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Manifesto di Odalengo: ULTERIORI ANALISI E PROPOSTE

 

LEGA NORD PADANIA

La Lega Nord è nata dall’azione di Umberto Bossi che ha intuito il momento favorevole seguito alla caduta del Comunismo per liberare le aspirazioni dei popoli padani ed ha avuto la non comune forza di resistere sul suo progetto. Progetto che è ora un punto ineludibile della politica italiana.

Fondamento del nostro successo di quegli anni è stato il dar voce non ad una teoria ma ad una realtà fino ad allora schiacciata da circostanze esterne d'ordine politico-ideologico e militare: la richiesta di libertà e di identità dei popoli padani.

Una battaglia padana in sintonia con il risveglio autonomista europeo di Scozzesi, Catalani, Fiamminghi, Valloni, popoli dell'ex-impero sovietico, e che si inserisce nel recentissimo ed ancora confuso movimento antimondialista, dove contrappone al teppismo delle cosiddette 'tute' di vario colore un serio progetto di autonomie e legami confederali all'interno del continente.

Il valore della proposta politica della Lega Nord è apparso subito chiaro a milioni di Padani, mai assuefatti allo stile 'mediterraneo' dell'amministrazione romana, percepito da sempre come espressione di una cultura ad essi estranea, stanchi della sua esosità fiscale, stanchi di essere infettati da nuove e virulente forme di delinquenza mai conosciute prima nei loro territori, stanchi, in una parola, di non essere più padroni in casa propria.

Il consenso elettorale della Lega Nord Padania ha subito nel corso degli anni varie oscillazioni, attestandosi su percentuali che, pur inferiori a quelle dei primi exploit, mostrano tuttavia il suo definitivo radicamento nella realtà politica italiana e, per quanto riguarda le ultime elezioni, sono state giudicate discrete persino dalla stampa avversaria. Tranne che in Piemonte.

 

LEGA NORD PIEMONT

Perché nell’importantissima nazione Piemonte, la storia della Lega Nord è stata sempre più travagliata che nel resto della Padania ed il consenso elettorale si è ridotto ai minimi termini?

Il modo d’essere piemontese, influenzato dalla natura del suo territorio, da secoli di dominio sabaudo e, più di recente, dalla cultura monoindustriale di stile FIAT, è caratterizzato da uno spirito al tempo democratico e conservativo, spiccato individualismo e ritrosia, diffidenza verso gli estremismi, rispetto per i cosiddetti valori culturali e per la chiarezza, scarsa simpatia per gli esibizionismi e le ‘furbe’ manovre di palazzo.

Queste le caratteristiche fondamentali della mentalità piemontese, che la rendono peculiare rispetto a quella dei popoli fratelli di Lombardia e Veneto. Chi non ha ben chiaro tutto ciò, non sarà in grado di parlare ai piemontesi nella loro lingua. Come purtroppo finora è avvenuto.

I punti fondamentali di una rinnovata Segreteria della Lega Nord Piemont sono pertanto qui di seguito elencati.

 

Il Movimento

Il Movimento è costituito dal Segretario federale, che ha saputo farlo nascere ed ha dimostrato il suo valore sul campo e dai Militanti, che col loro lavoro hanno permesso al Movimento di vivere e di avanzare.

Le Segreterie nazionali hanno la funzione di riportare la linea politica stabilita in sede federale e di adeguarla al territorio di loro competenza. Non sono le padrone del Movimento e, come accade in ogni serio gruppo di lavoro, tranne forse che nei ministeri romani, devono portare la responsabilità dei risultati che hanno ottenuto.

Nella fattispecie piemontese, i risultati ottenuti sono sotto gli occhi di tutti.

 

Le cariche

Le cariche non devono essere cumulate, come invece accade nel caso piemontese, dove meno di un pugno di persone accentra in sé tutte le mansioni disponibili nel nostro Movimento.

Ad ogni cumulo corrisponde un pericoloso e ben poco federalista accentramento di potere, la difficoltà di far bene ogni cosa e l’impossibilità per chi ha lavorato e meritato di avere, per sua giusta soddisfazione e per il bene del Movimento, il riconoscimento che merita. In altre parole, il Movimento ne è soffocato. 

La distinzione fra dirigenti ed eletti del Movimento deve essere chiara: mentre spetta al Movimento, per il tramite dei suoi dirigenti, dettare agli eletti la linea politica da seguire, agli eletti spetta di attuare al meglio le indicazioni politiche ricevute. Tutti devono poi portare la responsabilità del loro operato.

E’ inammissibile che avvenga, come è avvenuto, che degli eletti, forti magari della loro notorietà, si intromettano in decisioni riguardanti le liste elettorali o in qualsiasi altra questione propria del Movimento sul territorio.

La confusione dei ruoli è dunque un ulteriore motivo per evitare cumuli di cariche interne ed elettive in capo allo stesso soggetto.

 

La trasparenza

La trasparenza amministrativa deve essere assoluta: quanti soldi entrano, da dove entrano, quali le percentuali che gli eletti sono tenuti per Statuto a versare, chi le versa e chi non, come vengono ripartiti i fondi e per che cosa vengono utilizzati. 

La selezione dei quadri interni e degli elementi da inserire nelle istituzioni deve essere strettamente meritocratica, proposta e discussa in Consiglio nazionale e non basata sull’idea di "squadra".

Di squadra deve essercene una sola: la Lega Nord Piemont.

 

Il ruolo della Militanza 

I Militanti non sono solo un insieme di buone persone da cui attingere manodopera in occasione delle feste o per la vendita dei biglietti della lotteria ed ai quali, in vista delle elezioni, rivolgere patetici appelli per il "rilancio del Movimento". Occorre ricordare che anche la base pensa e vota, e siccome di voti, in Piemonte, la Lega ne prende ormai pochini, il fatto che anche i militanti e i sostenitori siano scontenti non è da prendere sottogamba. 

Dal momento che è la militanza a sobbarcarsi il grosso del lavoro elettorale, a conoscere la propria realtà locale ed a portare le conseguenze di scelte sbagliate, sarà essa stessa ad indicare tramite elezioni primarie ed ove ne ricorrano i presupposti, i nomi dei propri candidati, quale giusto riconoscimento del lavoro svolto dalla loro Sezione sul territorio. 

La qualificazione dei militanti deve essere continua affinché essi siano dotati di strumenti sia tecnico-amministrativi che politici che li mettano in grado di dare il meglio per il Movimento sia nelle istituzioni che davanti ad una telecamera o semplicemente discutendo di politica al bar con gli amici.

 

La politica piemontese 

Più che alle manovre di corridoio, sempre pericolose e di incerta utilità, per acquisire assessorati e clientele, sarà cura primaria della prossima Segreteria nazionale l’elaborazione politica continua dei temi fondamentali del nostro Movimento: Federalismo, Autonomie, Identità, Antimondialismo e l’impostazione di ogni tema particolare, dalla sanità alla scuola, dalla politica industriale a quella agricola, dall’ambiente all’assistenza all’immigrazione all’ordine pubblico in termini strettamente aderenti a quello che è il nostro obiettivo finale.

Torino, 27 agosto 2003

Il Comitato per il "Manifesto di Odalengo"