Home

perchè rl

RL in comune

CARONTE'S CORNER

   COMUNICATI

   DOCUMENTI

POSTA

DIOGENE

NO-TAV

MOVIMENTO ZERO

      OLIMPIADI 2006

 OSSERVATORIO

NOTA LEGALE

CONTATTI

Home Su Countach

Al Segretario Federale della Lega Nord Padania

Umberto Bossi

 

Al Consiglio Federale della Lega Nord Padania

 

Nel mese di luglio 2003 un gruppo di leghisti di varie province piemontesi, tutti di decennale militanza, decisi a non veder scomparire quel che resta della Lega Nord in Piemonte dove un pugno di burocrati tanto rampanti quanto politicamente inconsistenti sta mandando in rovina un progetto politico di valore storico, ha riassunto il proprio giudizio sulle cause della grave situazione in cui versa il Movimento in un documento di critica politica indirizzato sotto forma di lettera aperta al Segretario federale.

 

Punti salienti di tale documento erano e sono: il no al cumulo delle cariche, la trasparenza nella gestione finanziaria, la meritocrazia nelle nomine, la democrazia interna e soprattutto la capacità di capire il Piemonte e la cultura piemontese.

 

Gli accadimenti degli ultimi mesi impongono poi un punto ulteriore: il no alla trasformazione della Lega piemontese in un partito di plastica dove i militanti vengono in vario modo sollecitati ad andarsene per far posto alla “gente nuova” di cui si sente sempre più spesso parlare, da identificare presumibilmente con gli “alleati” che questa segreteria nazionale va da tempo cercando fra personaggi dagli avventurosi trascorsi politici e le loro clientele, i quali dovrebbero riempire le liste e le urne elettorali che alle prossime elezioni rischiano di restare vuote.

 

A tali critiche, costruttive ed interne al Movimento, è stato risposto dapprima negando un confronto in sede di Consiglio nazionale e successivamente con insulti, minacce di varia natura, commissariamenti e chiusure di sezioni, che bene illustrano la statura di questa “dirigenza” e la sua capacità di costruire sul territorio un Movimento radicato nelle coscienze piemontesi.

 

Crollato il consenso e il tesseramento, vuote le piazze nelle manifestazioni, ridotta al lumicino l’attività delle sezioni superstiti per la mancanza di indicazioni politiche che vadano oltre la vendita di biglietti della lotteria e per l’atmosfera di sospetto creata dalla mala gestione del Movimento, in vari luoghi vi sono state forti contestazioni alla “dirigenza” locale, tutte fatte passare sotto silenzio, cui i sottoscrittori del documento di Odalengo non hanno ritenuto di unirsi.

 

I sottoscrittori del documento di Odalengo invece chiedono al Consiglio federale di prendere finalmente atto della gravissima situazione che si è venuta a creare nella Nazione Piemonte e, considerato che tale documento ha ottenuto ad oggi circa 550 firme di militanti (fra i quali sindaci, consiglieri comunali e deputati), sostenitori e simpatizzanti, cui corrispondono non meno di 2.000 voti piemontesi, di assumersi la responsabilità politica di lasciare questa situazione immutata oppure prendere nei confronti di questa segreteria nazionale/Gruppo regionale i provvedimenti del caso, cui devono accompagnarsi la riammissione dei militanti indebitamente allontanati, la riapertura delle sezioni indebitamente chiuse, la fine dei commissariamenti indebitamente prolungati e, finalmente, per i militanti piemontesi, la libertà di scegliersi un segretario nazionale senza bisogno di indicazioni esterne.

 

Un segretario che sia capace di concepire l’azione politica come qualcosa di diverso da un insieme di furbizie postdemocristiane, dalla sistemazione a stipendio dei propri amici fidati, dalle lotte intestine per le poltrone, dall’idea che la Lega piemontese sia un oggetto di sua proprietà privata, dalla prepotenza verso quella militanza cui deve la sedia che scalda; che sia capace di muovere gli animi con argomenti forti e sentiti, rispettosi dell’intelligenza di chi si vuol convincere e non con penosi biascichìi di slogan e frasi fatte, di concepire la propria azione politica in una più ampia prospettiva storica e come atto d’amore verso la propria terra.

 

I Sottoscrittori del documento di Odalengo P.

Piemont, gennaio 2004