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2002 - 2003

2004

 

-----Messaggio originale-----
Da: Cesare
Inviato: mercoledì 5 gennaio 2005 15.18
A: news
Oggetto: Chiedo aiuto per credieuronord

 

Mi rivolgo a Voi dopo avere visto in internet il Vs. magnifico sito

Sono un pensionato della provincia di Milano che non ha potuto partecipare all' assemblea della credieuronord.

Ho ricevuto dalla Bipielle la proposta di recedere da socio entro il 15/01/05.

Non so cosa fare. Se non recedo cosa succede?

Si puo' passare alla Holding? Come si fa? Che cosa comporta?

A chi posso rivolgermi?

Per favore qualcuno mi risponda. Grazie.

 

Cesare.

 

 

Provi a contattare il Sig. Vittorio - tel. 328-8324710 - che si è occupato dell'organizzazione di un comitato dei Soci Credieuronord che ha tenuto convegni in tutta la Padania.

 

Cordiali saluti,

 

Maurizio Gasparello

-----Messaggio originale-----
Da: mgp.turinATlibero.it [mailto:mgp.turinATlibero.it]
Inviato: giovedì 30 dicembre 2004 18.54
A: torino
Oggetto: auguri. 

tanti cari auguri di buon anno!

MAURIZIO DONADEO

----- Original Message -----

From: Bertolino Marino

To: 

Sent: Friday, December 24, 2004 10:09 AM

Subject: Auguri

 

AUGURO  BUONE FESTE

Marino Bertolino   Chivasso  TO

-----Messaggio originale-----
Da: gianni oliva
Inviato: giovedì 23 dicembre 2004 18.13
A: torinoATpadania.to.it
Oggetto: Auguri PADANI

 Auguri di un BUON NATALE e felice Anno NUOVO.

A tutti i militanti e sostenitori della   LEGA NORD   SEZIONE NORD TORINO

A

CHI

AMA

DORMIRE

MA SI SVEGLIA

SEMPRE DI BUON

UMORE. A CHI SALUTA

ANCORA CON UN BACIO. A

CHI LAVORA MOLTO E SI DIVERTE DI

PIU’. A CHI VA IN FRETTA IN AUTO, MA

NON SUONA AI SEMAFORI. A CHI ARRIVA

IN RITARDO MA NON CERCA SCUSE. A CHI SPEGNE

LA TELEVISIONE PER FARE DUE CHIACCHIERE. A CHI E’

FELICE IL DOPPIO QUANDO FA A META’. A CHI SI ALZA PRESTO

 PER AIUTARE UN AMICO. A CHI HA L’ENTUSIASMO DI UN BAMBINO

MA PENSIERI DA UOMO. A CHI VEDE NERO SOLO QUANDO E’ BUIO.

A CHI NON ASPETTA NATALE

PER ESSERE

 PIU’ BUONO.

 BUON NATALE E FELICE ANNO 2005

 PIERLUIGI    SCAVINO

       

-----Messaggio originale-----
Da: Lorenzo Conci
Inviato: mercoledì 22 dicembre 2004 14.58
A: Lorenzo Conci
Oggetto: BUON NATALE

 TANTI CARI AUGURI

PER UN SANTO NATALE

ALL'INSEGNA DELLE NOSTRE TRADIZIONI

 Lorenzo Conci

ViceSindaco di Calliano

-----Messaggio originale-----
Da: News Padaniabella Viaggi [mailto:newsletterATpadaniabellaviaggi.biz]
Inviato: mercoledì 22 dicembre 2004 10.03
A: News
Oggetto: Semplicemente ... Auguri !!!

                                                             

Daniela & Angeles

Augurano a tutti i Loro Clienti,

Fornitori e Colleghi

un Natale pieno di tenerezza

e un nuovo anno ricco di vera felicità.

Padaniabella Viaggi

Da: Giuan.pasquini
Inviato: martedì 21 dicembre 2004 20.51
Oggetto: Re: auguri

 Ricambio molto volentieri. FINO ALLA SECESSIONE,

Giuan Pasquini

> Grazie per gli auguri , e da parte mia tanti cari auguri agli amici

padani della Lega Nord Piemont ed alle Vostre famiglie   

Pier Lorenzo De Medici , Direttore Gnrale della CO.PA.M. cooperazione

Padania Mondo 

-----Messaggio originale-----
Da: Gianfranco Salmoiraghi
Inviato: martedì 21 dicembre 2004 17.54
Oggetto: auguri

 Buon Natale e Felice Anno Nuovo a Tutti

                                                 SALMO

-----Messaggio originale-----
Da: Radio Padania Libera 
Inviato: martedì 21 dicembre 2004 16.41
A: radiopadaniaATinterfree.it
Oggetto: Auguri !
Priorità: Alta

 

Buon Natale e Felice anno nuovo

da

Radio Padania Libera

 www.radiopadania.net

-----Messaggio originale-----
Da: Register.it SpA 
Inviato: martedì 21 dicembre 2004 15.29
A: torinoATpadania.to.it
Oggetto: Auguri da Register.it
 

-----Messaggio originale-----
Da: mara.broce
Inviato: martedì 21 dicembre 2004 12.35
A: torino
Oggetto: Re:Auguri da www.padania.to.it

Grazie per gli auguri, ricambio di cuore.

Mara.

-----Messaggio originale-----
Inviato: lunedì 20 dicembre 2004 20.35
A: lega torino nord
Oggetto: RE: Auguri da www.padania.to.it

 - contraccambio vostri graditi auguri.

saluti

vittorio giacometto

-----Messaggio originale-----
Da: ROSSI GIUSEPPE GUIDO
Inviato: lunedì 20 dicembre 2004 17.20
A: 'lega torino nord'
Oggetto: R: Auguri da www.padania.to.it

 Auguri padani e piemontesi anche a voi.

Guido Rossi

-----Messaggio originale-----
Da: Paolo Grimoldi [
Inviato: lunedì 20 dicembre 2004 14.31
A: lega torino nord
Oggetto: Re: Auguri da www.padania.to.it

 Grazie di cuore, auguri anche a Voi!

Laura-Organizzazione Federale MGP

-----Messaggio originale-----
Da: p.scavino
Inviato: lunedì 20 dicembre 2004 11.29
A: torino
Oggetto: Re:Auguri da www.padania.to.it

Date      : Mon, 20 Dec 2004 00:40:17 +0100

Subject : Auguri da www.padania.to.it

Grazie ad Airola e Gasparello.

Ricambio di tutto cuore!

Pierluigi Scavino

   

 CICLISTI  PADANI

 AUGURA  BUON  NATALE 

FELICE  ANNO NUOVO

                                                                                                Guido Rebosio

----- Original Message -----

From: Bertolino Marino

To: Stampa Torino

Sent: Saturday, November 27, 2004 7:27 PM

Subject: Lettera al Direttore

 

Forse l'assessore alla viabilita' del Comune di Torino dovrebbe verificare il motivo per il quale nella zona ZTL del

centro in pochi mesi sono stati fatti migliaia di verbali a carico di persone che non sapevano di essere stati

ripresi dalle telecamere e multati dalla Polizia Municipale. Ma non basta. Per completare la questione e'

importante ricordare lo stato non uniforme degli orari di transito nelle ore serali e notturne nelle singole vie,

nonche' la scarsa azione preventiva e d'informazione a favore di tutti quei soggetti che in poco tempo hanno

ricevuto atti giudiziari a ripetizione per violazioni che potevano essere evitate se venivano segnalate in termini

piu' ragionevoli.  A Torino invece di prevenire si e' preferito colpire creando problemi a molte famiglie che gia'

fanno fatica a vivere senza pagare decine di verbali.

                                                                                                            Marino Bertolino  Chivasso 

 

-----Messaggio originale-----
Da: 
Inviato: domenica 24 ottobre 2004 16.04
A: torinoATpadania.to.it
Oggetto: Il Presidente degli Studenti del Politecnico paragona la Lega Nord al nazismo

 

Gentili Signori,

                      vi segnalo che il rappresentante degli studenti

del Politecnico di Torino, uno studente egiziano tale Sherif

el-Sebaie, sul suo blog personale fa allusioni tra la Lega nord e il

nazismo.

 

Qui troverete una foto che compariva subito dopo il titolo

dell'articolo che allego. Leggendo poi le risposte a dei commenti  (in

particolare questa, rintracciabile nei commenti dell'articolo

"Delucidazioni su Israele" del 23/10/2004, il presidente degli

Studenti del Politecnico di Torino scrive, facendo riferimento ad un

commento di un altro lettore: "Caro Hyaan, da una persona che difende

i leghisti e se la prende per il paragone - più che evidente - con il

nazismo ha certe idee che nessuno gli toglierà di mente. Accolgo con

piacere la sua decisione di non scrivere più su questo blog.") è

possibile trovare alti casi di paragoni simili.

 

Mi limito a segnalarvi questo fatto - e nel caso ve ne segnalerò altri

- nella speranza che possiate difendere il nome della Lega Nord da

esternazioni di questo genere, e porre fine a questa incresciosa

situazione.

 

Tanto mi premeva.

 

Distinti saluti e buon lavoro

 

16/10/2004

Non sottovalutare la lega!

"L'analisi del teorema di Huntington (sullo scontro tra civiltà, ndr) è utile non solo a comprendere il pensiero che produce le legittimazioni scientifiche delle guerre postmoderne, ma anche a mostrare di quali riferimenti colti, volgarizzati e semplificati, si nutra l'immaginario veicolato dagli imprenditori mediatici e politici dell'islamofobia e più in generale dai propalatori di visioni manichee ed essenzialiste, alla base di ogni pensiero e ideologia intolleranti. In tal senso, appaiono simmetrici e si alimentano mutualmente il fondamentalismo occidentale, come è stato definito, che è alla base della dottrina e della pratica della guerra preventiva e infinita, e l'ideologia che è alla base del radicalismo islamico armato. Entrambi muovono da una Weltanschauung che ha come cardine l'idea dell'Altro come nemicità assoluta.

Tale ideologia è alla base del principale "imprenditore politico" italiano della xenofobia e dell'islamofobia, vale a dire la Lega Nord. Nell'immaginario leghista, l'Altro assoluto è rappresentato dal Musulmano il quale a sua volta assume caratteri quasi abominevoli quando s'incarna nell'immigrato. Né si tratta di un frutto dell'11 settembre: fin dal momento della sua comparsa sulla scena pubblica, la Lega Nord ha collocato al centro della propria costruzione identitaria e della propaganda politica l'attacco e il discredito di tutto ciò che ha a che fare con il mondo musulmano, così che l'antislamismo può essere considerato, insieme all'ostilità verso i migranti e l'immigrazione, uno dei suoi pilastri ideologici.

Nel 1993 il massimo esponente del Carroccio dichiarava: "La civiltà da una parte, i barbari dall'altra. L'Occidente civile e l'islamismo. Se proprio devo dirla tutta […], io la vedo così". Sbaglierebbe dunque chi ritenesse che tale propensione leghista sia solo funzionale alla competizione sul mercato elettorale. È vero che il nuovo Nemico è oggi simbolicamente più efficace e politicamente più spendibile dei precedenti; e che alimentando "l'antislamismo latente nella società italiana il Carroccio presidia una precisa nicchia del mercato elettorale".

Ma la linea antimusulmana della Lega non è principalmente o solo una scelta strumentale, bensì un elemento strutturale del suo impianto ideologico: nell'inquietante "scivolamento" della Lega Nord verso una simbologia, un lessico, una Weltanschauung che presentano tratti comuni con il neonazismo - si pensi alle locuzioni leghiste "razza padana" e "inquinamento da stranieri" nonché alla comparsa, nella toponomastica "spontanea" ispirata dalla Lega, di scritte quali "Comune deislamizzato"- è possibile leggere non una deriva ma l'esito conseguente delle sue premesse ideologiche e culturali.

Nel quadro di tale scivolamento, la figura del Musulmano, soprattutto se immigrato e povero, nell'immaginario e nelle strategie discorsive leghiste va sempre più assumendo tratti comparabili con quelli dell'Ebreo dell'antisemitismo storico. Chi, anche a sinistra, sostiene che il leghismo non sarebbe altro che un epifenomeno, l'espressione più "colorita" e superficiale, dunque più innocua della xenofobia e del razzismo, mostra di non cogliere la valenza performativa di ogni discorso razzista, e dunque anche di quello leghista. Il leghismo ha rotto l'interdetto che dalla fine della Seconda guerra mondiale aveva reso impronunciabili il lessico e il linguaggio della supremazia razziale.

In secondo luogo, la martellante propaganda antimusulmana della Lega Nord legittima, sistematizza e amplifica un sentimento e un immaginario condivisi da una parte non esigua dell'opinione pubblica italiana, banalizzando e rendendo in qualche misura digeribile lo stesso veleno dell'islamofobia. Questa variante locale dello "scontro di civiltà" ha dunque uno specifico effetto performativo - in tal senso è propriamente una profezia che si autoavvera - ma al tempo stesso è rivelatrice di umori profondi che albergano nella società italiana.

Dei quali un'ulteriore spia è lo straordinario successo (un milione di copie vendute) conseguito del volgare e profondamente incolto libello di Oriana Fallaci contro i "fottuti figli di Allah"."

L'islamofobia in Occidente, di Annamaria Rivera, docente di etnologia all'università di Bari (su Guerre & Pace, ottobre/novembre 2003)

"Oriana Fallaci dice che non ci sono musulmani buoni. Che tutti, senza eccezione, ci odiano e sono potenziali omicidi e stupratori. Chiaramente l’unica soluzione sensata a un problema di quella portata è rinchiuderli in un unico, immenso campo di concentramento per un miliardo di persone. Ma tutto sommato è più pratico e definitivo inserire i musulmani “nei forni” [...]. Non è cattiveria, è logica ed efficienza.

La cosa importante da ricordare è che il razzismo è sempre difensivo. Non siamo noi che vogliamo sterminare loro. Sono loro che ci vogliono sterminare a noi, solo che noi gli facciamo lo sterminio preventivo.

Non è vero che l’antiebraismo (o antisemitismo) nazista fosse motivato dall’esaltazione dei capelli biondi degli ariani. Era motivato molto più semplicemente dalla fantasia che esistesse una sorta di grande al-Qaida degli ebrei, che aveva creato gli orrori della rivoluzione russa e che stava cercando di impossessarsi del mondo intero. Ovviamente dopo aver stuprato le nostre donne e ammazzato i nostri bambini. Glielo ordinava il loro Talmud. Gente così te la terresti in casa? Con premesse di questo tipo, persone dall’aspetto perfettamente normale possono diventare mostri".

° ° ° ° ° ° ° ° °

-----Messaggio originale-----
Da: 
Inviato: domenica 24 ottobre 2004 16.29
A: torinoATpadania.to.it
Oggetto: Dati ulteriori

 

Gentili Signori,

 

in merito alla mai email precedente, in cui vi segnalavo le affermazioni

del presidente degli Studenti di Torino, vi segnalo il suo blog

personale, di cui prima mi ero dimenticato:

 

http://sherif.clarence.com/

 

Cordiali Saluti 

-----Messaggio originale-----
Da: lega torino nord [mailto:torinoATpadania.to.it]
Inviato: venerdì 22 ottobre 2004 23.33
A: 'Paul Bronski'
Oggetto: R: Aggiornamento www.padania.to.it

 

Gentile signor Moglia,

 

La invito a rileggere i nomi dei firmatari del Manifesto di Odalengo.

Se non risultano di sua conoscenza, la informo che si tratta, tutta, di gente che milita nella Lega da almeno un decennio, nel corso del quale ha consumato pancia e piedi correndo attraverso il Piemonte per risvegliare le coscienze dei propri connazionali.

Non è elegante elencare qui ciò che è stato fatto e sofferto (a volte anche inutilmente) ma, se la cosa può interessarla, provi a chiedere di UNA iniziativa del Movimento a cui si sia mancato: dal referendum per l'indipendenza a quello per i partiti padani, dall'organizzazione delle feste alla scrittura di giornalini locali, alla presenza in radio e in televisione (per quello che personalmente mi riguarda), alle manifestazioni federali di Milano, Roma (due notti in treno di entusiasmo e massacro), Verona (contro Papalia), Modena (per i Serenissimi), Torino (contro l'immigrazione), alla presenza a Pontida, alla partecipazione alla scuola politica di Chiuduno, al sostegno finanziario a RPL e a Etere padano, alla raccolta firme per le elezioni, all'affissione dei manifesti, all'organizzazione di convegni alla galleria d'arte moderna di Torino, ai depositi alla Credinord, ai piccoli comizi in piazze deserte, alle liti in famiglia, all'ostilità dei colleghi, al distacco di cari amici per via della scelta politica fatta e via fort.

 

Non volevo dilungarmi ed invece l'ho fatto. Vorrà perdonarmi, ma il mio "morbido didietro" si è proprio ribellato al suo dire un po' facilone.

 

Vede, signor Moglia, dopo tutto questo, vedendo il Movimento piemontese sciogliersi e un patrimonio di entusiasmo e consenso (si guardi intorno, e conti!) gettato alle ortiche dall'operato della nostra attuale dirigenza siculo-pugliese (per dati e dettagli consulti, se crede, il sito www.padania.to.it), le primarie negate, le cariche cumulate, la militanza ritirata a chi si è permesso di criticare, le sezioni chiuse per lo stesso motivo, le 'squadre' di amici sistemate a stipendio in regione, le manovre di palazzo per l'assessorato, finito poi a Farassino con il suo bel programma di identità piemontese (legga anche quello se già non l'ha fatto), l'approvazione dell'aumento del proprio stipendio, il tentativo di portare da 60 a 80 il numero dei consiglieri regionali, l'approvazione entusiastica del nuovo statuto regionale che pare uscito da un'assemblea di sessantottini e dove non si parla di lingua piemontese, i trionfalismi stupidi di chi crede che tutti gli altri siano stupidi etc., qualcuno ha incominciato a dire BASTA. Certamente non alla Lega (siamo piemontesi e testardi) ma sicuramente a questo gruppetto incapace, isterico, con membri sotto osservazione, politicante all'italiana ed estraneo alla cultura della nostra gente.

 

Ci dispiace averle rotto le scatole con il nostro "hobby preferito" delle critiche, che peraltro crediamo siano state educate e costruttive (indirizzate per iscritto al Segretario federale).

Se lei ritiene che lo stato del Movimento in Piemonte sia "normale", le invidiamo il suo ottimismo. Ma allora per trovare un masochista cerchi molto, molto vicino a lei...

 

Gruppo di Odalengo (S.S.)

-----Messaggio originale-----
Da: Paul Bronski [mailto:paulbronskiATyahoo.com]
Inviato: martedì 19 ottobre 2004 14.22
A: lega torino nord
Oggetto: Re: Aggiornamento www.padania.to.it

Gentili amici e fratelli padani,

da diversi mesi ricevo la Vs. posta elettronica, e ciò

mi fa particolare piacere perché mi consente di capire

sempre di più come va il mondo, e come noi piemontesi

siamo dei perfetti masochisti.

A parte il fatto che non so chi vi abbia dato la mia

e-mail (particolare non da poco), Vi dirò sinceramente

e amichevolmente che nel prossimo futuro Vi aspetto

alla resa dei conti.

Sì, perché avete rotto talmente le scatole che adesso

per forza di cose tocca a Voi.

Nei prossimi congressi (provinciale e nazionale) io mi

aspetto che tutti i componenti del Manifesto scendano

in campo, cioè finalmente si "manifestino".

E si candidino.

E, se è vero che sono la maggioranza dei leghisti in

Piemonte, che siano eletti.

E, una volta eletti, siano PERFETTI nel loro incarico

istituzionale.

Dal canto mio, se qualcuno di Voi sarà eletto, sarò il

peggior pungolatore dei Vostri morbidi didietro, e

come me vi pungoleranno molti altri militanti e

sostenitori che da anni viaggiano per il Piemonte

pancia a terra per spingere sul Federalismo e sui

valori padani. Tutte quelle persone che ora "sgobbano"

e non hanno neanche il tempo per criticare, al

contrario di ciò che invece fate Voi, come Vostro

hobby preferito.

Cordialmente, Vi aspetto.

Fraternamente, Vi saluto.

Paolo Moglia

(Rivoli)

° ° ° ° ° ° ° ° °

Risposta tecnica.

La Sua e-mail è stata ricavata dalle liste dei destinatari delle mail inviate dalla Lega Provinciale. Può richiederne in qualsiasi momento la cancellazione, come già segnalato in calce ad ogni comunicazione.

 

Saluti Padani,

 

Maurizio Gasparello

-----Messaggio originale-----
Da: fabri19 [mailto:fabriATtiscali.it]
Inviato: mercoledì 29 settembre 2004 1.26
A: lega torino nord
Oggetto: Re: aggiornamento www.padania.to.it

 

 leggo e sorrido tristemente.. ho già assistito da queste parti alla bagarre e ai reciproci ricatti per un posto al sole... il nome in lista.

 completamente ignari dell'oste.  

 

-- Original Message -----

From: lega torino nord

To: torinoATpadania.to.it

Sent: Wednesday, September 29, 2004 12:22 AM

Subject: aggiornamento www.padania.to.it

 

www.padania.to.it

° ° ° ° ° ° ° ° °

Aggiornamenti - 28 settembre 2004

Fumo negli occhi la raccolta firme di Roberto Cota contro il voto agli extracomunitari a Torino

31 agosto 2004

IL SOGNO

  

          E’ un sogno ricorrente, un bel sogno.

          Mi trovo sulla sponda del Po, a Torino, all’altezza del ponte Vittorio Emanuele. C’è moltissima gente, famiglie intere: donne, uomini, gente di ogni età, molti hanno portato anche i figli piccoli. Gente per bene. Sventolano bandiere, guardano entusiasti i fuochi d’artificio; ognuno di noi ha in mano una torcia accesa. Uno spettacolo. Più in la un manipolo di cialtroni, di origini completamente diverse, incendia macchine in sosta, lancia pietre contro i poliziotti; è il loro modo di esprimersi.

          Noi siamo concentrati sul Po, sul quale naviga una barca a motore, illuminata ed imbandierata. Idealmente, con noi ci sono irlandesi, scozzesi, baschi, bretoni. Nel cielo si sente ronzare un elicottero, dicono ci sia l’Avvocato venuto a dare un’occhiata; sarà rimasto meravigliato nel vedere così tanta partecipazione. Una folla enorme, gioiosa ed entusiasta, felice di esserci; è come un treno che vuole correre verso il futuro, verso il progresso! Non tutti, però, vogliono salirci sopra; sono indifferenti, molti (troppi) fanno finta di mettere il piede sul predellino!

                                                       E di polledri una leggiadra schiera

                                                       Annitrendo correa lieta al rumore

                                                       Ma un asin bigio, rosicchiando un cardo

                                                       Rosso e turchino, non si scomodò:

                                                       Tutto quel chiasso ei non degnò d’un guardo

                                                       E a brucar serio e lento seguitò.

         Il sogno continua ed è un sogno a colori, nel quale il verde è il colore predominante.

         Poi viene l’alba, l’Europa che a cavallo del bianco toro di banchieri, finanzieri, politicanti e compagnia cantante, interrompe brutalmente il sogno. Scrisse Indro Montanelli che “i sogni muoiono all’alba”, ma questo sogno non muore, si ripresenta puntuale.

          Era il 15 settembre 1996.

 

Pierluigi Scavino

----- Original Message -----

From: EDERA SAS

To: Padania

Sent: Saturday, July 31, 2004 10:52 AM

Subject: Commento

 

Non c'e' bisogno di essere degli esperti in politica per capire che gl'interessi politici della Lega Nord

sono diversi rispetto agli altri partiti della CdL centralisti e assistenzialisti.  A oggi non esistono le

condizioni per una seria riforma Federalista, specialmente in ambito Fiscale.  Se la Lega incassera'

dai rimborsi elettorali oltre 2.500.000 di euro all'anno per quattro anni e' importante che questo denaro

venga investito sul territorio per riaprire le sezioni che sono state chiuse in tutta la Padania. Bisogna

ripartire dal territorio padano e cercare di recuperare le persone valide e capaci che si sono defilate

o espulse con motivazioni ridicole.

In Piemonte i consiglieri regionali leghisti non sono d'accordo con l'Assessore Farassino (Lega) e

prima ancora un'altro Assessore della Lega si e' dimesso per problemi giudiziari. Quelli che hanno

distrutto la Lega in Piemonte oggi ricoprono cariche pubbliche e percepiscono buoni stipendi. E' ora

di finirla con questo andazzo che mette in difficolta' la credibilita' della Lega Nord in Piemonte.

Bisogna ritornare alla seriata' e al corretto rigore dentro e fuori dalla Lega se si vuole continuare.

 

                                                                                                           Marino Bertolino  TO

-----Messaggio originale-----
Da: antonio odone [mailto:antonioodoneAThotmail.com]
Inviato: giovedì 22 luglio 2004 19.56
A: Lega Torino
Cc: direttore Padania; Denis Bertolinii; on. Cè; Lega Nord; laga lombardia; gruppo lega cons. reg.; giovani padani; A. Calligaro Lega Nord Torino
Oggetto: è l'imperialismo il nemico mortale dellal PADANIA

Gentile Signor Maurizio Gasparello,

in data 6 giugno 2004, ore 22,58, Lei rispondeva ad una mia e-mail inviata pochi minuti prima (ore 22,33) alla Lega Nord di Torino.

 Nella mia e-mail io denunciavo l’errore compiuto dai Parlamentari della Lega , che votarono a favore della spedizione militare italiana in Iraq  (fra l’altro non c’era alcun accordo preventivo di programma che obbligasse a dare questo voto).

Lei, a sua volta, mi rispondeva rilevando che la questione irakena è troppo complessa “per cui credo che farsi un’idea abbastanza corretta sia obiettivamente difficile” e concludeva dicendo: “Preferiamo restringere il nostro raggio d’azione sulle cose, magari più piccole, che però riusciamo a tenere sotto controllo”.

Poiché la sua e-mail terminava con le parole: “ci scriva ancora”, colgo il suo cortese invito per esprimerle alcune mie riflessioni su quanto Lei mi ha scritto.

Concordo con Lei quandoi rileva la complessità della questione irakena e quindi la difficoltà da parte nostra di poter giungere ad un giudizio corretto su di essa. Tuttavia risulta evidente che l’occupazione militare, politica, economica dell’Iraq da parte degli USA è una tipica manifestazione del loro imperialismo ed è sufficiente guardare un mappamondo per rendersi conto di ciò. Ma a tal proposito non vorrei essere frainteso: io non sono contrario all’imperialismo in quanto americano, bensì sono contrario all’imperialismo in quanto tale, sia esso americano, o sovietico, o nazista, o arabo, o cinese, ecc. L’imperialismo, infatti, distrugge le tradizioni culturali, le economie, le identità e le peculiarità nazionali e locali: esso quindi è il gran nemico della Padania, ben più di Roma ladrona, ben più degli immigrati clandestini, che certamente creano problemi di ordine  pubblico e di legalità, ma non rappresentano, per ora, un serio pericolo per la civiltà Padana,. La vera minaccia è l’imperialismo, attualmente USA. É per questo motivo che ho affermato che i parlamentari della Lega hanno (gravemente) sbagliato a dare il loro voto favorevole alla missione militare italiana in Iraq. Hanno sbagliato perché hanno dato il loro appoggio ad una impostazione della nostra politica estera che sottomette gli interessi dell’Italia e della Padania a quelli dell’imperialismo di una potenza straniera. Gli americani, come tutti gli imperialisti, non sono certo padroni benevoli: è bene ricordare di come ci hanno trattato, quando c’è stata la strage del Cermis, neppure i danni  (pagati poi solo in parte) volevano risarcire.

Il grande affannarsi contro l’immigrazione clandestina e il non preoccuparsi della minaccia mortale dell’imperialismo, anzi avallare le decisioni governative che di fatto sottomettono la Padania ad esso, vorrei paragonarli al comportamento di una persona, che minacciata da una tigre feroce e affamata,, invece di predisporre difese contro il terribile felino, impiega il suo tempo e i suoi mezzi  per scacciare alcune mosche che gli danno fastidio: neutralizziamo pure le mosche fastidiose, ma anzitutto cerchiamo di evitare di essere divorati dalla feroce tigre.

Cosa ci serve il Federalismo, se poi veniamo assoggettati all’imperialismo USA? Si passa solo dal controllo di Roma ladrona al controllo e al dominio di un padrone ben più potente e ben più esigente.

Ultima cosa: dove sono finiti lo slancio ideale e lo splendido coraggio della Lega quando nel 1999 si schierò a difesa della indipendenza della Serbia e contro l’aggressione militare compiuta contro di essa?

Così termino ed invio anch’io saluti Padani, perché anch’io ho a cuore la difesa di tutte le belle tradizioni e di tutte le belle cose che la Civiltà Padana ci ha donato, che vedo minacciate molto di più dall’imperialismo militare, politico, economico, culturale di oltre oceano che dalla immigrazione clandestina e dal mal governo romano.

 Antonio Odone   Torino.

 P.S. Proprio ora apprendo che a causa della spedizione militare in Iraq il governo ha aumentato le tasse. Questo nefasto supplementare balzello, che naturalmente in gran parte graverà sul Popolo Padano, l’avevo già indicato nella precedente e-mail come una delle inevitabili conseguenze di questa sciagurata missione militare in Iraq, contraria ai nostri interessi e ai nostri ideali, ma tutta a vantaggio degli interessi imperialistici d’oltre oceano.

° ° ° ° ° ° ° ° °

Pubblico la sua gradita lettera, che ritengo di notevole interesse, ma per la risposta questa volta la farò aspettare un po’: le sue riflessioni sono piuttosto articolate, per cui mi occorrerà un po’ di tempo per scriverle in maniera altrettanto “strutturata” (spero… J ).

Inoltre, in questo periodo, siamo piuttosto presi da alcune “grane” che i nostri “verticilli” piemontesi, presi da un delirio di onnipotenza frustrata, ci stanno procurando: oramai le segreterie locali, più che un caso politico, sono un caso umano. Quando ci si riduce a suonare campanacci e lanciare palloncini verdi sotto il municipio per speculare sul dolore che lo scandalo delle esumazioni al cimitero di Torino ha procurato a tanta gente, vuol dire che c’è qualcosa che non funziona più nel cuore e nella mente. Sul fatto che sia stata una speculazione non lo dico io, ma lo ammettono i diretti interessati, in una sorta di “lapsus freudiano” che abbiamo constatato in una loro delirante missiva. Ci segua che ne vedrà delle belle…

Si dice che la storia è maestra di vita: sono piuttosto dell’idea che la vita ti porta a capire la storia. Mai come in questo periodo comprendo il valore (nonostante tutto) della democrazia: certi personaggi, fossimo stati in un altro periodo storico (vedi Italia, Germania o Unione Sovietica negli anni ’30) o, al giorno d’oggi, ad un’altra latitudine (vedi l’Irak del regime di Saddam) ci avrebbero già messo sotto i ferri da un pezzo. Più conosco certe bestie (con tutto il rispetto per i miei gatti, che sono molto più onesti, puliti e dignitosi di certi soggetti) più mi rendo conto di quanto sia pericoloso il potere in mano a pochi.

 Saluti Padani. 

Maurizio Gasparello

----- Original Message -----

From: EDERA SAS

To: Padania

Sent: Tuesday, June 29, 2004 11:34 AM

Subject: Commento

 

Per anni siamo stati invasi da extracomunitari di ogni origine e provenienza. Per anni abbiamo visto le

nostre citta' cambiare volto e diventare multi-etniche.  Nessuno pero' ha saputo gestire questo fenomeno

in modo serio e responsabile.  Adesso ci ritroviamo in casa migliaia di clendestini che fanno quello che

vogliono perche' le Leggi sono carenti e gli Organi di pubblica sicurezza non vogliono perdere tempo con

persone che, una volta identificati, sono liberi di circolare senza il timore di essere espulsi o arrestati.

Quasi tutti ormai hanno uno strano foglio chiamato "permesso di soggiorno" e per questo sono diventati

degli "intoccabili" che vengono protetti dai partiti di sinistra. Un vero schifo che merita di essere citato sui

libri di storia per le generazioni future.  La prostituzione e lo spaccio di droga sono in mano ai soliti

immigrati regolari e clandestini.  Poi ci sono le bande che svaligiano le ville e quelli che scippano gli anziani.

Adesso, visto che nessuno li controlla, un gruppo di rumeni con regolare "permesso" ha incominciato a

sequestrare le persone.  Tra poco entreranno nelle case e si faranno consegnare i beni di valore

direttamente dai proprietari impauriti. Solo la Lega puo' fermare questa vergogna, ma per fare questo

deve pensare meno alle poltrone e tornare tra la gente con un programma che affronti il problema

delle legalita' e sicurezza in modo serio e immediato. In questo momento la Lega deve tutelare i

padani dall'invasione islamica e dai delinquenti che provengono dagli ex paesi comunisti, visto che

nel Polo gli altri partiti parlano solo e non concludono nulla.

                                                                                                         Marino Bertolino     Chivasso  To 

-----Messaggio originale-----
Da: consultsoft [mailto:consultsoftATlibero.it]
Inviato: venerdì 11 giugno 2004 22.18
A: lega torino nord
Oggetto: Re: Elezioni provinciali di Torino

 

Carissimi,

Domenica mattina sarò li per votare, rompendo un'astensione elettorale che durava da anni!

W BOSSI!   W SPERONI!

-----Messaggio originale-----
Da: EDERA SAS [mailto:ederasas.ederasasATtin.it]
Inviato: giovedì 10 giugno 2004 11.53
A: Gasparello
Oggetto: I: Messaggio

 

 ----- Original Message -----

From: EDERA SAS

To: Assessore

Sent: Thursday, June 10, 2004 11:44 AM

Subject: Messaggio

 

La Regione Piemonte non dovrebbe permettere che Trenitalia faccia viaggiare ogni giorno migliaia di

persone su treni IR sempre in ritardo con carrozze logore, sporche, puzzolenti calde d'estate e fredde 

d'inverno.  Nell'anno 2004 la linea Torino-Milano doveva avere nuovi convogli con tutte le caratteristiche

dei treni moderni.   Fare viaggiare tante persone ( compresi anziani, bambini e disabili) in simili condizioni

sembra davvero esagerato per gli stessi viaggiatori che pagano un biglietto per viaggiare in un letamaio.

Forse i dirigenti di Trenitalia dovrebbero usare i treni IR e rendersi conto delle condizioni delle carrozze.

Ma anche i politici, molto bravi a chiedere voti, dovrebbero pensare di piu' a tutti quei pendolari che ogni

giorno devono usare i treni IR e fare i conti con un sistema ferroviario che sembra ormai allo sfascio.

 

                                                                                                               Marino Bertolino    Chivasso

-----Messaggio originale-----
Da: antonio odone [mailto:antonioodoneAThotmail.com]
Inviato: domenica 25 aprile 2004 22.55
A: Lega Torino
Oggetto: Altro volevano gli elettori della Padania

 

“Gusti anch’ei la sventura e sospiri

l’Alemanno i paterni suoi fuochi,

ma sia invan che il ritorno egli invochi,

ma qui sconti dolor per dolor.

Questa terra ch’ei calca insolente,

questa terra ei la morda caduto,

a lei volga l’estremo saluto,

e sia il lagno dell’uomo che muor”.

 

(Berchet: Il giuramento di Pontida).

 

Così pensavano i patrioti del  Nord Italia del 1800, così pensano oggi gli irakeni.

I parlamentari della Lega che hanno votato per l’invio di soldati italiani in Iraq (mandati a calcare insolentemente la terra di un altro popolo) hanno tradito gli ideali della Lega. Inoltre hanno addossato ai cittadini Padani le enormi spese, dirette ed indirette, della spedizione militare e accresciuto qui da noi il pericolo di attentati, Non era certamente questo che si aspettavano gli elettori Padani dai parlamentari da loro eletti. Invece di mandare i carabinieri in Iraq avrebbero dovuto tenerli qui da noi a difenderci dalla delinquenza.

 

Antonio Odone    Torino

 

Sulla reale situazione in Irak la invito a leggere la pagina di Sara Fumagalli

 

http://www.padania.to.it/Freelance/Fumagalli%20Europee%202004.htm

 

Sul fatto che i Carabinieri dovrebbero difenderci dalla delinquenza niente da dire: magari potrebbero dare anche una mano i vigili urbani, invece che dare solo multe per divieto di sosta, o il Sindaco Chiamparino, che usa le telecamere per controllare gli ingressi nella ZTL e non le estorsioni dei posteggiatori abusivi nei parcheggi degli ospedali.

 

Tornando all’Irak, penso che le chiavi di lettura siano molteplici e sia riduttivo cercare una spiegazioni univoca: oltretutto, disponiamo di informazioni molto limitate e distorte dalla stampa, per cui credo che farsi un’idea abbastanza corretta sia obiettivamente difficile su cose che accadono così distanti da noi.

 

Preferiamo restringere il nostro raggio d’azione sulle cose, magari più piccole, che però riusciamo a tenere sotto controllo, come il tradimento dell’aumento dei Consiglieri regionali e relative prebende: su queste cose possiamo provare ad agire. Le altre, obiettivamente,  sono fuori dalla nostra portata.

 

Saluti Padani e ci scriva ancora.

Webmaster

 

-----Messaggio originale-----
Da: p.barosso [mailto:barosso.pATlibero.it]
Inviato: domenica 18 aprile 2004 0.51
A: webmasterATpadania.to.it
Oggetto: Adesione

 

Sono da sempre un elettore della Lega Nord e mi considero politicamente un autonomista piemontese. Malgrado la mia fedeltà "sabauda" al movimento che riconfermerò alle prossime elezioni di giugno, sono deluso come voi dal modo con cui il partito è stato gestito dalla dirigenza in Piemonte. Ho appreso dai giornali dell'espulsione di Bosio (ottimo amministratore: ha fatto rinascere Acqui) e dell'emarginazione cui sono stati costretti molti validi esponenti (tra cui la compianta Sig.ra Calvo e mi pare anche l'ex sindaco di Mondovì, Vaschetti); sono tutte decisioni affrettate, imposte dall'alto, che non hanno tenuto conto della sensibilità del popolo piemontese, della sua storia, della sua cultura. Forse la nomina di Farassino all'assessorato per l'identità piemontese è un segno positivo, un indizio che rivela che qualcosa sta cambiando. Comunque aderisco al vostro appello, anche se confermo la mia fedeltà al movimento.

Paolo Barosso

TURIN  - PIEMONT       

 

La ringraziamo di cuore per l’attenzione e la valutazione che ha voluto dedicarci. Siamo consapevoli del fatto che non è facile per noi spiegare bene le nostre posizioni: ogni riscontro positivo è per noi motivo di conforto ed incitamento ad andare avanti. La cosa che ci preoccupa di più è che le persone che non vivono la vita del Movimento dall’interno voteranno Lega Nord Piemont pensando di votare una cosa, mentre in realtà ne voteranno un’altra. In Piemonte c’è qualcuno che sta approfittando dell’ombrello costituito dal buon lavoro fatto dai Nostri a Roma per allevare delle cricche a livello locale.

 

Anche noi restiamo fedeli al Movimento: anche coloro a cui non viene rinnovata la tessera da Militante (per me sono ormai due anni: va benissimo quella da sostenitore, tanto nulla mi impedisce di tenere questo sito) o che non se la sentono di rinnovarla di fronte a questo scempio. Vorrà dire che saremo Volontari e non Militanti: stiamo stabilendo un piano di lavoro per dare a Torino quella visibilità alla Lega che né la segreteria cittadina (commissaria ormai da una vita, tramite uno stratagemma di un livello morale aberrante), né tanto meno quella provinciale hanno voluto dare (ma tanto non avrebbero potuto: non ne hanno le capacità. Pensi solo allo spreco di risorse, dal punto di vista economico, che costituisce il lasciare una sede come quella di Via Poggio in mano a una tale manica di inconcludenti). I conti li faremo alla fine e vedremo chi avrà avuto più filo ed idee per tessere un bel vestito intorno alle nostre idee di libertà ed indipendenza.

 

Nel frattempo, i problemi che stanno fuori dalle nostre questioni interne stanno andando avanti in maniera drammatica. Cota sta cavalcando il problema dei rifiuti (questione comunque più che sacrosanta) per mettere una foglia di fico davanti alla fallimentare politica della Lega in Regione (vedi Sanità, sulla quale il Polo probabilmente si giocherà, perdendole, le prossime elezioni. Onore a Leo che, con il buono scuola – idea della Lega delle origini – ha fatto l’unica cosa buona di questa Giunta sciagurata). Il fatto che Cota stia cavalcando il problema dei rifiuti in maniera fine a se stesso è che, come sulla RAI, ha fatto un po’ di casino sui giornali ma non è riuscito a mobilitare il Movimento (e i risultati si vedono). Oltretutto non ha mai avuto un piano di lotta credibile (vedi la sparata sulla creazione di una televisione piemontese: l’idea di per se non sarebbe stupida, ma esiste un Business Plan ed una cordata di imprenditori per farla veramente?).

 

E’ comunque un bene indispensabile che i Leghisti fedeli ai principi delle origini si mantengano in contatto e facciano circolare le loro idee: stiamo andando incontro a tempi difficili (il libro dell’Oriana Fallaci non piace a molti perché ha il brutto difetto di dire delle verità scomode ed inquietanti) che, inevitabilmente, spazzeranno via chi non sarà in grado di dare risposte adeguate. E non credo che la filiera dell’anello del potere che si è stretta intorno a se stessa all’interno del Movimento in Piemonte sia in grado di darne, come del resto i fatti stanno già dimostrando.

 

Cordiali saluti padani.

 

Maurizio Gasparello

-----Messaggio originale-----
Da: luisella4ATlibero.it [mailto:luisella4ATlibero.it]
Inviato: domenica 11 aprile 2004 18.41
A: tonord
Oggetto: Re:Santa Pasqua 2004

 

contraccambiamo sentiti Auguri a tutti Voi, saluti padani luisella e Pino Pittaluga

-----Messaggio originale-----
Da: videonovaraATtin.it [mailto:videonovaraATtin.it]
Inviato: domenica 11 aprile 2004 11.14
A: tonordATpadania.to.it
Oggetto: Re:Santa Pasqua 2004

 

Ricambiamo gli auguri di Buona Pasqua. Per la redazione, Giovanni Marmina.

----- Original Message -----

From: EDERA SAS

To: Padania

Sent: Wednesday, April 07, 2004 5:21 PM

Subject: Lettera al Direttore

 

Sicuramente il nuovo libro di Oriana Fallaci sta creando uno scossone nella sinistra perche' ha accettato e

favorito l'invasione di extracomunitari islamici, nella destra perche' non ha saputo contrastare tale invasione,

nella chiesa perche' non ha saputo prendere le distanze dalla religione islamica.  E' bastata una sola persona,

che come scrittrice ha saputo descrivere la realta', per mandare in tilt politici,intellettuali e religiosi. Adesso

tutte le persone benpensanti che abito negli attici, viaggiano sui fuoristrada e possiedono le "barchette" da

crociera, si scaglieranno contro la Fallaci e diranno che non tutti gli islamici sono pericolosi terroristi. Avranno

anche la faccia tosta di dire che nelle moschee (vietate alle donne) si parla bene della religione cristiana. Ma

nessuno avra' il coraggio di dire che il terrorismo religioso e' molto pericoloso e che non ci sono rimedi contro

al fanatismo che ormai puo' esplodere in ogni parte del Paese. Se le istituzioni e la chiesa non tuteleranno la

religione cristiana tra poco tempo gli estremisti islamici avranno buon gioco e saranno i padroni in casa nostra.

Nel frattempo possiamo solo sopportare certe prese di posizione e sperare nella clemenza islamica.

 

                                                                                                                           Marino Bertolino   Chivasso

-----Messaggio originale-----
Da: EDERA SAS [mailto:ederasas.ederasasATtin.it]
Inviato: martedì 16 marzo 2004 18.19
A: Gasparello
Oggetto: Messaggio

 

Oggi mi ha telefonato un militante di Chivasso per dirmi che da Montanaro gli hanno chiesto di

fare le tessere 2004.  Pensa che bello!! Chivasso ha chiuso la sezione e adesso si fanno vivi da Montanaro

per il tesseramento.  Nessuno prima ha pensato a Chivasso e le segreterie hanno fatto sempre i loro

comodi.  Io e gli altri militanti di Chivasso abbiamo deciso che con questa Lega Piemontese non

facciamo piu' nulla e aspettiamo cosa accadra' nei prossimi mesi.  Hanno un bel coraggio a chiedere

la tessera a persone ormai deluse della Lega.                  Ciao             Marino Bertolino

-----Messaggio originale-----
Da: mocofepa [mailto:mocofepaATlibero.it]
Inviato: martedì 16 marzo 2004 11.47
A: ciravATlibero.it
Oggetto: Terrorismo

 

 MOCOFEPA - Movimento Comunista Federalista Padano - Sito web  http://digilander.libero.it/mocofepa

Portiamo a conoscenza della popolazione come si può morire senza saperne il perché.

Se ritenete,divulgate

 

11 MARZO 2004 (15/03/204)

La Spagna e L’Europa subiscono l’attacco alla loro civiltà, com’é successo a Nassirya per l’Italia ed in primis per gli USA l’11 settembre 2001 a cui segue la Cecenia e tutta quella parte del mondo ove è presente la frangia terroristica dei fondamentalisti islamici.

Ciò sta indicare che benché non ufficialmente, il modo è in GUERRA e di ciò si deve prenderne atto anche se tutto il nostro spirito rifiuta questa triste realtà.

Una Guerra anomala, vigliacca perché non vi sono dei fronti certi e nessuno è in grado di organizzare un minimo di difesa e non saranno certamente i tanti sospirati dialoghi fra diverse civiltà e religioni a convincere il fondamentalismo terrorista islamico, ( che ha nel suo essere il compito di convertire tutto il genere umano all’Islam) a diventare pacifico.

La causa o le cause di questi tristi eventi, a mio parere, è la lotta che si sta sviluppando per chi dovrà dominare la globalizzazione.

In questo periodo, le forze in campo, penso siano tre, tralasciando per il momento l’enigma cinese che senza tanto rumore sta invadendo il mondo.

Esse sono:

Globalismo Capitalista

Globalismo Comunista Marxista 

Globalismo Islamico

Il globalismo capitalista penso che tutti lo conoscono, esso consiste nello sfruttamento sconsiderato delle risorse terrestri e delle masse umane per creare immense ricchezze per pochi. A suo favore si può considerare che chiunque ha la speranza di poter far parte di quei pochi.

Il globalismo comunista Marxista...no, non è scomparso con la caduta del muro di Berlino e la conseguente fine dell’Unione Sovietica, esso sopravvive nel  centro-sinistra occidentale in forma democratica e la sua idea di rendere uguale nella povertà tutta l’umanità( perché non è facile rendere questa ultima tutta benestante) è sempre presente e cerca di sfruttare il globalismo capitalista per realizzare quell’internazionale socialista che non tiene conto dell’indole di libertà che è in ogni  essere umano di progredire. Naturalmente gli agi ed il benessere, sono solo per la classe dirigente ed a chi si adegua al clientelismo burocratico centralista.

Il globalismo Islamico penso sia per il momento il più pericoloso, perché a mio avviso congloba gli altri due, ed è basato su fondamento politico-religiosi e la sua espansione dipende (a differenza del Cristianesimo che sino all’epoca di Costantino, circa 300d.C, si era divulgato tramite il verbo) dalla conquista di nuovi territori che di conseguenza subiranno il suo credo religioso e la sua legge del comune vivere. In questo modo fu conquistata la Mecca, circa nel 630d.C.

Intrinseco nella legge coranica, è che il Profeta Maometto è ritenuto l’ultimo profeta che rivela le volontà del Dio comune alle tre religioni monoteiste, quindi essendo l’ultima volontà rivelata è quella che deve sostituire le altre, il guaio è che si usa la conquista per tale scopo.

Oggigiorno, penso sia impossibile pensare che l’Islam possa imporre la sua egemonia tramite battaglie campali e quindi a tale scopo sfrutta le leggi democratiche in quei paesi dove vige la democrazia e usa l’atto terroristico per destabilizzarla ed il falso pacifismo con il buonismo dell’accoglienza, quale arma segreta per infettarla.

Non si dimentichi che talvolta le idee comuni con il globalismo comunista e le necessità del globalismo capitalista, fanno sì che con la scusa  delle multietnie, queste occupazioni territoriali siano facilitate ed è triste pensare cosa ciò può comportare.

Non dimentichiamo inoltre la frase di un Imam che così si esprime:

<<CON LE VOSTRE LEGGI VI CONQUISTERMO E CON LE NOSTRE VI DOMINEREMO>>.

Fatte queste considerazioni sui tre sistemi globalisti in lotta, è palese che la sinistra e l’Islam terroristico sono uniti nel disegno di prevaricare sul capitalismo occidentale.

A sostegno di quest’ipotesi, è sufficiente costatare l’aiuto incondizionato che le sinistre porgono a tutto ciò che è Islamico (vedi la guerra nel Kosovo, che con la scusa  dell’avallo dell’ONU, ha, alla faccia del pacifismo, aiutato i mussulmani albanesi ad essere padroni di un territorio conquistato clandestinamente.

 In ultima analisi, ecco tre globalismi  un contro l’altro armati e a secondo dei casi creare effimere alleanze di due per prevaricare sul terzo ed in seguito la battaglia finale, tra gli ex alleati che battuto il terzo incomodo si batteranno in un mondo già devastato. Questa ultima battaglia potrà essere evitata, se tutti saranno poveri e islamici fondamentalisti

Quali tristi conseguenze tutto ciò può portare? 

Sicuramente non vi saranno ne vinti né vincitori ma certamente tante sofferenze, a meno che …i popoli cesseranno di essere massa inerte e si decideranno ad essere non manipolati da tali sistemi difendendo il proprio territorio con i suoi usi e costumi. Forse però, certe coscienze per svegliarsi hanno bisogna di sofferenza, per poi dire perché non ci ho pensato prima.

Nel frattempo Israele ed i Palestinesi  vivono il loro dramma che non avrà mai fine, perché ogni tentativo di pace sarà sempre sabotato, succube del Globalismo Islamico e di quel capitalista. Il primo perché non può sopportare una presenza avversaria in una fascia mediterranea che è tutta islamica ed il secondo non può perdere tale posizione, perché usa Israele per fiaccare e tenere impegnate le forze islamiche espansioniste, che libere da tale spina nel fianco, userebbero tutte le risorse per ottenere il loro disegno globalista. Coadiuvano in ciò, tutti gli islamici fondamentalisti sparsi per il mondo.

Termino, addentrandomi nell’esoterico.

Non so fino a che punto bisogna credere alle varie profezie. In ogni tempo si è pensato che queste si fossero compiute a secondo dei tempi storici vissuti, però mai come adesso, dove in tutto si è raggiunto il top, dove tutto sembra non aver una soluzione, dove l’abitat del nostro pianeta sta cambiando in modo sconvolgente, e possibile che si debbano avverare.

X mocofepa Edgardo Ciravegna

-----Messaggio originale-----
Da: valmessaATtiscali.it [mailto:valmessaATtiscali.it]
Inviato: lunedì 15 marzo 2004 16.56
A: webmasterATpadania.to.it
Oggetto: Infodiscariche

 

In considerazione della lettera inviata a Cota, lettera nella quale si ribadisce

l'assoluta necessità di rispettare i valori fondanti del Movimento, sottolineo

la necessità di continuare ad agire, coscienti dei nostri limiti ma decisi

a difendere la nostra terra in primis (il Piemonte) e subito dopo la (Valle

del Po) Padania concretamente. Purtroppo Vi parlo ancora di TAV ma questa

volta l'occasione è importante perché possiamo agire da liberi autonomisti

cercando di coinvolgere i militanti ancora attivi (quelli che non hanno

consegnati il cervello nelle mani dei Dirigenti della Lega) di tutta la

provincia di Torino e mobilitarli su questo ipotetico rischio: il materiale

contenente amianto, estratto dalle gallerie della Valle di Susa, potrebbe

essere stoccato in diverse zone della provincia di Torino. Ecco i siti segnalati

sul bisettimanale  "Luna Nuova" di venerdì 12 marzo (appena posso vi invio

l'articolo): Barricalla di Collegno, Orbassano, Grugliasco, Montanaro, S.

Benigno Canavese, Vestgnè, Villar Pellice, Volpiano, Cavour, Ivrea, Montalto

Dora Cavagnolo.

Saluti

Dario d'Almèis

-----Messaggio originale-----
Da: valmessaATtiscali.it [mailto:valmessaATtiscali.it]
Inviato: venerdì 12 marzo 2004 23.29
A: webmasterATpadania.to.it
Oggetto: Dai Umberto

 

Dai Umberto che anche questa volta ne verrai fuori, poi però risparmiati

un pò, guarda di più la tua famiglia, parla di più in radio e fai muovere

le chiappe a quelli che ti scodinzolano attorno e che che si portano a casa

un bel pò di soldini senza troppi sforzi.

Auguri, stame bin.

Dario d'Almèis

-----Messaggio originale-----
Da: Lega Nord Saluzzo [mailto:lega.saluzzoATlibero.it]
Inviato: venerdì 12 marzo 2004 9.27
A: lega.saluzzoATlibero.it
Oggetto: Per conoscenza

Il caso Cesare Battisti  sta lentamente proponendosi all’attenzione dell’opinione pubblica italiana, dico lentamente perché i nostri intellettuali, in gran parte legati al mondo del centro-sinistra, sono maggiormente impegnati a criticare il governo Berlusconi-Bossi-Fini che a rispondere in modo efficace alla vergognosa campagna di stampa orchestrata dalla Sinistra francese, non solo estrema perché abbiamo visto il leader socialista Francois Holland andare a trovare in carcere il Battisti.

Il caso è facilmente riassumibile, Battisti è stato giudicato dalla magistratura italiana con una serie di sentenze definitive che lo hanno condannato a due ergastoli per quattro omicidi che  lo hanno visto protagonista come esecutore materiale o come mandante. Battisti nel 1981 è evaso dalle carceri italiane per rifugiarsi prima in Messico e poi successivamente in Francia beneficiando della cosiddetta dottrina Mitterand; cioè di una prassi (mai codificata con un provvedimento legislativo) promossa dal defunto Presidente della Repubblica Francese che in nome della Francia patria del diritto d’asilo avrebbe impedito l’estradizione per quei terroristi che erano fuggiti dall’Italia ma che non si erano macchiati di delitti di sangue, non erano stati colpiti da sentenze definitive, avevano dichiarato esplicitamente la  loro presa di distanza dall’esperienza della lotta armata. Ora al di là  della critica che si meritava e si merita una tale dottrina, balza subito all’occhio come la dottrina Mitterand non si possa applicare alla persona di Cesare battisti, che si è macchiato di terribili delitti di sangue, è stato condannato definitivamente, da quello che dice e che scrive è ben lungi dall’aver chiuso almeno concettualmente con quegli anni di sangue e di morte.

Alla richiesta del governo italiano di estradare il Battisti, l’ambiente culturale parigino e la Sinistra politica grida allo scandalo (il Comune di Parigi a guida socialista pone sotto la sua protezione il terrorista italiano!), affermando che non si può rimandare in Italia chi è stato condannato da un Paese pericolosamente simile ad uno stato autoritario, chi è sotto la tutela (come decine di altri) della dottrina Mitterand e che, udite! udite!, non si può cedere al desiderio di vendetta di Berlusconi e del suo ministro leghista Castelli. Una vicenda incredibile a cui il nostro mondo intellettuale non ha risposto adeguatamente, anche se qualcuno sta iniziando a farlo come Barbara Spinelli sulla Stampa, a cui il nostro mondo politico di Sinistra ha risposto con silenzi imbarazzati, di cui l’opinione pubblica è stata sostanzialmente poco o male informata. Al di là del caso singolo che mi interessa relativamente vorrei esprimere alcune riflessioni in merito alla questione degli anni di piombo, dei rapporti con la Francia, del tema della lotta al terrorismo e sulla cooperazione giudiziaria nell’Unione Europea.

Gli anni di piombo appartengono ad un passato dolorosamente vicino, molti protagonisti sono scomparsi, vittime innocenti di attentati o colpevoli caduti in scontri a fuoco con le forze dell’ordine, molti altri si sono pentiti o dissociati dal terrorismo e hanno scontato (secondo alcuni troppo poco) le loro pene. Periodicamente si riapre il dibattito sulla possibilità di arrivare ad una soluzione politica con l’emanazione di un provvedimento di amnistia, si tratta di un tema delicatissimo che si può e forse si deve affrontare a due condizioni: che chi fu responsabile di quegli anni si assuma la responsabilità politica di ciò che accadde e che ci sia stata una adeguata espiazione della pena. A questo proposito il caso di Cesare Battisti per le sue caratteristiche, vale a dire l’assoluta volontà di non espiare alcuna pena anche parzialmente e l’arroganza culturale espressa dal soggetto in scritti e interviste, è ciò che di più controindicato possa esserci per  riflettere serenamente sull’eventuale soluzione politica degli anni di piombo. Per quanto riguarda la Francia, l’atteggiamento di una parte del suo apparato cultural-politico risulta francamente incomprensibile e fortemente offensivo per il nostro Paese, forse paradossalmente un’occasione per tutta la nostra classe politica di destra e di sinistra, per dire tutti insieme al di là delle appartenenze politiche che a Parigi stanno prendendo una sonora cantonata. Da ultimo lo scenario europeo, ultimamente si è discusso del mandato di arresto europeo, cioè di un mandato automaticamente valido sul territorio di tutti gli stati dell’Unione in grado perciò di abolire l’istituto dell’estradizione. Ebbene, l’Italia e soprattutto il ministro Castelli hanno espresso forti perplessità rispetto a questa riforma che avrebbe rivoluzionato il nostro sistema giuridico incidendo su una serie di diritti fondamentali contenuti nella Costituzione, queste perplessità hanno sollevato critiche a livello europeo e a livello nazionale da  parte dell’opposizione. Si dice che il tempo è galantuomo,  e mai tale detto è stato così prontamente ed evidentemente confermato. Infatti la Francia da un parte spinge per approvare il mandato di arresto europeo in nome dell’integrazione giudiziaria europea e dell’altra (anche se si dovrà attendere il verdetto della magistratura parigina di inizio aprile) si invoca un’applicazione estrema dell’istituto dell’estradizione (dottrina Mitterand) per impedire che un terrorista sia assicurato alla giustizia italiana.

Vedremo gli sviluppi della vicenda, spero che tutto ciò che accadrà possa avvenire in nome della verità storica e soprattutto del rispetto della memoria delle vittime e dei  loro familiari.

On. Guido Rossi

Segnalato su Politica OnLine Forum - Padania!
www.politicaonline.net

 

Ormai a Milano il Carroccio non esiste più Post #1 di 14

Queste le parole dell'ex assessore leghista Philippe Daverio in un'intervista rilasciata sul Corriere della Sera (Milano) di oggi:

Scusi, lei era assessore alla cultura della Giunta leghista di Formentini. Che fine sta facendo la Lega a Milano?

"E' un partito che non esiste all'interno di una giunta che non esiste. La Lega non ha nulla a che vedere con Milano. Ormai è un partito subalpino. La base della Lega in città non c'è più. E' un'esperienza che resta valida solo anagraficamente: chi ha cinquant'anni e vota Lega la voterà sino alla morte".

Ma a livello locale è in giunta, vuol correre da sola alle Provinciali...

"Fa trambusto. Il suo problema è quello di non scomparire".

La polemica sull' 8 per mille alla chiesa?

"Una burla. Sono dichiarazioni rodomontesche".

L'ostilità alla vendita AEM? (municipalizzata di Milano. ndr)

"E' giusta, e segna l'unico dato di vitalità: il riemergere delle origini anarco-sindacaliste della Lega. Sostenere l'utilità oggi della vendita della AEM è dura. Perchè vendere l'AEM per tappare buche nelle strade che si sono già riaperte?".

E il progetto politico della Lega?

"non c'è più da tanto tempo. La Lega è come un marchio aziendale, che segue logiche di comunicazione per esistere".

Perchè è scomparso il progetto?

"Perchè era adatto concettualmente ma non aveva organizzazione politica. Era un progetto teso tra opposti che pensavano di avere una linea comune; c'era un animo di destra e uno di sinistra... ma è mancata l'alfabetizzazione politica".

Ma tra Forza Italia e Lega non sono possibili punti di intesa?

"Sono esperienze legate dalla intima somiglianza dei due leader, diversi ma con la stessa genesi politica da bar sport".

Cosa dovrebbe fare la Lega per rialzarsi?

"Niente. E' finita. Il dibattito politico l'ha cambiato Berlusconi; è lui che ha tagliato l'erba sotto i piedi della Lega. Come negli affari: nessun socio di Berlusconi è mai sopravvissuto".

-----Messaggio originale-----
Da: w.lorena [mailto:w.lorenaATlibero.it]
Inviato: giovedì 4 marzo 2004 9.18
A: tonordATpadania.to.it
Oggetto: No alla Privatizzazione esasperata AEM Milano

 

Finalmente una posizione dura contro la svendita delle parti "strategiche"

dei Comuni e dello Stato. Mi riferisco alla presa diposizione dei

Consiglieri della Lega Nord di Milano che hanno detto NO alla

privatizzazione dell'AEM di Milano. Purtroppo la privatizzazione porta dei

tagli di organico, mirando a capitalizzare il più possibile, ed i risultati,

li vediamo in questi giorni.  La forte nevicata ha portato in evidenza tutti

i problemi del settore elettrico, questi problemi sono in parte imputabili

al maltempo, ma soprattutto sono da attribuirsi alle scellerate decisioni

prese a suo tempo sulla privatizzazione del comparto elettrico. La mancanza

di personale esperto (diminuito con i tagli agli organici) che possa

intervenire in tempo sui guasti, ha prodotto i risultati che tutti vediamo,

intere aree senza energia elettrica per interi giorni. Questi disagi

dovrebbero far pensare chi ha delle responsabilità politiche innerenti alle

decisione prese (decreto Bersani PDS), ed a quelle che si dovranno prendere.

La posizione dei Consiglieri della Lega Nord di Milano è da prendere ad

esempio ed a diffonderla all'interno del parlamento e del senato, in modo da

porre un rimedio allo scempio fatto.  Le imprese del settore, tanto

largamente usate al posto del personale Enel od Aziendale, hanno dimostrato

di non poter sostituire questo personale esperto, ne tantomeno di poter

avere i mezzi per sostituire le squadre che operano nel territorio,

risultato, il BUIO.

Mi auguro che i politici riflettano, anzichè giocare a scaricarsi le

responsabilità uno dall'altro, ma purtroppo essendo esperti nell'arte

dell'intrallazzo e dell'insabbiamento, troveranno sicuramente il modo per

non venirne a capo e lascieranno le cose in modo tale da proseguire verso i

loro progetti di svendita dei settori strategici, sicuramente qualcuno a

loro sarà grato e "gratificante". Tanto qualcuno purtroppo paga. Sì ! Il

popolo, che cercherà di vederci con la solita candela. Speriamo che la

candela schiarisca le idee degli utenti alle prossime elezioni, ed accendano

tutti insieme un grande faro che illumina l'unica forza politica di

estrazione popolare che guarda gli interessi del popolo (e non quelle di

certi faccendieri legati a delle lobbies politiche) , la LEGA NORD.

 

Taramasco Valter

Redattore de LO SCONCIO

(dip.Enel )

-----Messaggio originale-----
Da: giuliano [mailto:giuliano.paroliATtin.it]
Inviato: martedì 24 febbraio 2004 12.48
A: gruppo.leganordATcsr.lombardia; countachATpadania.to.it; countachATpadania.mn.it
Oggetto: Re: disappunto alla proposta di legge sulle pensioni

 

 

----- Original Message -----

From: giuliano

To: lettere.mnATgazzettadimantova.it ; rubrica.lettereATrepubblica.it

Sent: Tuesday, February 24, 2004 12:27 PM

Subject: disappunto alla proposta di legge sulle pensioni

  

Consapevole della necessità di riformare il Welfare, sono sconcertato di come la bozza sulle pensioni “ tanto pensata “ stia oramai diventando definitiva.

Prendo atto dell’iniquità di detta proposta che conferma la volontà di mantenere inalterato i privilegi ed i diritti acquisiti di tanti e di far pagare pesantemente ( forse per calcoli elettorali !? ) solo chi ha la sfortuna o la colpa di essere nato solo qualche mese più tardi.

Se riforma deve essere, si intervenga da subito e con gradualità trovando soluzioni dove tutti devono dare il proprio contributo.

Chi come me, nato ai primi mesi del 1951 con titolo di studio e oltre 32 anni di versamenti, si vede improvvisamente spostare il termine del fine lavoro da 4 ad oltre 8 anni, senza un minimo di flessibilità ( anche con meccanismi disincentivanti)che non lascia scelta.

Tutto questo è INIQUO ed inaccettabile;

non ci si meravigli poi se la gente non vota o se aumentano i casi  di ….. estremismo.

 

Confido nelle varie forze sociali ( stampa, sindacati, movimenti, partiti di opposizione…ecc.. ) affinché si sensibilizzi alla modifica di quanto spero non ancora definitivo.

 

P.S. Mi meraviglio soprattutto del partito della Lega, di tutti i suoi slogan e di tutte le sue promesse puntualmente non mantenute (evidentemente è prigioniera delle logiche del potere!!!!)

 

                                                                                                                  Paroli Giuliano

            Bozzolo (MN)

-----Messaggio originale-----
Da: valmessaATtiscali.it [mailto:valmessaATtiscali.it]
Inviato: martedì 24 febbraio 2004 8.49
A: webmasterATpadania.to.it
Oggetto: dedica

 

Dedicata agli autonomisti e agli indipendentisti, affinchè la voglia di

fare non venga mai meno.

Dario d'Almèis

 

Giacomo di cristallo

di Gianni Rodari

Una volta, in una città lontana, venne al mondo un bambino trasparente.

Attraverso le sue membra si poteva vedere come attraverso l'aria e l'acqua.

 

Era di carne e d'ossa e pareva di vetro, e se cadeva non andava in pezzi,

ma al più si faceva sulla fronte un bernoccolo trasparente.

Si vedeva il suo cuore battere, si vedevano i suoi pensieri guizzare come

pesci colorati nella loro vasca.

Una volta, per isbaglio, il bambino disse una bugia, e subito la gente poté

vedere come una palla di fuoco dietro la sua fronte: ridisse la verità e

la palla di fuoco si dissolse.

Per tutto il resto della sua vita non disse più bugie.

Un'altra volta un amico gli confidò un segreto, e subito tutti videro come

una palla nera che rotolava senza pace nel suo petto, e il segreto non fu

più tale.

 

Il bambino crebbe, diventò un giovanotto, poi un uomo, e ognuno poteva leggere

nei suoi pensieri e indovinare le sue risposte, quando gli facevano una

domanda, prima che aprisse bocca.

Egli si chiamava Giacomo, ma la gente lo chiamava "Giacomo di cristallo",

e gli voleva bene per la sua lealtà, e vicino a lui tutti diventavano gentili.

Purtroppo, in quel paese, salì al governo un feroce dittatore, e cominciò

un periodo di prepotenze, di ingiustizie e di miseria per il popolo. Chi

osava protestare spariva senza lasciar traccia. Chi si ribellava era fucilato.

I poveri erano perseguitati, umiliati e offesi in cento modi.

La gente taceva e subiva, per timore delle conseguenze.

 

Ma Giacomo non poteva tacere. Anche se non apriva bocca, i suoi pensieri

parlavano per lui: egli era trasparente e tutti leggevano dietro la sua

fronte pensieri di sdegno e di condanna per le ingiustizie e le violenze

del tiranno. Di nascosto, poi, la gente si ripeteva i pensieri di Giacomo

e prendeva speranza.

Il tiranno fece arrestare Giacomo di cristallo e ordinò di gettarlo nella

più buia prigione.

Ma allora successe una cosa straordinaria.

I muri della cella in cui Giacomo era stato rinchiuso diventarono trasparenti,

e dopo di loro anche i muri del carcere, e infine anche le mura esterne.

 

La gente che passava accanto alla prigione vedeva Giacomo seduto sul suo

sgabello, come se anche la prigione fosse di cristallo, e continuava a leggere

i suoi pensieri. Di notte la prigione spandeva intorno una grande luce e

il tiranno nel suo palazzo faceva tirare tutte le tende per non vederla,

ma non riusciva ugualmente a dormire.

Giacomo di cristallo, anche in catene, era più forte di lui, perché la verità

è più forte di qualsiasi cosa, più luminosa del giorno, più terribile di

un uragano.

Gianni Rodari

da "Il gatto viaggiatore", Ed. Riuniti.

-----Messaggio originale-----
Da: Bruno Vendemia [mailto:vendemiaATtiscalinet.it]
Inviato: martedì 24 febbraio 2004 2.25
A: webmasterATpadania.to.it
Oggetto: Plauso

 

Complimenti per la bellissima lettera inviata al Federale.

La sottoscrivo pienamente, come già sottoscrissi con totale partecipazione e convinzione il Manifesto di Odalengo.

La situazione piemontese è veramente critica, all'orlo (o già oltre ?) del collasso

A Cuneo siamo messi veramente male. L'ingiustificato, prolungato commissariamento ha portato allo svuotamento delle Segreterie Provinciale e Cittadina, alla revoca della militanza ai militanti "storici" ed all'affermarsi di un piccolo misero gruppo dirigente (!!??!!) che definire meschino, impreparato e non leghista è persino peccare di ottimismo.

Temo, però, che il Federale non prenda in eccessiva e pronta considerazione la lettera di cui sopra. Un po' perché impegolato in altre urgenti faccende di politica italiana, un po' perché il Piemonte è sempre stato tenuto alquanto ai margini. Forse anche per colpa dei Piemontesi stessi, ma è da considerare che abbiamo sempre ottenuti poco aiuto e poca considerazione.

Viva la Lega, Viva il Nord, Viva la SECESSIONE

 

Bruno Vendemia, consigliere comunale di Borgo San Dalmazzo, vecchio militante, cuore padano.

-----Messaggio originale-----
Da: EDERA SAS [mailto:ederasas.ederasasATtin.it]
Inviato: venerdì 20 febbraio 2004 17.25
A: Gasparello
Oggetto: I: Lettera al Direttore

 

----- Original Message -----

From: EDERA SAS

To: Padania

Sent: Friday, February 20, 2004 5:20 PM

Subject: Lettera al Direttore

 

Il Presidente Berlusconi sulla questione dei "parlamentari ladri" ha finalmente messo il dito

nella piaga. Una piaga che ormai si conosce bene e che nel tempo si e' incancrenita. Basta

osservare il tenore di vita di molti politici per capire la gravita' del fenomeno. Da destra a sinistra,

passando per il centro, sono troppi i parlamentari che si sono arricchiti sulle spalle dei cittadini.

Il Ministro Tremonti non riesce a far quadrare i conti mentre il Ministro Marono sta cercando di

far lavorare la gente fino al decesso per ridurre le uscite dell'INPS. E in mezzo a tanti provvedimenti

impopolari ci sono i politici che ogni mese ricevono un compenso di pubblico denaro a dir poco

esagerato. Alla fine il Presidente Berlusconi ha solo detto la verita' anche se intorno a lui qualcuno

sembra un po' imbarazzato. Ma come recita un vecchio detto popolare "la verita' fa male".  Nel

conto bisogna anche aggiungere quelli che a Roma sono andati per fare le riforme e che fino adesso

non hanno  riformato nulla, anzi, hanno solo riformato  il loro buon stipendio da parlamentare.

                                                                                                      Marino Bertolino    Chivasso   TO

-----Messaggio originale-----
Da: valmessaATtiscali.it [mailto:valmessaATtiscali.it]
Inviato: venerdì 20 febbraio 2004 17.31
A: webmasterATpadania.to.it
Oggetto: Aggiornamento TAV

 

Dopo la nostra massiccia presenza di domenica sera (15 febbraio) all'Abbazia

di Novalesa nella diretta su RAI 3 (che tempo che fa di Fabio Fazio) con

il confronto tra il Presidente della Comunità Montana Bassa Val Susa e Val

Cenischia, Ferrentino e il Ministro per le Infrastrutture, nonché costruttore,

Lunardi, qualcosa si è mosso.

Difatti Ferrentino è stato convocato a Roma mercoledì (l'altro ieri) ed

ha avuto, per la prima volta in tutti questi anni, un confronto diretto,

per circa due ore con un ministro della Repubblica, in questo caso Lunardi.

Il Ministro ha scoperto, a quanto mi dicono, i veri problemi della Valle

solo adesso e si è molto adirato per essere stato tenuto all'oscuro dai

suoi fidi (sich!) e cioè dai fascistelli Martinat e Casoni.

Vi allego due file, il primo relativo alla petizione inviata alla Commissione

Europea  Trasporti circa un anno fa (firmata anche dal sottoscritto) e il

secondo, freschissimo, che racconta in sintesi la discussione, relativa

alla petizione sopra citata, avvenuta presso la Commissione per le Petizioni

del Parlamento Europeo martedì 17 febbraio.

Se volete, e se potete,  fatele circolare perchè queste cose fanno sempre

bene alle menti sempre più annebbiate dalle TV di Stato e commerciali e

bombardate da milioni di informazioni tutte uguali e tutte filtrate.

 

Dario Catti - Almese - Valsusa

 

(Gli allegati sono pubblicati nella sezione "Comunicati" n.d.r.)

 

-----Messaggio originale-----
Da: valmessaATtiscali.it [mailto:valmessaATtiscali.it]
Inviato: venerdì 13 febbraio 2004 12.44
A: webmasterATpadania.to.it
Oggetto: [Norton AntiSpam] infamianto

 

Questo invito è rivolto ai piemontesi e i Padani che amano la propria  terra

e non vogliono farsi schiacciare dalle lobby che continuano a governarci

usando a piacimento tutti i partiti italiani, da destra a sinistra; Lega

Nord compresa.

 

No alla violenza del TAV, No al pensiaro unico, Padroni a casa nostra!

 

DOMENICA 15 FEBBRAIO LA TRASMISSIONE "CHE TEMPO CHE FA", IN ONDA SU RAI3

ALLE ORE 20, DEDICHERA' QUALCHE MINUTO AL PROBLEMA DELL'AMIANTO IN VALLE

DI SUSA LEGATO AL PROGETTO DELLA NUOVA LINEA FERROVIARIA AD ALTA CAPACITA'

TORINO-LIONE.

 

NON SEMBREREBBE UN GRANCHE', MA DOPO ANNI DI OPPOSIZIONE E NUMEROSE MANIFESTAZIONI,

L'ULTIMA IL 31 DI MAGGIO DEL 2003 CON 20.000 PERSONE, NEL SILENZIO TOTALE

IMPOSTO ALLE TELEVISIONI ED AI GIORNALI NAZIONALI, PER NOI E' GIA' UNA VITTORIA.

 

 

FAZIO E' L'UNICO, AD OGGI, CHE ABBIA AVUTO IL CORAGGIO, PERCHE' DI QUESTO

SI TRATTA, DI DARCI UN MINIMO DI VISIBILITA'.

 

PROBABILMENTE FARANNO ANCHE UN BREVE COLLEGAMENTO IN DIRETTA, PERCIO'

TUTTI COLORO CHE POTRANNO SI TROVERANNO ALLE 19,45 A NOVALESA CON BANDIERE

E STRISCIONI. VISTO CHE L'UNICO ARGOMENTO DI CUI POTREMO PARLARE SARA' L'AMIANTO.

 

 

SPERIAMO ALMENO CHE SI RIESCA A FAR CAPIRE NON SOLO CHE DI AMIANTO SI MUORE,

MA CHE POLVERIZZATO ARRIVERA' ANCHE NEI PAESI VICINO ALLE VALLE E FINO A

TORINO. E TUTTO QUESTO ALLA FACCIA DELL'ARTICOLO 32 DELLA NOSTRA COSTITUZIONE:

"LA REPUBBLICA TUTELA LA SALUTE COME FONDAMENTALE DIRITTO

DELL'INDIVIDUO"  E DELLA "PREVENZIONE" TANTO IN VOGA IN QUESTI ULTIMI ANNI.

 

 

 

 

L'amianto ucciderà decine di migliaia di persone.

  

L'amianto ha mietuto e mieterà decine di migliaia di vite umane (in massima

parte lavoratori); le stime dell'Ispesl (non dell'Associazione Esposti Amianto)

parlano di altri 15000 morti, solo per il mesotelioma pleurico, nei prossimi

15 anni ed il picco è atteso intorno al 2017; se si aggiungono i casi di

cancro polmonare e l?altrettanto mortale asbestosi, si arriva a numeri da

ecatombe.

Com'è noto, l'amianto (o asbesto) è un materiale causa o concausa di asbestosi,

di cancro ai polmoni e di mesoteliomi, per le caratteristiche immunodepressive

legate alla struttura fisica delle sue fibre. Queste sono come una sorta

di sottilissimi spilli che, una volta respirati, si fissano negli alveoli

polmonari.

Non esiste una "soglia" di sicurezza al di sotto della quale il rischio

di cancro sia nullo: ogni esposizione all'amianto produce un rischio di

cancro.

"L'esposizione a qualunque tipo di fibra e a qualunque grado di concentrazione

in aria va pertanto evitata" (Organizzazione Mondiale della Sanità, 1986).

 

Nel nostro paese, che è stato un grande produttore di amianto, l'uso di

questo materiale è stato bandito dalla Legge 257/92.

Un uso rilevante e di grande impatto sanitario dell'amianto, è nella produzione

di cemento-amianto (Eternit) per la coibentazione di edifici e per le tettoie.

L'amianto e stato anche usato per la coibentazione delle carrozze ferroviarie,

delle navi, delle caldaie e per gli impianti di distribuzione del vapore.

I mesoteliomi rappresentano il 15% dei tumori che colpiscono persone affette

da asbestosi: l'individuazione di un mesotelioma deve pertanto sempre far

sospettare un'esposizione ad asbesto.

Il mesotelioma pleurico è una neoplasia maligna, estremamente invasiva,

generalmente fatale in breve tempo (12-24 mesi dalla diagnosi) e specificamente

legata all'esposizione ad asbesto.

La sua insorgenza non è dose-correlata, potendosi manifestare anche a seguito

di esposizioni molto basse, dopo un lungo periodo di latenza (da 10 a 40

anni).

Il periodo di latenza è il tempo che intercorre tra l'esposizione ad amianto

e la comparsa della malattia.

Il mesotelioma può colpire le membrane sierose di rivestimento dei polmoni

(pleura) e degli organi addominali (peritoneo).

Nonostante l'impiego dell'amianto sia cessato, a seguito della legge 257/1992,

i dati recenti documentano un progressivo incremento delle neoplasie da

asbesto, con un?incidenza maggiore dei mesoteliomi rispetto alle altre forme

tumorali.

Sono stati descritti casi di mesotelioma in persone residenti intorno a

miniere di asbesto o nelle città sede di insediamenti industriali con lavorazioni

dell'amianto, in familiari venuti in contatto con le polveri accumulatesi

sulle tute di lavoratori direttamente esposti. Nel 1991, l?Accademia delle

Scienze di New York ha pubblicato uno studio sulle malattie da amianto,

in cui vengono evidenziati i mesoteliomi degli insegnanti di alcune scuole

americane, inquinate da amianto. Sempre nel 1991, è stato segnalato, su

una rivista oncologica italiana, un caso di mesotelioma pleurico in un barbiere,

per esposizione indiretta ad amianto, proveniente dai capelli degli operai

impiegati in una vicina azienda di cemento-amianto in Emilia.

L'esistenza di mesoteliomi anche in persone non esposte professionalmente

conferma che possono essere pericolose anche esposizioni a basse concentrazioni

di asbesto.

I sintomi del mesotelioma sono legati ad una compressione dei visceri che

sono a contatto con la massa tumorale; in genere il primo segno nelle forme

toraciche è costituito da un versamento pleurico, spesso emorragico, con

rapide recidive, con affanno, tosse stizzosa e comparsa insistente di alcune

linee di febbre.

Il decorso dei mesoteliomi è quasi sempre molto rapido, accompagnato da

un progressivo deterioramento delle condizioni generali.

La sopravvivenza è in genere inferiore a due anni dalla scoperta del tumore

e, specialmente in soggetti giovani, può limitarsi a soli sei mesi.

Non sono ancora state individuate terapie efficaci.

La presenza di amianto in un ambiente è un problema serio che non deve essere

sottovalutato.

Sicuramente non è un problema che si risolve evitando di parlarne.

Non dimentichiamo che la Città di Torino, con il Regolamento per le industrie

insalubri del 1907 (sic! 1907, quasi cento anni fa), segnalò le norme di

buona tecnica necessarie per evitare la liberazione della polvere nel corso

delle lavorazioni (isolamento delle lavorazioni polverose, umidificazione

e aspirazione localizzata) e venne consigliata, in caso di insufficiente

aspirazione, l?adozione di mezzi di protezione individuale (maschere), segnalando

il beneficio, in termini di allungamento dell'attesa di vita, nel caso di

osservanza delle suddette norme. Venne inoltre segnalata l'importanza di

tenere separati gli abiti civili dalle tute indossate sul lavoro e venne

sottolineata la possibilità di inquinamento da polveri industriali degli

ambienti di vita.

Tutte queste indicazioni furono da esempio per documenti analoghi proposti

successivamente da altre amministrazioni.

  

Dott. Roberto Topino

Specialista in Medicina del Lavoro

CDPR - INAIL

Via Osasco 66

10141 Torino

0115593818 - 3473130728

Lettera aperta a Mario Borghezio

 

Martedì, 10 Febbraio 2004

Enrico Gallo Modena

C/o Candida Corradini

Via Kennedy 30

47828 Villa Verucchio (Rimini)

Alla cortese attenzione di

Mario Borghezio

Lega Nord – Torino – Padania - Italia – Europa

Via Arona, 10
I-10145 TORINO

e

Umberto Bossi

Presidente Nazionale Movimento Popolare Lega Nord – Italia

 

Carissimo Borghezzio,

 

Ti scrivo in quanto allarmato dalla presente situazione in cui si trova la Lega in questi giorni e perché avendoTi conosciuto personalmente tramite mio fratello Maurizio a Torino, molti anni or sono, so che, a volte, stai ad ascoltare anche i più umili. Ciò riconosciuto di Te, debbo dire che non sono un Leghista, ma un semplice panada che però ha il pregio di avere affetto per la sua gente, la sua Terra, e l’Altro.

 

Ti dico dunque, venendo al sodo, state attenti al richiamo della Grande Cooperativa Rossa, la Tenebrosa Sinistra. Al momento sono hospes, hostis (ospite nemico) tra voi.

 

Perché se è vero che sono interessati al federalismo, al regionalismo, all’autonomia locale, essi agiscono a proprio vantaggio. Come ogni uomo porta acqua al suo mulino, cosi la Grande Cooperativa attira la Lega perché vuole le riforme.

 

Ma bada, qui lo dico, la Grande Cooperativa è più che presente a livello locale ove nessuno in particolare può essere accusato di cambiare tutto per cambiare nulla del sistema nuovo comunista, la Grande Cooperativa è il nome che io do a quel sistema di sinistra, che non include tutti ovviamente, ma una parte consistente di quello che oggi chiamano Ulivo, diciamo un Orso Rosso ben nascosto tra partiti e partitucoli mischiati, rimischiati, mesciuti a proposito.

 

No non è paranoia. E’ la semplice constatazione che vi sono uomini a livello locale (regionale, provinciale, municipale, anche piccolo municipale) che si servirebbero di qualsiasi scusa per ottenere più potere, come a suo tempo facevano i commissari politici in Russia. Sono atomi di un Mostro, un pericoloso Orso Rosso. Attenzione però che la Grande Cooperativa e l’Orso Rosso oggi non è solo di sinistra, è anche tra i vostri più stretti alleati, FI e AN compresa, se non tra voi stessi. Falsi come sempre i politici, e questo Tu lo sai, possono essere.

 

Ciò detto, mentre l’Orso Rosso vuole il miele del potere e dei soldi, mentre la Grande Cooperativa vuole più i soldi che il potere vero e proprio, Voi dovete riuscire a distinguervi pur rimanendo solidamente attaccati alla realtà del Governo in cui siete, anche se in minoranza e sotto pressione. Ne va della sopravvivenza comunque vada di Voi che avete portato il vento fresco del Nord a Roma per anni. La sinistra in fatti non vede l’ora di mettervi da parte da anni o meglio sotto e Tu questo lo sai. Tanto vale rimanere sulla barca su cui siete. Il rischio c’è sempre e comunque.

  

Pochi sono i punti che io vi indico:

 

  1. Semplificazione della costituzione e non sua riforma. Più la si complica, più la confusione e più rapidamente e definitivamente si disinnesca il Diritto del Popolo ad essere sovrano.

 

  1. Creazione di una Carta Costituzionale per le Regioni (CCR), a se stante. Questa porterà i principi fondanti dell’amministrazione locale del potere, incluse le condizioni chiare in cui attraverso il Principio Europeo della Sussidarietà (Verticale). L’esecutivo nazionale, il Governo, interviene dall’alto verso il basso in ogni singola materia, o competenza politica quando necessario. Il che implica punto 3

 

  1. Abbandono di una politica isolazionista e separatista. Lo Stato serve il Popolo per cui serve al Popolo, il Governo serve lo Stato. L’alternativa è creare mini Stati, ladroni, senza via di salvezza, poiché il livello locale non rilascerà mai il potere delegatogli. Non ci sarebbe ritorno indietro. L’unica possibilità è la costruzione ed identificazione nella CCR di tre maxi regioni Nord, Centro, Sud (esempio, Padania, Pontificato, Neptunia). Queste tre vanno costruite contemporaneamente e regolamentate nella condivisione del Diritto del Popolo e la Costituzione semplificata. In secondo luogo punto 4

 

  1. Recupero di una visione Europeista Regionalista e fusione dei tre alleati di oggi in una singola “nuova” entità, anche sopranazionale. Il diffondersi del potere di pressione della sinistra europea sulla gestione dei singoli Paesi, ancor più oggi con l’ampliamento dell’Europa e il subentro di forze politiche ultrarosse, richiede un consolidamento di una forza nazionale e la crescita di questa a livello sopranazionale. Lo sviluppo di questo punto è duale, cioè a due tempi e due ragioni.

 

    bullet

    Il primo, a livello nazionale, il consolidamento di una coalizione di forze che possa assorbire voti dalla sinistra attraverso una soluzione dei problemi quotidiani del Popolo, soprattutto a livello locale. Non esistendo più una vera destra sostenibile, ne esistendo più un centro, sempre che sia mai esistito tranne che per periodi brevi ed astrattamente, lo schieramento va poggiato verso sinistra alienando l’estremo o mantenendo la destra come low profile o intellectually correct. Perché non c’è una vera alternativa a questo.

 

    bullet

    Il secondo, a livello regionale ed europeo, la promozione di una politica regionale di destra come sopra chiaramente identificabile in questa nuova chiara entità, chiamiamola, Lega Europea di Alleanza Democratica ad Economia Regionalista (LEADER). Le finalità di questo è creare una valida alternativa a livello sia locale che regionale europeo alla massiccia piovra della Grande Cooperativa, impedire il diffondersi dell’Orso Rosso, esprimere ed applicare una dottrina regionalista di matrice italiana in Europa. Questo obbiettivo è dovuto perché questo qui è un Popolo eccezionale in un Paese fantastico se non altro perché ci sono nato io.

 

Detto questo ne approfitto per salutarTi e augurarvi bonne chance!.

Cordialmente,

 

Enrico Gallo Modena

Ordine di San Carlo

Villa Verucchio – Pontificato – Italia

-----Messaggio originale-----
Da: EDERA SAS [mailto:ederasas.ederasasATtin.it]
Inviato: martedì 10 febbraio 2004 15.07
A: Gasparello
Oggetto: I: Lettera da pubblicare

 

 ----- Original Message -----

From: EDERA SAS

To: Stampa

Sent: Tuesday, February 10, 2004 3:05 PM

Subject: Lettera da pubblicare

 

Se ho capito bene a Novara lo stesso professionista che aveva predisposto il preliminare del

Piano Regolatore su incarico del centro-sinistra adesso presenta un preliminare di Piano

Regolatore su incarico del centre-destra. Praticamente, dopo qualche correzione, la minestra

che andava bene da una parte adesso viene servita un po' elaborata all'altra parte.  A questo punto

viene spontanea la domanda: dove sono finiti gli indirizzi politici del nuovo Piano Regolatore?

E quando si parla di indizzi politici diventa difficile ammettere che quelli di sinistra sono uguali

a quelli di destra. Un esempio: la sinistra puo' essere favorevole alla costruzione di insediamenti

abitativi per gli extracomunitari mentre la destra dovrebbe essere piu' propensa allo sviluppo delle

piccole attivita' produttive.  E ancora: la sinistra e' d'accordo per la costruzione di moschee e campi

nomadi mentre la destra dovrebbe fare il contrario per non perdere voti. Altri esempi non mancano

ma prima bisogna cercare di capire dove il centro-destra (Lega compresa) vuole andare e cosa

vuole fare con questa citta'.  Alla prima presentazione del preliminare di Piano Regolatore (Sindaco

Correnti) il centro-destra non si presento' nella sala consiliare, adesso invece sembrano piu'

convinti e contenti di quello che e' stato fatto. Ma a Novara esiste ancora la coerenza politica?

                                                                                            Marino Bertolino    Novara

-----Messaggio originale-----
Da: EDERA SAS [mailto:ederasas.ederasasATtin.it]
Inviato: martedì 10 febbraio 2004 10.46
A: Gasparello
Oggetto: I: Lettera da pubblicare

  

----- Original Message -----

From: EDERA SAS

To: Stampa Torino

Sent: Tuesday, February 10, 2004 10:44 AM

Subject: Lettera da pubblicare

 

Riguardo la risposta fornita dal commerciante di Pianezza all'impiegato modello che disprezza

i commercianti gradirei osservare che un intervento del genere poteva essere fatto dalle

Associazioni di Categoria anziche' dal singolo commerciante. Ma visto che le Associazioni

non dicono nulla voglio continuare e precisare che i commercianti di oggi sono molto diversi

da quelli del passato, quando le vacche erano grasse e i controlli poco incisivi. I commercianti

di oggi stanno pagando quello che i loro predecessori non hanno pagato o pagato poco. Ormai

con gli studi di settore i conti vengono quasi fatti in automatico e i controlli incrociati permettono

di scoprire situazioni poco credibili. Con le attuali regole, e grazie ai centri commerciali, fare il

commerciante e' diventato un suicidio. Basta verificare i conti in rosso di tante piccole attivita'

oppure seguire il fenomeno dell'usura per capire quello che sta accadendo. Nessun tipo di prote-

zione e' stata istituita a favore del piccolo commercio e quando i problemi crescono non rimane

che chiudere l'attivita' e, se possibile, accettare una pensione da fame. Se poi in mezzo a tanti

guai e problemi ci sono dei commercianti disonesti il Fisco ha a disposizione tanti mezzi per

rintracciarli e punirli. Conosco dipendenti di aziende pubbliche e private che per anni hanno

lavorato in nero nel periodo della cassa integrazione togliendo cosi' lavoro a tanti artigiani che

lavoravano rispettando le regole.  Riguardo al Governo dopo l'ultimo Condono Fiscale merita

una vistosa bocciatura.

 

Marino Bertolino

                Commerciante serio e incavolato 

-----Messaggio originale-----
Da: Webmaster Cattolici Padani [mailto:webmasterATcattolicipadani.org]
Inviato: lunedì 9 febbraio 2004 23.43
A: webmaster countach
Oggetto: Re: www.padania.to.it

 

In data Fri, 6 Feb 2004 23:34:53 +0100, webmaster countach

<webmasterATpadania.to.it> ha scritto:

 

>  <http://www.padania.to.it/countach/Numero8/Numero8.htm> COUNTACH!!! N.

> 8 del 4 Febbraio 2003

> Quasi un editoriale

>  <http://www.padania.to.it/countach/Numero8/Articoli8/Editoriale8.htm>

> Dnans ch'a fàssa neuit

> Riflessioni sull'assemblea autoconvocata del 13/12/2003

> di Webmaster

 

Egregio Maurizio,

      non e' quasi un editoriale, ma molto di piu': uno scritto eccellente.

Anch'io arrivai alle tue stesse conclusioni dopo aver studiato la c.d.

"legge ferrea dell'oligarchia".

 

Le considerazioni che svolgi in merito alla situazione della Lega in

Piemonte valgono, in parte, anche per altre Nazioni. Purtroppo.

Che questo ti valga di parziale consolazione.

 

Un solo aspetto della degenerazione hai dimenticato di citare:

il prosperare della mala pianta del "professionismo della politica"

anche nel nostro Movimento. E' una vera piaga sociale.

 

Quando potrai, se vorrai, parlane.

 

Saluti padani!

-----Messaggio originale-----
Da: andrea [mailto:andrea.7374ATlibero.it]
Inviato: giovedì 15 gennaio 2004 9.28
A: countachATpadania.to.it
Oggetto: VIA XX SETTEMBRE TORINO

Sono un vostro sostenitore IMPERIESE che lavora a TORINO.

Mi capita spesso, per motivi lavorativi, di percorrere a piedi  via XX SETTEMBRE e di notare con grande disgusto come questa via centrale di TORINO sia "pulita" (escrementi umani lasciati vicino al marciapiede, siringhe usate..... insomma un vero schifo sicuramente non degno per una città che nel 2006 andrà ad ospitare le OLIMPIADI INVERNALI, ma soprattutto una città importante del NORD e della PADANIA).

CHIEDO ALL'ONOREVOLE BORGHEZIO DI INTERVENIRE E DI FARSI SENTIRE DALL'INCAPACE CLASSE POLITICA TORINESE.

UN CALOROSO SALUTO PADANO

 Andrea

SEZIONE TORINO NORD

 

LEGA NORD PIEMONT

Segreteria Provinciale di Torino

Via Poggio, 23

10155 TORINO

 

e, p.c.: LEGA NORD PIEMONT

Segreteria Nazionale del Piemonte

c.a. Avv. Roberto Cota

Via Poggio, 23

10155 TORINO

 

e, p.c.: LEGA NORD PADANIA

Alla cortese attenzione del Segretario Federale

UMBERTO BOSSI

Via Bellerio, 41

20161 MILANO

RACCOMANDATA A.R.

 

Torino, 07 gennaio 2004

 

Oggetto: Convocazione del Segretario della Sezione Torino Nord Sergio Fabretti al Consiglio

                Provinciale di martedì 13 gennaio 2004

Con riferimento all’oggetto ricordiamo che la decisione della strumentale e surrettizia chiusura delle Sezioni Lega Nord in Torino – spacciata dalla Segreteria Provinciale di Torino quale decisione avallata dal Segretario Federale Umberto Bossi – è in netto contrasto con gli indirizzi organizzativi sempre sostenuti in persona dallo stesso Segretario Federale ai Militanti torinesi e, nel contempo, costituisce una gravissima lesione dell’immagine e degli interessi della Lega nella città più devastata socialmente e politicamente della Padania, libera preda islamica e cattocomunista.

Tale provvedimento va inoltre contro a quanto dichiarato pubblicamente, anche alla stampa, dal Segretario Nazionale Roberto Cota (vedi “La Stampa” del 25 settembre 2003): “Un nuovo giornale, dirigenti scelti in scuole di partito, decine di gruppi di lavoro (vere e proprie sedi politiche ed operative), in modo da passare dalle attuali 130 sezioni a 260 in Piemonte: questo il progetto che Roberto Cota, segretario della Lega Nord in terra subalpina, ha illustrato martedì sera al ministro(…), Umberto Bossi, arrivato all’improvviso sotto la Mole per partecipare al Consiglio nazionale di «Piemont», riunito dallo stesso Cota in via Poggio”.

Inoltre, come Militanti e Sostenitori che fanno riferimento alla Sezione Torino Nord, abbiamo l’obbligo politico, morale e civile di segnalare:

  1. che sono false e diffamatorie le voci a suo tempo riportate, a sostegno del predetto provvedimento, in merito a presunti contrasti e dissidi all’interno della Sezione Torino Nord e fra le stesse sezioni, come dimostrabile dai verbali delle nostre riunioni di Sezione, le cui presenze sono sempre state debitamente controfirmate;
  2. che negli ultimi due anni si sono verificate, nella Provincia di Torino, documentate irregolarità in merito al rinnovo ed ai passaggi delle tessere dei Militanti, fino al blocco delle nuove iscrizioni di Militanti e Sostenitori ;
  3. che, su carta intestata della Segreteria Provinciale di Torino, sono state prodotte negli ultimi mesi lettere e circolari dal contenuto assolutamente controproducente per l’immagine e l’autorevolezza della Lega Nord Piemont, per lo stile inequivocabilmente fascio-stalinista dei contenuti e dei toni espressi, indirizzate anche a soggetti esterni al Movimento;
  4. che, pertanto, quali onesti leghisti e liberi cittadini, rifiutiamo qualsiasi repressione autoritaria e ricusiamo di conseguenza gli interventi di questa Segreteria Provinciale torinese, rimandando al mittente il provvedimento di chiusura della Sezione Torino Nord e delle altre Sezioni, effettuata in maniera unilaterale ed immotivata e senza alcuna preventiva consultazione con i diretti interessati;
  5. che la Segreteria Provinciale di Torino ritiene di sanzionare il Segretario della Sezione Torino Nord, Sergio Fabretti, per l’organizzazione dell’Assemblea autoconvocata del 13 dicembre 2003 presso l’Auditorium della Marchesa di Torino, aperta a tutti i Militanti, nonostante il fatto che tale Assemblea sia stata politicamente riconosciuta dal Segretario Nazionale Roberto Cota il quale, mediante l’invio di un suo emissario nella persona del responsabile M.G.P. Maurizio Donadeo, si è reso disponibile per un’apertura alle istanze espresse nel “Manifesto di Odalengo”;
  6. che la predetta Assemblea è stata convocata in nome dei 547 firmatari del “Manifesto di Odalengo” (firme in fase di trasmissione al Segretario Federale Umberto Bossi), per cui la responsabilità di tale convocazione è semmai collettiva e non individuale;
  7. che, di conseguenza, tutto il grottesco impianto accusatorio rilevabile dal verbale del Consiglio Provinciale del 10 dicembre 2003 e dalla lettera della Segreteria Provinciale di Torino del 23 dicembre 2004 (sic!) è completamente destituito di qualsiasi fondamento politico, legale, regolamentare ed è contro lo spirito costitutivo della Lega.

Diffidiamo pertanto la Segreteria Provinciale di Torino nel perseguire in qualsiasi ulteriore azione mirata a ledere i Diritti riconosciuti ad ogni Cittadino dagli Art.17, 18, 21 e 23 della nostra Costituzione.

Proseguendo la Segreteria Provinciale di Torino in tali atteggiamenti lesivi dei nostri Diritti di Legisti, ci vedremo costretti a ricorrere alle vie legali, in base a quanto disposto dall’ Art. 24 della Costituzione, secondo il quale “Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi”.

Chiediamo pertanto al Segretario Nazionale Roberto Cota ed al Segretario Federale Umberto Bossi un loro personale ed urgente intervento affinché il Provinciale di Torino, da due anni avulso dalla realtà cittadina e blindatosi alla Militanza, cessi la sua produzione di provvedimenti e comunicati arbitrari e autolesionisti per la Lega Nord Piemont, azzerando inoltre le deliberazioni fino ad ora emanate nel periodo della Segreteria Demichela. La situazione di Torino è tragica e chiudere Sezioni ed espellere i Militanti più fedeli è un intollerabile suicidio politico. La Gente ci chiede il motivo per cui trova chiuse le nostre sedi nei quartieri di Torino.

                                                                                                          Un vibrante saluto padano

Seguono le firme

All.: Convocazione indirizzata al Segretario Sergio Fabretti per il Consiglio Provinciale di Martedì 13/01/2004 con estratto del verbale del Consiglio Provinciale del 10/12/2003.

LEGA NORD PIEMONT

SEZIONE CAMBIANO SANTENA

Provincia di Torino

 

Spett.le

LEGA NORD PIEMONT

Consiglieri Provinciali Torino

c/o assemblea 13 gennaio 2004

 

c.p.c.

Segretaria Nazionale   e-mail: legapiemonteATlibero.it

Segreteria Federale     telefax n. 02 6454475 - c.a. Dott. Gianfranco Salmoiraghi

 

OGGETTO

 

Provvedimenti disciplinari contro il militante Sergio Fabretti di Torino

  

RISOLUZIONE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO DI SEZIONE

 

Il segretario provinciale sig. Mario Demichela ed il commissario cittadino sig. Stefano Allasia hanno formalizzato richiesta di espulsione dal movimento nei riguardi del militante Sergio Fabretti già segretario della disciolta sezione Torino-Nord:

 

“per l’iniziativa da egli posta in essere con la costituzione di quello che è noto come Manifesto di Odalengo e con le successive attività promozionali, delle quali l’ultima consistita nell’iniziativa personale di richiesta al comune di Torino per l’uso della sala di C.so Vercelli 141, richiesta fatta con uso di carta da lettera intestata Lega Nord e sottoscrizione in qualità di segretario di sezione”;

 

“per aver egli convocato inspiegabilmente una riunione della Lega Nord  spacciandosi per segretario di sezione, quando non lo è”;

 

“per aver egli costituito, insieme con altri, un movimento che, rivendicando il simbolo e la veste autentica della Lega Nord, si è subito posto in antitesi con la gerarchia locale della stessa senza mai proporre il contraddittorio politico-gestionale nei modi e nei termini che le norme interne della Lega Nord prevedono”.

 

Codesto impianto accusatorio si discredita da sé per tre ordini di motivi, molto semplici.

 

Primo. Perché il Manifesto di Odalengo (e qui lo si ribadisce per taluni recidivi dell’establishment piemontese: non di movimento ma di documento trattasi) non si propone, come mai se l’è proposta, la creazione di una struttura alternativa e/o in antitesi alla Lega Nord Padania: è scritto a chiare lettere, basta leggerselo, evitando di adagiarsi rozzamente su altrui sconsiderate e molto, molto interessate interpretazioni.

 

Secondo. Perché il militante Sergio Fabretti non ha costituito alcun movimento. Come agli altri promotori del Manifesto di Odalengo (cui chi non è orbo e sordo ha da essere grato), al sig. Fabretti si deve semmai riconoscere il dolente ruolo di rappresentare i numerosi leghisti delusi, sì, dai pessimi risultati elettorali conseguiti in provincia di Torino, ma, e soprattutto, nauseati ed umiliati dal comportamento della cosiddetta dal segretario provinciale “gerarchia locale”.

 

Terzo. Perché l’assemblea della base, tenutasi alla Marchesa il 13 dicembre 2003, non è stata il frutto di una “inspiegabile” e “personale” iniziativa del militante Sergio Fabretti. Tale riunione è discesa dall’autoconvocazione indetta dai militanti, tutti di antica e provata fede leghista, che hanno sottoscritto ed approvato il Manifesto di Odalengo.

 

Da quanto sopra esposto emerge che le accuse mosse nei riguardi del militante Sergio Fabretti (miserevolmente sapevoli di vendetta e di sentenza precostituita) sono del tutto spropositate e prive di fondamento, oltre che, a mente le oltre 540 adesioni al Manifesto di Odalengo, assolutamente discriminatorie.

 

Pertanto, al militante Sergio Fabretti - già segretario della Sezione Torino/Nord, convenientemente liquidata dalla “gerarchia locale” - oltre che l’ammirazione per il suo coraggio e la sua pazienza, va indirizzata, come minimo, un’espressione di fratellanza e di solidarietà.

 

Nei confronti di lor signori - nazionale e provinciale e multigraduati commessi che, a ricompensa delle loro sconfitte e della pervicace protervia (manifestata con tonitruanti minacce di ricorso alle vie legali, con deliranti pretese di dimissionamenti, con commissariamenti, espulsioni, azzeramenti di sezioni, ecc.), si precipitano ad arraffare altri onori, altre promozioni, altri nastrini, altre prebende - in un impeto di orgoglio leghista si esterna, con la più profonda disistima, l’ineluttabile volontà di ripudio.

 

Deliberata all’unanimità.  Cambiano, 7 gennaio 2004

 

Italo Comba

Segretario della Sezione

-----Messaggio originale-----
Da: EDERA SAS [mailto:ederasas.ederasasATtin.it]
Inviato: sabato 3 gennaio 2004 12.06
A: Gasparello
Oggetto: I: Lettera al Direttore

 

 ----- Original Message -----

From: EDERA SAS

To: Stampa Torino

Sent: Saturday, January 03, 2004 11:48 AM

Subject: Lettera al Direttore

 

Su La Stampa il Presidente della Regione Piemonte ha rassicurato i contribuenti piemontesi

che nel 2004 non ci saranno nuove tasse.  Questo significa che quelle esistenti a favore della

Regione bastano gia' a spremere i cittadini come limoni?  Il Presidente Ghigo ha anche dichiarato

che la Fiat, al contrario della Parmalat, ha investito i gioielli di famiglia per il rilancio dell'auto e a

favore dell'occupazione.  Ma il Presidente Ghigo e' al corrente che l'auto piu' reclamizzata dalla

Fiat, cioe' la nuova Panda, viene fabbricata a Tichi in Polonia?  A questo punto sarebbe opportuno

capire perche' le auto conviene costruirle all'estero invece che in Piemonte. Sicuramente emergeranno

dei dati interessanti che anche i sindacati preferiscono ignorare.

                                                                                                      Marino Bertolino

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