La Stampa, 15 gennaio 2006
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TORINO 2006 L’IMPEGNO ASSICURATO AL CIO
Chi coprirà i «buchi» olimpici?
Tranquilli, ci pensa il Comune
...e questi due ridono


«E’ ovvio che il Cio non può
essere felice di tutte le discussioni fatte sul budget in queste ultime
settimane ma non ci sono particolari preoccupazioni». Gilbert Felli, il
direttore dei giochi olimpici del Cio, ha appena finito di provare la pista
della libera, quando esterna l’ottimismo dei vertici dello sport mondiale sui
conti del Toroc. Il motivo? «Ho parlato con i vertici di Regione e Comune ed ho
sentito più volte anche Roma. E tutti dicono la stessa cosa e cioè che
sosterranno i giochi e che approveranno il budget».
Felli, in effetti, ha ragione perché in queste ultime ore è stato definito il
percorso giuridico che dovrebbe permettere di far fronte ad un eventuale deficit
del Comitato organizzatore. Sarà il Comune, in quanto firmatario insieme al Coni
del contratto con il quale il Cio ha assegnato a Torino i giochi a cinque
cerchi, a farsi carico formalmente di coprire eventuali deficit nel dopo
Olimpiadi. Un impegno che va oltre i 41 milioni messi a disposizione attraverso
la delibera con cui la città si impegna a vendere 200 alloggi del villaggio ex
Moi. La città, in sostanza, assume su di se tutto il peso politico
dell’operazione di salvataggio ma non sarà lasciata sola, sarà affiancata dalla
Regione che oltre a coprire una parte del disavanzo del bilancio di previsione
si impegna ad un ulteriore finanziamento. Un’operazione di sostegno finanziario
possibile perché si tratterebbe di un finanziamento ad un ente pubblico. Regione
e Comune faranno mettere a verbale del Consiglio d’amministrazione questi loro
impegni. Basteranno queste dichiarazioni, accompagnate dall’innalzamento del
fondo di riserva da 7 a 14 milioni, a convincere i componenti del Consiglio
d’amministrazione del Toroc a votare il bilancio di previsione?
Difficile fare previsioni. I revisori dei conti avevano chiesto atti concreti.
Gli stessi chiesti dal presidente della Provincia, Antonio Saitta, unico
rappresentate degli enti locali a non sbilanciarsi sull’approvazione del
bilancio: «Domani firmerò il bilancio solo dietro precise garanzie», ha spiegato
venerdì incontrando i capigruppo del Consiglio provinciale. Da martedì qualcosa
si è mosso. Il Cda di Aem ha approvato la sponsorizzazione di 4 milioni di euro;
la Regione formalizzerà più nei dettagli le modalità della propria
sponsorizzazione mentre dovrebbero essere ultimate alcune perizie sul valore
degli immobili e del know how che il Comitato organizzatore ha ceduto e venderà
ad enti locali e nuova società postolimpica. Tra questi ci dovrebbero essere
anche i 32 milioni che il Toroc ha previsto e messo a bilancio come ricavo dalla
vendita di un ramo d’azienda a Comparto, la nuova società pubblica che sta
organizzando le Paralimpiadi.
Il Comune punta all’approvazione del bilancio. Spiega il sindaco: «Abbiamo
articolato le modalità di intervento delle istituzioni delineando un ruolo
diverso del Comune e della Regione in quanto ente vigilante. Mi auguro che
queste dichiarazioni siano sufficienti, insieme ad altri atti, a convincere i
sindaci revisori». Anche la Regione dovrebbe votare sì. In queste ore la
presidente, Mercedes Bresso, e il suo vice, Gianluca Susta, si sono più volte
consultati con l'amministrazione comunale. Spiega Susta: «Formalizzeremo
ulteriormente il nostro impegno per la sponsorizzazione in vista del Cda. La
Regione ritiene percorribile la strada di un eventuale sostegno economico al
Comune in quanto ente pubblico».

L’INCHIESTA SUL TOROC I
PUBBLICI MINISTERI VOGLIONO VEDERCI CHIARO SUI PERCORSI DI EVENTUALI FATTURE
FALSE CHE POTREBBERO NASCONDERE FONDI NERI
«La moratoria è una pretesa assurda»
Il procuratore Saluzzo: qualcuno parla di
scandalo ma è bene ribadire che i reati sono scandalosi
Alberto Gaino
Al Toroc hanno scelto toni garbati per esprimere l’irritazione (e la sorpresa)
di essersi ritrovati la Guardia di Finanza in casa, ieri l’altro, a poche
settimane dall’inizio dei Giochi olimpici torinesi. Il procuratore aggiunto
Francesco Saluzzo, coordinatore dell’inchiesta, non nasconde a sua volta il
proprio stupore per le reazioni: «Non capisco perché ci si sorprenda. Venerdì,
abbiamo acquisito atti di cui i consulenti avevano bisogno per andare avanti con
il lavoro, tant’è che anche le audizioni dei dirigenti Toroc convocati nell’arco
della stessa giornata sono state fatte alla presenza dei nostri consulenti.
Dovremmo fermarne il lavoro? Non capisco questa sottintesa pretesa di
moratoria».
Moratoria olimpica. «Poi ci sono le elezioni... Esercito con prudenza le mie
prerogative, non ho proceduto a perquisizioni e quant’altro». Resta il fatto
che... «se qualcuno parla di scandalo è bene che si ribadisca che sono i reati
scandalosi, non le indagini».
L’inchiesta è stata avviata dopo la voragine apertasi nel 2004 nel bilancio di
previsione del comitato organizzatore dell’evento olimpico, ma dopo un lungo
«soggiorno» nel limbo giudiziario degli «atti relativi» a individuare eventuali
reati, si è passati da qualche tempo, restando allo scenario privatistico del
Toroc, ad un contesto investigativo in cui si ipotizzano casi di appropriazione
indebita e truffa, ai danni della fondazione. E’ molto ragionevole ritenere che
oggi i pm abbiano «qualcosa» per le mani.
Ciò che è altrettanto evidente è che sanno ancora molto poco del resto: i loro
consulenti tecnici sono ricorsi all’archivio elettronico delle Camere di
commercio per evidenziare apparenti anomalie delle società fornitrici di
materiali e servizi al Toroc, sulla base della tradizionale tecnica nelle
indagini di criminalità economica. Se spuntano società «last minute», senza
background professionale nel loro campo, eppure ottengono consulenze per importi
importanti, si va a vedere. Questo è stato uno degli input nella selezione di
alcuni indirizzi per il sequestro di fatture e contratti eseguito venerdì dalle
«Fiamme gialle». Altra direttrice di verifica: approfondire come certi
consulenti ricorrano e per contratti improvvisamente molto più significativi.
Sono i tradizionali percorsi di ricerca di eventuali fatture false che
nascondono riserve di «nero» per i soliti mercanteggi illeciti. La montagna di
contratti Toroc è talmente imponente che è facile prevedere altre mosse di pm e
GdF.
All’esito delle indagini sinora svolte, va detto, nessuno è finito nel registro
dei «cattivi». Ma, se non si sono imbattuti in soggetti da indagare, i pm
cominciano a far la conoscenza dei meccanismi dell’organizzazione olimpica cui
sovraintende il Cio e che hanno generato nel tempo un circuito di specialisti
internazionali di cui non si può fare a meno per tanti motivi. Ad Emilio Pozzi,
direttore operativo dei siti olimpici, i pm hanno chiesto se esiste davvero
Victor Stanculescu, destinatario di una consulenza di circa 25 mila euro per una
prima verifica (la seconda e definitiva la farà il Cio) del piano di previsione
dei flussi di ingresso e uscita alla cerimonia inaugurale dei Giochi. Una robina
da 25 mila euro, però apparentemente incomprensibile. «E’ il presidente dell’Academy
soccer of America» ha spiegato il manager che viene pure lui da una lunga
esperienza organizzativa nella federazione calcistica yankee. «E non solo
esiste, ma in questi giorni è a Torino per compiere i suoi accertamenti».
Balanenko Holding limited e una seconda agenzia cipriota hanno ottenuto una
consulenza da 490 mila euro per redigere i piani di sicurezza dei Giochi, però,
alcune delle loro indicazioni sono inciampate clamorosamente nell’ignoranza
delle nostre leggi e così è stata bocciata la loro proposta di ricorrere a
volontari, e non almeno a guardie giurate, per la sorveglianza dei campi di
gara. Ma le fatture emesse dagli uffici torinesi delle società sono state
onorate. «Ci siamo attenuti alle indicazioni del Cio per molte nomine» si sono
sentiti rispondere i pm da più di un manager Toroc.
Nel frattempo, è stata stralciata e chiusa l’inchiesta per truffa nel confronti
dell’ex vicedirettore generale Toroc, Marcello Pochettino: la procura intende
chiederne il processo, avendo accertato che il manager aveva continuato ad
usufruire per alcuni mesi di un’indennità per non servirsi delle auto di
servizio pur usandole regolaremente. «Un fatto di modestissima rilevanza», fa
sapere il suo legale, Giovannandrea Anfora.

NIENTE LAVORO A
NERE O CON IL VELO: INSORGE LA CONFERENZA REGIONALE DS SULL’IMMIGRAZIONE
Razzismo ai Giochi, una vergogna
Marcenaro: «Creeremo
una scuola per formare
classi dirigenti anche
tra gli extracomunitari»
Maria Teresa Martinengo
Indignazione, stupore, rabbia. Sono le reazioni che ieri, alla conferenza
regionale Ds sulle politiche dell’immigrazione svoltasi alla Cgil, ci sono state
alla notizia delle discriminazioni attuate da imprese e agenzie interinali nella
ricerca di personale per lavori collegati alle Olimpiadi. La richiesta,
denunciata da don Fredo Olivero della Pastorale Migranti diocesana e da suor
Licia Curzi del Centro Gentes, riguarda lavoratrici non nere e senza velo.
Caratteristiche riferite come necessarie per la «sicurezza», ma smentite da
Questura e Toroc.
Il sindaco Sergio Chiamparino non resiste alla tentazione della battuta: «La
madre dei cretini è sempre incinta». Come dire che forse c’è chi le regole se le
fa da solo, in base alla sua mentalità. Va oltre Saida Ahmed, avvocato somalo,
membro della Commissione regionale Pari Opportunità: «E’ possibile che si
selezionino i lavoratori in modo da evitare perdite di tempo con le società
richiedenti». Un certo look renderebbe l’esito più sicuro... Per Ibrahim Osmani,
responsabile Immigrazione dell’esecutivo regionale Ds, che ha tenuto la
relazione introduttiva alla conferenza, «questa discriminazione va denunciata
alla Procura della Repubblica». Anche l’assessore regionale al Welfare Angela
Migliasso sottolinea «la violazione della legge che vieta ogni discriminazione
di razza, sesso, religione. Magari sono le agenzie che vogliono l’accreditamento
in base alla legge Biagi...». Lamine Sow, responsabile Immigrazione Cgil,
senegalese: «La Bossi-Fini ha fatto degli immigrati lavoratori usa e getta: oggi
servi e stai qui, domani non servi più e te ne vai. Di qui a discriminare in
base alle tre “a”, accento, appartenenza e ascendenza, il passo è breve. Ma
questa vicenda deve suscitare la reazione di tutta la società civile: apartheid
e schiavitù sono finiti». Apetovi Yaovi, ex delegato Fim, nato in Togoe: «Alle
Olimpiadi ci sono atleti di tutto il mondo... perché dicono no ai lavoratori
neri? L’importante è essere competenti, no?». «Niente di nuovo - osserva una
giovane interprete marocchina -, già dopo l’11 settembre per lavorare in un
hotel di Oulx bisognava rinunciare al velo». Per il consigliere comunale Ds
Cugusi «bisogna riflettere sul fatto che è il secondo episodio di razzismo in
poche settimane, dopo quello del marocchino picchiato in autobus».
E nella prospettiva della costruzione di un sentire comune all’insegna dei
diritti sono andati i numerosi interventi della conferenza Ds. «Stiamo pensando
alla creazione di una scuola nazionale di formazione civica per immigrati, per
classi dirigenti di immigrati», ha annunciato Pietro Marcenaro, segretario
regionale della Quercia. Al progetto sta lavorando Osmani, 38 anni, libanese.
Sul voto, il sindaco ha riferito: «Della norma che avevamo approvato per far
partecipare gli stranieri alle elezioni circoscrizionali ho parlato con il
ministro Pisanu, che mi è parso prudente. Noi saremmo in grado di apportare
modifiche sul nostro testo in due settimane, ma non mi faccio illusioni.
Comunque, il nostro rimane un segnale importante per il futuro governo».
«Faremo un censimento delle associazioni di stranieri per arrivare in pochi mesi
a rieleggere la consulta regionale per l’immigrazione», ha detto l’assessore
Migliasso. «E rivedremo la legge, ormai datata». Il consigliere regionale Ds
Boeti e l'assessore comunale Tricarico hanno concordato sulla necessità di
«abbassare a un anno di residenza il requisito per accedere alle case popolari»,
equiparando italiani e stranieri. «Sono 2.086 i contratti intestati a nuclei
stranieri, 6.186 persone, 70% profughi», ha detto il presidente Atc Ardito. Il
rettore del Politecnico Profumo ha riferito che il 5% degli immatricolati nel
2006 sono stranieri (1,5% in Italia).
Eugenio Beconcini, responsabile dell’agenzia per il lavoro «Synergie Italia»,
fornitore di 2 delle 4 imprese dell’Associazione temporanea d’impresa che per il
Toroc gestisce i villaggi, precisa che «a volte possono essere preferiti
lavoratori italiani solo a causa della quantità di documenti che gli stranieri
devono fornire. Non ho mai sentito nessuno, anche al di fuori dei Giochi,
rifiutare neri o islamici».
