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Manifesto di Odalengo: FAQ - Frequently Asked Questions
Vista la gravità e l'urgenza degli argomenti esposti, il Sindaco di Odalengo Piccolo, primo firmatario del Manifesto, era pronto a presentarsi in Consiglio nazionale per discuterlo, ma gli fu seccamente comunicato che la sua audizione era rinviata a data da destinarsi.
Questa è l’accusa più prevedibile e goffa. Ricorda i tempi di Stalin, quando chi diceva, ad esempio: "la popolazione non ha più carbone per riscaldarsi", veniva accusato di essere "al servizio dei circoli imperialisti". No. I sottoscrittori sono Militanti che hanno la Lega nel cuore, lo hanno dimostrato in anni di fedele militanza e vogliono fare l’impossibile per non vederla rovinare come sta accadendo. Si sono ritrovati liberamente per parlare di Lega e di politica e le loro osservazioni sono state indirizzate alla persona stessa del Segretario federale, a riprova della chiarezza e dell’onestà dei loro intenti.
Fermo restando il fatto che la linea politica della Lega Nord Padania viene stabilita in sede federale, il Manifesto contiene un’analisi ed un elenco di punti, eventualmente da approfondire, che individuano gravi errori e malfunzionamenti del Movimento in Piemonte. A questa critica civile e ragionata i nostri dirigenti nazionali, impossibilitati a confutarla politicamente, hanno risposto con degli slogan. Eccone alcuni esempi (vedi la comunicazione ai Militanti della Segreteria nazionale datata agosto 2003):
I problemi non si risolvono ripetendo frasi fatte, ma individuando le cause del malessere, cambiando le cose che sono da cambiare ed allontanando i responsabili del disastro.
Ogni persona dotata di normale intelligenza può giudicare se la richiesta di trasparenza amministrativa, il no al cumulo delle cariche, il no alle ‘squadre’ interne, il no allo scavalcamento della militanza e una migliore comprensione dell’animo del Piemonte siano cose “incomprensibili e diffamatorie” (vedi circolare della Segreteria provinciale di Torino del 25 agosto 2003). Certo, sono cose che possono dare fastidio a qualcuno e portarlo a sproloquiare.
No. Basta confrontare le date. Il manifesto è stato discusso all’inizio di Luglio e pubblicato il giorno 17 dello stesso mese. Le prime indiscrezioni di stampa relative alle perquisizioni che hanno interessato l'assessorato regionale sono del 22 luglio 2003. Ci sarebbero state molte cose da dire a proposito di quel tristo episodio, con i suoi annessi e connessi, ma si è preferito, per ora, non trattarne. L’episodio è semmai servito a dimostrare la gravità delle condizioni in cui ci troviamo e la correttezza delle critiche fatte.
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12 settembre 2003 I Sottoscrittori del Manifesto |