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Lettera aperta ai sottoscrittori del "Manifesto di Odalengo"
Carissimi Fratelli padani,
Mi permetto di disturbarvi con queste poche righe in ricordo di quello che, in tempi non sospetti (e ben prima della riunione di Brescia del 2 aprile scorso), fu il primo momento di aggregazione e di dibattito dei leghisti disgustati dalla politica delle oligarchie che si sono appropriate della Lega Nord: il "Manifesto di Odalengo".
Da movimento popolare e di rinnovamento, la Lega Nord si è definitivamente trasformata in una roccaforte della partitocrazie italiana, corresponsabile della recente vergognosa riforma elettorale, che ha consegnato al 90% la formazione del prossimo parlamento in mano al potere oligarchico delle segreterie dei partiti. (link: Riflessioni sull'assemblea autoconvocata del 13/12/2003: la Lega in Piemonte subisce la legge ferrea delle oligarchie (04 febbraio 2004); Contro lo strapotere delle oligarchie). Alla fine di cinque anni di collaborazionismo con gli statalisti di "roma ladrona", tutto quello che ci resta è uno straccio di finto federalismo (detto devolution) in cambio di una legge elettorale fascista: grazie Lega!
Come se non bastasse, dopo lo scandalo CrediEuronord (link: http://www.padania.to.it/2005/Caronte/Credinord.htm), la Lega si è venduta il popolo della Valle di Susa sull'altare della TAV, organica e sinergica con i poteri politici, economici e mafiosi (ossia poteri forti - FIAT, IRI, ENI e banche - più cooperative rosse più criminalità organizzata), tutti insieme abbracciati in quel rivoltante verminaio che sono le "grandi opere" (per mangiarsi il paese in un solo boccone). Andatevi a leggere "Corruzione ad Alta velocità: viaggio nel governo invisibile", e guardate a quale politica contro la nostra gente e contro la nostra terra ha tenuto bordone la Lega Nord in questa occasione. I tunnel della Tav in Val di Susa, infatti, altro non sono che il terminale di un sistematico progetto di predazione che ha radici molto profonde e lontane nel tempo, e che i "legaioli" non hanno esitato a fare proprio.
Se vogliamo ancora coltivare le speranze di pulizia e cambiamento che ci avevano un tempo portati a fare politica insieme, se non vogliamo disperdere un patrimonio ideale di onestà e libertà sotto i colpi che gli statalisti (di destra, di sinistra e di centro), i giornalisti asserviti, gli imprenditori ammanicati e i malavitosi di ogni specie stanno portando alla nostra società, sarà assolutamente necessario ritrovarsi. Ma, invece che perdersi nuovamente nelle velleitarie manifestazioni che hanno punteggiato la storia della Lega Nord, sarà indispensabile muoversi su problemi concreti, e la liberazione della Valle di Susa, autentica "linea del Piave" - con la sua resistenza No-Tav - nel confronto contro lo statalismo italico ed europeo , riveste un'assoluta centralità nella lotta per l'indipendenza dei Popoli Padani.
Resta il problema di cosa fare nell'immediato, ossia in occasione delle prossime elezioni politiche. Fino all'anno scorso, nonostante tutto, ho votato Lega Nord, ma ora la misura è colma.
Personalmente ho deciso di votare per il Movimento No Euro (link: http://www.noeuro.it; http://www.europadeipopoli.org), in quanto mi pare l'unica formazione che sta portando avanti un discorso autenticamente antisistema e dove ho riconosciuto, in gran parte, le motivazioni che mi avevano sostenuto nella Lega Nord, oltretutto aggiornate in funzione dei cambiamenti che si sono verificati negli ultimi anni e che la dirigenza leghista non è stata assolutamente in grado di cogliere, vuoi per limiti personali, vuoi perché completamente assorbita dalle lotte interne per il potere e dal godimento dei privilegi romani. Inoltre, cosa per me non marginale, nel Movimento No Euro non mi risultano candidati indagati per truffa.
Questa è la mia scelta nell'immediato, in quanto non andando a votare facciamo solo il gioco di chi ha usato la politica per i propri affari giocando sulla pelle nostra e delle nostre famiglie. Poi chi vivrà vedrà.
Lancio fin d'ora un appello per ritrovarsi comunque dopo queste elezioni e fare il punto della situazione per una nuova strategia di lotta, anche alla luce di quanto, con non innocente ritardo, sta accadendo nella fronda leghista che si è recentemente appalesata.
Fino all'indipendenza,
Maurizio Gasparello http://www.europadeipopoli.org |