Home

perchè rl

RL in comune

CARONTE'S CORNER

   COMUNICATI

   DOCUMENTI

POSTA

DIOGENE

NO-TAV

MOVIMENTO ZERO

      OLIMPIADI 2006

 OSSERVATORIO

NOTA LEGALE

CONTATTI

Home Su Countach

Fumo negli occhi la raccolta firme di Roberto Cota contro il voto agli extracomunitari a Torino

 

Torino, 28 settembre 2004

A Torino il sindaco Chiamparino propone (senza chiedere ai Torinesi la loro opinione in proposito, un po' come è accaduto in Italia per l'introduzione dell'euro) di estendere agli extracomunitari il diritto di voto nelle circoscrizioni cittadine: Roberto Cota, Presidente del Consiglio regionale del Piemonte e Segretario nazionale della Lega Nord, dice no e chiama alla mobilitazione il partito, con una raccolta firme che inizierà durante la festa nazionale del Carroccio, programmata a Torino dal 29 settembre al 3 ottobre prossimo.

Questo dopo che, il 6 agosto scorso, il Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato, senza che la Lega Nord ed il suo Segretario avessero nulla da eccepire, la prima bozza del nuovo Statuto regionale il quale, all’art. 11, recita: “La Regione riconosce e promuove i diritti di tutti e, in particolare, delle fasce più deboli della popolazione e promuove il rispetto di tutti i diritti riconosciuti dall’ordinamento agli immigrati, agli apolidi, ai profughi e ai rifugiati” (Diritto di voto compreso? Il termine vago funziona ovviamente da passepartout per qualsiasi operazione futura): risulta pertanto evidente che il Sig. Cota, mentre in Regione vota una cosa, davanti ai propri Militanti e elettori assume un’iniziativa che va esattamente in direzione opposta.

Quali sono quindi i veri motivi che spingono il Segretario leghista a proclamare una mobilitazione così contraddittoria con il suo operato in sede regionale? Le risposte sono molteplici e tutte ricollegabili alla costante crescita di quel malcontento nordista che, il 21 settembre scorso, in un articolo a firma di Alberto Mingardi, il quotidiano “Libero” ha definito «una minoranza arrabbiata, che non si sente rappresentata. Ma solo orfana».

Ammesso che si tratti veramente di una “minoranza” e non qualcosa di più. Crescono infatti gli elettori e i militanti che si sentono traditi dal loro Movimento. A detta dei leghisti dell’area dura del “Manifesto di Odalengo” (550 adesioni, fra le quali deputati, sindaci e consiglieri comunali), la Lega ha progressivamente perduto, durante l’esperienza di governo della Regione Piemonte con il Polo delle Libertà, la capacità di rappresentare efficacemente le istanze dell’elettorato che si riconosce nell’identità padana. Dall’aumento degli stipendi dei consiglieri regionali al tentativo di portare il loro numero da 60 a 80 (che solo l'ostinata opposizione di due consiglieri dell'opposizione ha fatto naufragare), gli episodi che hanno creato un solco incolmabile tra una parte della base leghista e la sua dirigenza costituiscono ormai un elenco decisamente allarmante per le prospettive di tenuta del Movimento padano. Tra i tanti, quello che ha fatto più infuriare i militanti leghisti maggiormente attenti all’operato dei loro rappresentanti in Regione è stata la pilatesca astensione che ha fatto naufragare l’emendamento del consigliere Tapparo (Unione Civica Riformatori) all’art.7 del testo del nuovo Statuto regionale, che introduceva “la tutela e la valorizzazione della lingua piemontese” in modo esplicito (da notare che il Piemontese ha avuto il riconoscimento di lingua europea fin dal 1981 dal Consiglio d'Europa - Rapporto 4745 - ed è censito da parte dell'UNESCO Red book on endangered languages tra le lingue meritevoli di tutela), dando così al Piemontese quel riconoscimento di lingua ufficiale che solo il governo di Roma continua ostinatamente a negare.

Gira aria di fronda all’interno della Lega Nord piemontese: di qui la necessità, per il Segretario Cota, di trovare una parola d’ordine che possa colpire la fantasia degli ultimi iscritti rimasti. E quale idea migliore, per rinserrare le fila in vista di una festa nazionale che rischia di andare deserta (prospettiva che sta togliendo il sonno ai colonnelli asserragliati nella sede di via Poggio) di una bella raccolta firme contro il voto agli extracomunitari, anche a costo di entrare in contraddizione con il proprio operato in sede istituzionale?

Resta da vedere se questa iniziativa di Roberto Cota, che assomiglia più ad una foglia di fico dietro la quale nascondere le proprie inadempienze a livello di programma che a una credibile iniziativa politica, sarà sufficiente per ristabilire un clima di fiducia nei confronti della sua segreteria da parte dell’elettorato leghista. Nel frattempo, per non correre rischi, vengono privati del diritto di voto nei congressi i Militanti che potrebbero mettere in discussione l’attuale dirigenza, passaggio indispensabile per mettersi anche al riparo da eventuali sorprese nella scelta dei candidati alle elezioni regionali del 2005.

Il Comitato del Manifesto di Odalengo

horizontal rule

Top