noi eletti spariscono subito dopo le elezioni. La Lega Nord può fare molto. Intanto mi permetto di suggerire di inviare messaggi da tutti i vostri siti internet agli elettori del centro sud dicendo loro la verità. Insomma di prendere contatto con noi e parlare dei nostri e vostri problemi che io ritengo siano uguali. Poi qualcuno venga a trovarci, se necessario aprire sezioni, insomma uomini come Alessandro Cè o Calderoli o Castelli debbono essere patrimonio nazionale o quantomeno servono per incanalarci in un sistema politico meno “nobile”.ma più onesto. Se decidete di uscire dal governo si potrebbe anche andare alle elezioni senza A.N.e Udc. e dunque un vostro aiuto nel sud potrebbe risultare vincente. Dovete scusarmi,cari amici,ma proprio alla fine della mia vita quando ho intravisto una speranza di vedere la nostra Italia portata al livello che merita, questa azione cannibalesca di Fini e Follini mi ha stordito. Se vi è possibile mandatemi il numero di telefono del direttore del giornale “La Padania” oppure l’indirizzo della posta elettronica perché intendo comunicare anche con quel giornale. Vi autorizzo a pubblicare e rendere note queste mie osservazioni e passo ad inviarvi cari e affettuosi saluti. Antonio Giammaruco
-----Messaggio
originale----- Caro Walter credo che il Segretario Federale sappia leggere i numeri e gli occhi li abbia già aperti e che finita la rogna della Finanziaria prenda provvedimenti. Almeno lo spero! Pierluigi Scavino
-----Messaggio
originale----- Triste e desolante leggere il tono ed i contenuti della risposta "ufficiale" della Segreteria Provinciale, è evidente che tanto s'è criticato gli altri, che siamo arrivati al punto di comportarci come loro. Mi aspettavo più democrazia e maggiore dialogo fra i compomenti del Movimento, ma è evidente che NON si vuole cercare di capire, ma solo di dimenticare. Comunque sia spero che il Manifesto di Odalengo continui a raccogliere adesioni, in modo che prima o poi qualcuno apra gli occhi, prima che lo faccia il nostro Segretario Federale UMBERTO BOSSI. Taramasco Valter
30 settembre 2003.
Caro Umberto Bossi, Roberto Maroni
Ti riscrivo sperando che tu legga la posta dei tuoi militanti. In 10 anni, trascorsi prima come sostenitore e poi come militante ho fatto molta strada con la Lega, ho capito e condiviso sogni, speranze e delusioni, anche se talvolta a fatica. Il nostro sogno maggiore la Padania: federalismo, secessione, devolution, e poi di nuovo federalismo; ma sempre con lo scopo di raggiungere la nostra autonomia. Per questo ho fatto di tutto: dal servizio d’ordine nei momenti e nelle manifestazioni più delicate, da Modena a Roma, per citarne alcune, all’attaccare manifesti, al girare polenta al partecipare a tutte le grandi manifestazioni, l’ultima 10 giorni fa a Venezia, al costituire un gruppo di lavoro nel quartiere più delicato di Torino, il Lingotto, dove si svolgeranno le Olimpiadi e dove si fanno le grandi opere. In Lega ho sentito tutto ed il contrario di tutto, condividendo, quasi sempre le tue scelte; ho fatto propaganda per la Lega in tutti gli ambienti, faticando ma spesso riuscendo a convincere chi avvicinavo a capire repentini e continui cambi di rotta. Ho accettato che venisse uccisa la democrazia nel nostro partito spostando il prossimo congresso al 2006, cioè mai; ho preparato la borsa per Nizza, contro la costituzione europea, ma non se ne è più fatto nulla perché berlusconi non voleva. Sono stato emarginato e distrutto come carriera sul posto di lavoro, di sinistra, dove mi sono sempre recato con La Padania, cintura e fazzolettino della lega. Ma credevo in un ideale. In nome di quell’ideale ho accettato l’alleanza con quello che fino ad un mese prima era il “mafioso di Arcore”, l’uomo delle 12 finanziarie mafiose, ricordi che bei articoli sulla Padania? Io e migliaia di padani abbiamo accettato leggi ignobili come la depenalizzazione del falso in bilancio, la legge sulle rogatorie, la Cirami, il lodo Schifani, la legge sulle eredità, la Gasparri e via dicendo, ma non abbiamo avuto nulla. O peggio hanno usato il tuo nome per fare la più grande sanatoria della storia: 750.000 immigrati, contro i 250.000 della martelli ed i 235.000 della turco napolitano. Sempre aspettando la Padania. Ma ora il fondo lo abbiamo toccato con la legge sulle pensioni, che vergogna, dopo aver illuso i lavoratori del nord per settimane dicendo che avremmo difeso la cassaforte del nord, le nostre pensioni di anzianità, le abbiamo mollate in cambio di nulla, mettendolo in culo a milioni di padani che hanno iniziato a lavorare da giovani. Credimi non tutti sono insegnanti a 17 ore la settimana, 30 settimane all’anno. Sono oltre due anni che mangiamo merda e facciamo passare tutto ciò che vuole berlusconi in cambio di promesse lunghe e future che non verranno mantenute! Adesso basta, le pensioni molliamole solo dopo che il federalismo è passato nelle quattro letture e nel referendum! Abbiamo riempito di manifesti dove ci ergevamo a paladini dei lavoratori del nord e poi li abbiamo difesi per soli 4 anni e poi li abbiamo venduti per nulla con 5 anni improvvisi, in più di galera, dal 1/1/2008, sul nostro sito c’è la pagina a titolo “le pensioni non si toccano” ma ve ne rendete conto della contraddizione?. Cosa racconto a quella decina di colleghi che dovevano andare in pensione tra il 2008 ed il 2010 e che dovranno farsi 5 anni in più e che ancora oggi mi rincorrevano per chiedermi cosa potevo fare, ignorando che ormai la militanza leghista, la tua base, non conta più nulla nel partito? Cosa racconto a mia moglie, leghista dell’alta valle Brembana, con 30 anni di tecnico di radiologia, il lavoro a più alta percentuale di cancro, che deve farne altri 10? Non contarmi le palle dei lavori usuranti che sai che sono palle! Cosa racconto a me stesso che per soli 5 mesi, maggio 2008, devo fare altri 5 anni in più davanti ad un computer, con il glaucoma bilaterale, in una azienda che mi ha massacrato per le mie idee politiche leghiste? A tutti questi devo raccontare che ci avete venduto per nulla, per promesse che sai che non si avvereranno; ma che devono sperare in bertinotti e nei sindacati; che pena.. Credimi la gente stima di più i ladri degli imbecilli, e noi non siamo ladri………. Abbiamo difeso per anni le posizioni di Brambilla che spiegava cifre alla mano che la gestione dei lavoratori dipendenti è attiva. Avete detto per anni che non esistono problemi per i lavoratori dipendenti, e veniamo massacrati, avete detto che il problema erano le pensioni di invalidità, e la prendiamo in culo noi, avete detto che si doveva dividere finalmente la previdenza dall’assistenza e si sarebbe visto che il sistema previdenziale, era sano e che la riforma Dini era stata più che sufficiente e non solo non lo avete fatto, ma avete accollato il milione della minima all’inps invece che alla fiscalità generale; avete detto che sarebbero stati solo incentivi, poi avete detto che al massimo sarebbero stati disincentivi, che permettimi è la forma più democratica, che permette di andare quando si vuole, magari solo a pane e cipolle ma liberi (hai dimenticato lo slogan libertà!libertà!libertà!?) Avete detto tante cose giuste e noi pensavamo ad una vostra battaglia fino alla fine con noi a fianco e poi ce lo avete messo nel culo in 3 giorni! Ma in cambio di cosa nell’immediato? ( perché in politica conta solo il baratto immediato) Sabato ho letto la tua intervista in prima pagina ed ho capito che ero stato preso in giro e che peggio mi ero reso complice di un inganno verso i colleghi. Stasera il nuovo duce berlusconi, ma che rimpianto del vero Duce, ha fatto un messaggio squallido e ricattatorio sulle pensioni, ma la delega sulle pensioni era di Maroni e lo doveva essere fino in fondo, a costo di farsi ritirare la delega, in caso contrario si fa solo la figura dei macachi. Caro Umberto liberati dei cortigiani untuosi e viscidi che ti assecondano in tutto ma ti stanno portando fuori dalla realtà, dai militanti, dal tuo popolo, ritorna in mezzo ai padani, quelli veri, non quelli servili che ti fanno credere ciò che non è per avere le briciole del tuo potere e trascinano il partito alla rovina. Il partito è allo sfascio, con questa legge sarà un massacro di voti, la coalizione è destinata a perdere e noi siamo il punto più debole. Lascia l’aria molle e lasciva di roma ladrona, dimentica di essere il ministro ed i lussi i soldi e i piaceri che ciò comporta, torna ad essere il Senadur, o Bertu per noi piemontesi, ritorna a parlare con la gente vera, con chi tiene in piedi la Padania, e compi l’unico gesto che ci permetterà di risollevarci, come nel ’94 ESCI DAL GOVERNO PER LE PENSIONI, a fronte alta da padano; ne guadagneremo in voti e credibilità, mentre al contrario abbiamo due sole vie: essere sconfitti con tutta la coalizione o peggio essere cacciati a pedate da an e ccd cdu. Se ce ne andremo noi perderemo qualche cadregaro per strada, ma quella feccia non è padana. Io da parte mia cesso, con somma tristezza immediatamente ogni mia militanza ed attività in attesa di vedere cosa farete, la mia tessera è a vostra disposizione; ma ho un’unica preghiera, che questa lettera venga letta da Bossi e Maroni e che si abbia il coraggio di prendere nei mie confronti le decisioni che ritenete giuste. Ho il difetto di lavorare per il movimento, senza aver mai preteso nulla in cambio, anche se penso di avere doti e capacità non inferiori ad altri, ma anche di dire ciò che penso perché ritengo che il peggio per qualsiasi movimento di qualsiasi tipo sia circondarsi di persone servili e viscide.
Padania Libera Mario Brescia Via Abegg 4 10126 Torino 011 6967200 mario.bresciaATinwind.it militante 015264
-----Messaggio originale----- LETTERA APERTA AI MILITANTI LEGA NORD PIEMONT Mi giunge da più parti voce di un sommesso sospetto circa mie mire personali legate alla conquista di chissà quali spazi all’interno del Movimento e delle istituzioni. Premesso che tale venticello è sparso subdolamente ad arte di qualcuno, voglio tranquillizzare coloro che non mi conoscono: con la presente formalizzo la mia totale e ferma rinunzia a qualsiasi eventuale candidatura o incarico, in qualsiasi ambito, se non espressamente comandato d’autorità, oltre che, fatto per me di fondamentale importanza, se non contestualmente approvato dall’assemblea. Al mica tanto chicchessia fautore del venticello, un forte e chiaro avvertimento: sappia che la mia tessera di militante è stata conquistata sul Po. E ci tengo, come al mio onore. Saluti fraterni. Santena, 26 settembre 2003 Italo Comba Referente del Manifesto di Odalengo
-----Messaggio originale----- > Caro Countach Ho letto la lettera della Segreteria Provinciale del 25/Agosto/2003 ai Segretari di Sezione e di Circoscrizione. Ritengo probabile che il segretario provinciale non abbia letto con sufficiente attenzione il Manifesto di Odalengo Piccolo o, se lo ha letto, non lo ha capito o, se lo ha capito, si sente corresponsabile della caduta verticale della Lega Nord a Torino e ne ha ben donde. Nessuno è in contrasto con la Lega Nord Padania, anche perché ci siamo fatti il Monviso e Venezia il giorno dopo. Se non è Fede questa, ci dica lui che cos'è la Fede. Mi spiace rubare una frase ad un personaggio che non ho mai trovato simpatico: "Con questa dirigenza torinese non vinceremo MAI!". Padania Libera Pierluigi Scavino
-----Messaggio originale----- Carissimo Sergio, col telegiornale delle ore 20 sentivo che quelli dell'Udc non sono soddisfatti della somma che il ministro Tremonti ha destinato alla ripresa del sud. Mai ho visto da queste parti un politico del partito di Casini preoccuparsi dei nostri giovani disoccupati per cui si tratta solo di propaganda elettorale, Vogliono dimostrare che si preoccupano per il sud. Ebbene caro Sergio è tutto falso perché quando si parla di ripresa del sud si intende soldi ai padroni e basta. Il sud ha inghiottito in questi ultimi 60 anni tanti di quei soldi che avrebbero potuto creare la California del sud, la Padania al confronto sarebbe stata un nanerottolo. I soldi arrivano al sud, le imprese assumono giovani con la famosa legge 488, ma questi ragazzi non vengono pagati per quanto a loro spetta. Gli viene consegnata una busta paga che dovrebbe contenere il giusto compenso, ma in sostanza non gli viene pagato neanche un terzo del dovuto, però la ricevuta che controfirmano è esatta. Se parlano vengono licenziati e così perdono anche quei pochi soldi. Non esistono controlli, non esiste giustizia, se si vuole formare famiglia bisogna emigrare. Caro amico qui non è mai cambiato nulla e ci tengo che queste cose si sappiano, anzi ti autorizzo a pubblicarle in modo che se l'On.le Buttiglione o Giovanardi o Follini vuole sapere il resto, vengano pure da me che li aggiornerò. Costoro non vogliono le riforme perché ridurre il numero dei deputati li metterebbe fuori gioco. Leggo la proposta di 400 deputati e 200 senatori: sono troppi se vogliamo un federalismo perfetto non possiamo mantenere a Roma un esercito di politicanti. Ci bastano pochi e buoni amministratori, che facciano leggi giuste e severe, il resto lo faranno le Regioni. Ti abbraccio caramente insieme agli amici della Sezione Nord di cui mi sento un umile, devoto e orgoglioso socio. Antonio Giammaruco
Spett.le LEGA NORD - Sezione Torino Nord Via Palestrina 32, 10155 TORINO
Credetemi Signori Militanti della Lega Nord e Consigliere Comunale, sono veramente emozionato dalla Vs. unanime decisione di inviarmi la tessera n. 025531 di Socio Sostenitore Onorario. Chiamiamolo orgoglio, il mio stato d'animo e comunque una cosa è certa: mi sento onorato e mostro la tessera ai miei amici vantando la Vs. amicizia e la nostra comune identità politica. Identità politica perché torno a dire che le Vs. battaglie tireranno fuori dal guado anche noi del Sud. L'autonomia regionale è voluta anche da noi e non solo perché noi sapremmo amministrare la nostra Regione, ma perché ci affrancherebbe dalla sudditanza dei palazzi romani. Ricordatevi però che prima di ogni cosa viene la Giustizia, quella con la G maiuscola, quella vera, sana e giusta. Senza Giustizia non vi è Libertà. Riflettete Signori, riflettete e riferite alla squadra di Parlamentari della "nostra" Lega, che ogni sforzo dovrà farsi per raggiungere questo bene primario. Subito dopo bisogna eliminare la centralità dello Stato altrimenti l'aggravio fiscale delle Regioni sarebbe insostenibile per il contribuente. Concludo con un affettuoso saluto a tutti e con preghiera di voler accettare un mio piccolo contributo per il sostenimento della Sezione. Giammaruco Antonio Allegata banconota da € 50,00 Giammaruco Antonio - Melendugno (Lecce)
LEGA NORD PIEMONTSEZIONE CAMBIANO SANTENA
Santena, 2 settembre 2003
Via telefax n. 011 2051949
Spett.le LEGA NORD PIEMONT Segreteria Provinciale Via Poggio, 23 10155 Torino
e, p.c. al Segretario di Circoscrizione
Oggetto: Manifesto di Odalengo / Pregiata Vostra 25 agosto u.s.
Saluti fraterni.
I membri del Consiglio Direttivo della scrivente Sezione, esaminato il testo della missiva da Voi indirizzata ai segretari di Sezione e di Circoscrizione, osservano quanto segue:
1) il contenuto del Manifesto di Odalengo, per altro pienamente condiviso, risulta comprensibile ed assolutamente non diffamatorio od offensivo nei riguardi di alcuno;
2) che il suddetto Manifesto sia riconducibile all’iniziativa di nessuno dei dirigenti nazionali e/o provinciali, è trasparente. Non vero invece è che il documento propugni la creazione di una struttura alternativa alla Lega Nord Padania. Di alternativo infatti sembra essere obiettivo ben altro, mirato all’esclusivo interesse della Lega Nord Padania stessa, con fermo riferimento alla dispiacevole situazione piemontese.
Concludendo, i membri del Consiglio Direttivo sottoscritti* esprimono la loro solidarietà al segretario della Sezione sig. Comba, cui, quale uno dei referenti del Manifesto in argomento, sono pervenute ingiurie e minacce gravissime, in ordine alle quali è stata inoltrata denuncia all’A.G. per i reati di cui agli art.li 594 e 612 C.P.
* Aldo Rubatto
* Rita Sacco
* Michelina Marenda
* Giacomo Cassinelli
* Giuseppe Brossa
Italo Comba
-----Messaggio originale----- Ho letto il rendiconto 26.12.02 del Militante dott. Giovanni Airola. Dieci pagine stupende! Non mi riesce di trovare una riga (una) circa un minimo rendiconto del segretario nazionale, come pure dei suoi "pretoriani". Mi dite, per favore, dove posso cliccare? Italo Comba
-----Messaggio originale----- ----- Original Message ----- From: EDERA SAS To: Padania - e p.c. Gasparello Sent: Friday, August 08, 2003 12:25 PM Subject: Lettera da pubblicare Il Ministro delle Riforme on. Umberto Bossi vuole le riforme nel breve tempo e minaccia azioni drastiche per settembre. Il Presidente Berlusconi e' piu' interessato alle Grandi Opere e di notte sogna il Ponte di Messina. I politici del centro/sud (isole comprese) non vogliono cambiare nulla per mantenere i privilegi nel Mezzogiorno. Anche i parlamentari meridionali eletti al nord che fanno parte della maggioranza frenano e prendono tempo sulla riforma federalista. Mentre Roma Ladrona non vuole perdere potere e ministeri. La Padania sta per perdere la pazienza e la Lega Nord rischia di subire le conseguenze sopratutto sotto l'aspetto del consenso elettorale. A due anni dalle elezioni politiche il Federalismo Fiscale e la Devoluzione sono ancora un miraggio e i vertici leghisti devono prendere delle decisioni radicali prima che sia troppo tardi per il futuro della Lega. Marino Bertolino
-----Messaggio originale----- Caro Gasparello, ho letto con interesse il Manifesto di Odalengo e, se permetti, gradirei fare alcune considerazioni. La crisi della Lega Nord Piemont potrebbe arrivare da lontano oltre i confini piemontesi e visto che in Piemonte la Lega era gia' in difficolta' la situazione nel tempo e' degenerata. A livello Federale la Lega a Roma non sta portando a casa nulla per la Padania. Anzi la tassazione e' aumentata in modo aggiuntivo anziche' sostitutivo. La riforma Federalista e la Devoluzione vengono ostacolate da tutti i politici del centro/sud (isole comprese) anche dentro la maggioranza di governo. Anche i politici meridionali votati al nord non vogliono cambiare nulla. L'assistenzialismo del Mezzogiorno impedisce ogni riforma federalista o autonomista. E Roma non vuole perdere potere!! Un senatore leghista ha dichiarato su La Stampa che la Lega deve disintossicarsi dal consociativismo e dagli inciuci fatti in due anni di governo con gli ex DC e socialisti. Difatti in questi giorni Bossi sta alzando la voce sulla riforma delle pensioni e tutti gli danno contro e vogliono isolare la Lega. A Roma la Lega rimane fedele all'Imperatore Berlusconi mentre nella Padania ha perso voti e consenso popolare. E con la perdita del territorio e senza federalismo fiscale non si va da nessuna parte. Di tutta la Padania la Lega Piemontese e' quella messa piu' male. Troppe persone valide hanno abbandonato la Lega o sono state allontanate anche in modo poco gentile. La Lega Piemontese ha subito troppi cambiamenti negativi e sul Carroccio sono saliti personaggi che pensano solo ai propri interessi. (Vedi cosa sta succedendo nella Giunta della Regione Piemonte). Purtroppo Milano decide anche per Torino ma anche in Lombardia la Lega sta passando momenti difficili nonostante i soldi che arrivano da Roma Ladrona. (Basta ascoltare Radio Padania per capire la rabbia dei leghisti lombardi e non solo). A mio parere il rilancio della Lega Nord Piemont puo' avvenire attraverso quelle persone che oggi stanno a guardare quello che accade nella Lega con tanta nostalgia degli anni passati. Bisogna ripartire dai Collegi Camerali e aprire le sezioni nelle citta' capofila dei Collegi ( Es: Collegio 11 IVREA - Collegio 10 CHIVASSO e cosi' via). Ma sopratutto bisogna recuperare risorse umane e finanziarie per dare piu' visibilita' alla Lega in Piemonte come gia' accade in Lombardia. Mentre la dirigenza leghista va sostituita se le cose non cambiano nel breve tempo cioe' prima che sia troppo tardi.
Ciao e buon lavoro. Marino Bertolino CHIVASSO to
-----Messaggio originale----- Si signori ammirazione e stima profonda prova questo ultrasettantenne per un gruppo di uomini con a capo l'On.le Bossi che con coraggio,coraggio vero, di quello che si tocca con le mani, stanno guidando il nostro Paese senza differenze di altitudine o longitudine verso una strada che in pochi anni dovrebbe restituirci la civiltà giuridica ed economica da tempo perduta. Si amici:Voi col Vs coraggio da soli e contro tutti ci restituirete prestigio e libertà. Noi del sud siamo solo della gente che lavora e basta e come dire che siamo bestie !!! I nostri politici si fanno vedere solo pochi giorni prima delle elezioni e poi si dileguano nella nebbia. Siamo arrivati al punto che non andremo più a votare, anzi a proposito di votazioni se mi trovate un paesino dove possa portare la mia residenza verrò a votare con Voi, ma è solo un sogno, perché alla mia età non posso che sognare ed aggrapparmi alla speranza che Voi mi state dando. Salutatemi Umberto Bossi ed Alessandro Ce. Vi abbraccio tutto e Vi auguro ogni bene. Antonio Giammaruco via XX Settembre 6 - 73026 - Melenduno(Lecce)
-----Messaggio originale----- Cari Amici Padani, Valentino PERIN
-----Messaggio originale----- continuate cosi, vi segnalo www.percorsilombardi.org dove troverete la prima guida per percorsi in famiglia preparata dall'alpe con il supporto della regione lombardia buona pasqua a tutti .
-----Messaggio originale----- Nella speranza che la classe politica piemontese voglia, con i fatti, investire nella scuola per la crescita dei ragazzi che costituiranno la società del futuro, faccio con questa modesta e_mail un accorato appello affinché vengano superate tutte le barriere ideologiche. BUONO SCUOLA = SCUOLA MIGLIORE PER TUTTI F.to Davide VILLA
-----Messaggio originale----- Grazie mille. A nome del MGP ci uniamo all'iniziativa... procediamo con i messaggi. a presto paolo
-----Messaggio originale-----
-----Messaggio originale----- LA PROSSIMA SETTIMANA SU "LA PADANIA", CI SARA' LOCANDINA DEL NOSTRO INCONTRO A ODALENGO PICCOLO IL 15/12/2002, IN CUI INTERVERRANNO TRA GLI ALTRI ROBERTO COTA, TINO ROSSI E BROMBIN; CHI VOLESSE FERMARSI PER IL PRANZO (24,00 EURO)E' MEGLIO SI PRENOTI PRESSO RISTORANTE SERRA 0141/919155. PADANIA LIBERA!!!!!!!!! PIERLUIGI SCAVINO
-----Messaggio originale----- Ho ricevuto stasera per la prima volta la vostra e-mail e mi è piaciuta molto. Complimenti! Vedo la notizia della messa a Pontida Domenica 17. Stamattina in via Bellerio mi hanno detto che stiamo per organizzare per lo stesso giorno un grande dibattito sul federalismo fiscale a Torino, al Lingotto. Sentite Bosatra alla Lega lombarda di via Bellerio. Ancora complimenti. A presto Giancarlo Pagliarini
-----Messaggio originale----- A NOME DEL MOVIMENTO GIOVANI PADANI RINGRAZIO PER LA MAIL. FINO ALL'INDIPENDENZA, PAOLO
-----Messaggio originale----- Grazie del contatto . Isacchi Pietro presidente alpe in vetta liberi
----- Original Message ----- From: Edouard Ballaman Sent: Tuesday, October 08, 2002 2:37 PM Subject: R: Congratulazioni per la nuova iniziativa Padanamente Edouard Ballaman
----- Original Message ----- From: Rossi Guido Sent: Tuesday, October 08, 2002 2:43 PM Subject: Re: Lega Nord Torino Nord Complimenti.Guido Rossi
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