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"LA STAMPA" 28 Novembre 2003


I DATI RILEVATI DAL SERVIZIO SOVRAZONALE DELL’ASL 20 DI ALESSANDRIA, UNA SORTA DI OSSERVATORIO EPIDEMIOLOGICO REGIONALE


Aids, ogni giorno un nuovo contagio in Piemonte


La maggior parte dei casi è legata a rapporti eterosessuali non protetti
 

Claudio Laugeri

Un sieropositivo in più al giorno in Piemonte, con 35 contagiati da «Hiv» su cento che si accorgono della malattia troppo tardi, quando il loro sistema immunitario è già compromesso in modo grave e le cure possono avere pochi effetti. «Dobbiamo combattere questo fenomeno, legato sovente all’immaturità, al desiderio di accantonare i dubbi legati a comportamenti a rischio per ritrovare certezze quando ormai è troppo tardi», spiega Silvia Maria Venutti, del settore comunicazione istituzionale della Regione che ha promosso il progetto «Hiv&Malattie sessualmente trasmissibili - diagnosi precoce e assistenza: sviluppo di una strategia di intervento per il Piemonte». Lo stanziamento è di 10 mila euro per la stampa di cartoline con disegni marchiate dallo slogan «Non raccontarti favole» in distribuzione nelle discoteche, oltre che per spot da 20 secondi destinati alle sale cinematografiche. Tutto in questo fine settimana. Poi, ci sono 15 mila euro per lo spettacolo teatrale «Non avrò più paura», presentato ieri in anteprima al Teatro Agnelli e previsto con varie repliche in tutto il Piemonte fino in primavera.
«Nella regione ci sono 6 mila malati che necessitano di cure per la sieropositività oppure per Aids conclamato», spiega Chiara Pasqualini, biologa del Servizio sovrazonale dell’Asl 20 di Alessandria, una sorta di osservatorio regionale sui fenomeni epidemiologici. Ancora: «Dal 2002, ci sono state 300 segnalazioni di nuovi “casi” e abbiamo motivo di ritenere che altri 60 siano “sommersi”. Uno al giorno. Da un punto di vista statistico, questo significa 7,5 episodi ogni 100 mila abitanti. Il 75 per cento di questi nuovi contagi sono avvenuti attraverso rapporti sessuali non protetti. Bisogna che tutti prendano coscienza di questo fatto. Già da tempo, Hiv e Aids non sono più malattie relegate nell’ambito della tossicodipendenza oppure dell’omosessualità. E’ vero il contrario, dato che oltre la metà dei nuovi contagi è avvenuto attraverso rapporti sessuali tra uomini e donne. Ormai è possibile curare e tenere sotto controllo la malattia. Per i sieropositivi, ci sono anche buone probabilità di non arrivare all’Aids».
Due malati su tre sono in cura nei 5 centri clinici dell’ospedale torinese «Amedeo di Savoia», tra i più conosciuti in Italia e all’avanguardia nelle terapie. Altri 9 centri sono in varie località della regione e sono punti d’osservazione privilegiata per la «battaglia» al virus. «L’amministrazione ha ritenuto importante coinvolgere nell’iniziativa anche la Consulta regionale Giovani e la Consulta regionale dell’Aids - dice ancora Venutti -. Vogliamo spingere chi ha avuto comportamenti “a rischio” a fare analisi per consentire una diagnosi precoce. Per Hiv, Aids e tutte le malattie legate ai contatti sessuali».
Secondo i dati raccolti dai medici dei centri specializzati, 70 nuovi malati su 100 sono uomini; le 30 donne sono per i due terzi fra i 35 e i 50 anni. Con una forte diminuzione di affetti da virus tra i tossicodipendenti. «Anche la prostituzione non è risultata un fattore importante nei contagi - spiega Pasqualini -. Questo significa che in quell’ambiente c’è una buona percentuale di rapporti protetti. Il rischio è altrove, nelle frequentazioni eterosessuali magari anche soltanto occasionali».
E lo spettacolo dell’«Assemblea Teatro» finanziato dalla Regione vuole rappresentare proprio una «storia di tutti i giorni». E’ il monologo di una giovane (26 anni) che rimane coinvolta nell’«avventura» di una sera come reazione alla crisi con il fidanzato. Dopo quella «parentesi» di una sola notte, il rapporto d’amore riprende. Entrambi assistono al reciproco deperimento. Volti smagriti e fisici devastati sono anticipi della sentenza dei referti medici: Aids. Troppo tardi per le cure. Un esame del sangue avrebbe potuto evitare il dramma.