|
Home
Freelance

LA STAMPA, 08 Novembre 2004
IL
COLOSSO AMERICANO DEGLI HAMBURGER HA CHIUSO, DAI VERTICI NESSUNA
SPIEGAZIONE UFFICIALE
Anche McDonald’s si arrende al degrado di via
Nizza
Commercianti e residenti: i portici nelle
mani di spacciatori e prostitute
|
Claudio Laugeri
Luci spente, sfida perduta. Anche il colosso McDonald’s si è arreso al
degrado di via Nizza. Dall’inizio del mese, vetrine e insegna al civico
numero 11 sono coperte da fogli bianchi. Una sorta di bandiera della resa,
alzata dal marchio «stelle e strisce» che un paio d’anni fa aveva
annunciato lo sbarco sotto i portici meno ambiti della città. «La nostra è
una clientela sana, capace di emarginare eventuali frange illegali. Siamo
sicuri che la presenza del nostro marchio sarà un evento positivo» aveva
dichiarato all’epoca dell’apertura il Dipartimento di comunicazione di
McDonald’s. Un biglietto indica che l’attività è stata trasferità in
piazza Castello, dove la multinazionale dell’hamburger ha già un «fast
food». Due anni fa, toni trionfali. Ora, il silenzio. Tacciono i
responsabili dietro i banconi del McDonald’s di piazza Castello come
nell’ufficio stampa di Milano.
«Ci andavo con il mio fidanzato, era un posto tranquillo, mai avuto
problemi. Peccato abbia chiuso, era l’unica cosa decente della zona» dice
Sonia Alfieri, 28 anni, residente a poche decine di metri da quelle
insegne spente. «Colpa del degrado, troppa brutta gente e gli affari ne
risentono» è la sintesi di Antonella Franzoso, 49 anni, e Michele
Guadagnini, di 64, responsabili dell’associazione di commercianti «Cento
botteghe sotto le stelle», che raggruppa i negozianti del tratto di via
Nizza compreso tra corso Vittorio Emanuele II e corso Marconi. Molti
contavano sull’immagine del colosso americano per risollevare le sorti dei
portici, ostaggio di scippatori, venditori abusivi, spacciatori e
prostitute. Davanti alla porta del «fast food» c’era sempre una guardia
giurata, ma il viavai di delinquenti non scemava.
Franzoso ha un negozio di tessuti all’angolo con via Berthollet,
Guadagnini è titolare di un’oreficeria poco distante. «Per un anno, ha
funzionato il “carabiniere di quartiere” - spiegano i due commercianti -.
Poi, i ritmi dei passaggi si sono fatti meno frequenti. Abbiamo saputo che
sono stati costretti ad “allungare” il loro giro fino a piazza Carlo
Felice. Questo non ci aiuta. Abbiamo perso clienti, soprattutto donne e
anziani. La gente ha paura». E l’illegalità prospera. «Vedo tutti i giorni
quei ragazzini. Vuotano borse e portafogli, poi portano i soldi nel “phone
center” qui vicino» racconta Pietro Russo, 61 anni, bancarella di gadget
dedicati al calcio. Lui si è armato di bastone per difendersi. Ma sovente
ha la peggio. «Ma non la smetterò mai di ribellarmi» dice a voce e testa
alte.
«Guardi che quella gente non si spaventa mica. Anzi, arrivano a
minacciare», dicono ancora Franzoso e Guadagnini. Raccontano di una
prostituta che si piazzava sempre davanti all’ingresso del negozio di
tessuti all’angolo con via Berthollet. La titolare le ha chiesto di
spostarsi, la risposta è stata: «Questo è territorio mio, vattene sennò ti
brucio con l’acido». Il gioielliere che protestava per lo stesso motivo ha
incassato un «a te, presto ti ammazzano». «Sotto questi portici è
impossibile passare dopo le 19,30 - racconta Antonia Mazza, 57 anni -. Ha
presente il mercato di Porta Palazzo? Beh, qui è peggio, non si riesce a
passare. E poi, è tutto illegale».
Molti hanno già chiuso prima di McDonald’s. Come la profumeria «Cocchis»:
stremato dalla guerriglia quotidiana, il titolare (Giovanni Cocchis) ha
preferito abbassare la saracinesca. E nemmeno l’arrivo del colosso Usa gli
aveva infuso ottimismo. Anzi. «Alla McDonald’s dicono che faranno un
negozio per famiglie, capace di richiamare gente normale, quindi onesta.
Ma lei porterebbe suo figlio a mangiare un hamburger sotto questi
portici?» aveva detto.
Qualcuno, però, crede nel rilancio di via Nizza, tanto da investire 4
milioni di euro per realizzare un albergo da 60 camere. «Sarà un 4 stelle
oppure un 3 stelle superiore» annuncia Gabriela Cristiani, 44 anni,
famiglia titolare di una mezza dozzina di alberghi in città. L’apertura è
prevista per l’autunno 2005. Un’altra sfida. |

Home
Freelance
Top
|