La Stampa,19 Febbraio 2006
ALTA VALSUSA NEGLI HOTEL SOLTANTO ADDETTI AI LAVORI
Turisti in fuga
dopo le gare
«Il boom di presenze
e gli affari d’oro promessi
dal grande evento non
si sono ancora visti»
lamentano gli albergatori
Francesco Falcone
Lo spettatore olimpico è un turista mordi e fuggi. Arriva sulle montagne a
cinque cerchi la mattina e torna a Torino la sera, lasciando semideserte le
strade e le piazze dei Comuni altovalsusini.
I parcheggi di Oulx - 3.500 posti auto -, quelli di Pragelato e Usseaux sono i
porti d'attracco per gli spettatori interessati alle gare di Torino 2006 che si
svolgono ad alta quota: si sbarca dall'auto o dal treno per proseguire il
viaggio in pullman verso i siti olimpici di Bardonecchia, Sestriere, Cesana,
Sauze d'Oulx e Pragelato.
Nelle sedi di gara è meglio entrare per tempo. Sono superblindate e i controlli
sugli accessi sono lunghi e snervanti: il consiglio è presentarsi ai cancelli
due-tre ore prima dell'inizio delle manifestazioni. Una volta dentro, nessuno
osa uscire fino alla conclusione, quando è tempo di risalire sulle navette del
Toroc per far rotta verso il capoluogo.
«Gli affari non vanno male solo perché c'è un gran movimento di volontari e
giornalisti - confessano i rappresentanti dei commercianti dell'Alta Val di Susa
-, ma turisti e spettatori sono solo un miraggio: arrivano e se ne vanno con
l'inizio e la fine delle gare. E nei giorni senza competizioni c'è davvero poco
passaggio».
Ben lo sanno quelli che vivono o alloggiano al Sestriere e negli altri Comuni
olimpici montani: turisti a spasso, a far shopping o altro se ne vedono ben
pochi. Ad affollare i locali e le strade di montagna, in questi giorni di
Olimpiade, sono quasi esclusivamente addetti ai lavori, personale del Toroc,
giornalisti, membri delle federazioni e delle squadre al seguito degli atleti. E
i comuni mortali? «Il boom di presenze e gli affari d'oro promessi dal grande
evento non si sono proprio visti» lamentano commercianti e albergatori. Amarezza
comprensibile, tutti avrebbero voluto vivere lo stesso clima di festa che sta
caratterizzando Torino.
Per i gestori degli hotel la situazione non è drammatica, ma nessuno è contento.
«Le strutture sono state affidate alla Jumbo grandi eventi per tutto il periodo
e ci verranno pagate anche in caso di assenza della clientela - spiegano -, ma
ospitiamo più che altro personale delle forze dell'ordine e delegazioni al
seguito degli sportivi, gente che non tornerà».
La preoccupazione maggiore è soprattutto la fuga in massa della clientela
tradizionale: gli inglesi a Sauze d'Oulx, le famigliole di torinesi a
Bardonecchia, Cesana e Pragelato. «Speriamo ritrovino la strada - commentano in
molti, a partire dai sindaci dei Comuni a cinque cerchi -. Per ora è andata
così».
Anche sulle piste imbiancate di fresco c'è poca gente: «Molti non hanno capito
che a Sauze d'Oulx, Claviere, Cesana e Bardonecchia si può sciare indisturbati -
borbottano gestori delle piste e operatori turistici -. Per paura di trovare le
strade e gli impianti chiusi hanno scelto di non venire. Noi, invece, li
aspettiamo a braccia aperte».