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-----Messaggio originale-----
Da: Ufficio Coordinamento Segreterie Nazionali [mailto:ufficiocsn@leganord.org]
Inviato: giovedì 16 ottobre 2003 17.08
A: ufficiocsn@leganord.org
Oggetto: CALDEROLI/ IMMIGRATI: TEST DI NATURALIZZAZIONE

 

giovedì 16 ottobre 2003

 

COORDINAMENTO SEGRETERIE NAZIONALI

 

COMUNICATO STAMPA

 

CALDEROLI -  IMMIGRATI: TEST DI NATURALIZZAZIONE

 

Oggi il Vice Presidente del Senato e Coordinatore delle segreterie nazionali

della Lega Nord Roberto Calderoli ha presentato un disegno di legge, di cui

si allega relazione ed articoli,  che prevede un test di naturalizzazione

per gli stranieri che richiedono la cittadinanza italiana:

 

RELAZIONE

Onorevoli Senatori,

     l’ottenimento della cittadinanza italiana da parte di un cittadino

extracomunitario è attualmente regolato dalla legge 5 febbraio 1992 n°91 e

successive modifiche. Tra i vari casi è previsto che allo straniero che

risieda legalmente da almeno dieci anni nel territorio della Repubblica

possa essere concessa la cittadinanza, come anche all’apolide che risieda in

Italia da 5 anni.  La concessione della cittadinanza avviene con decreto del

Ministro dell’interno su istanza del Prefetto competente per territorio in

relazione alla residenza del richiedente.  L’istanza per l’acquisto della

cittadinanza deve essere presentata dal richiedente al prefetto competente e

deve comprendere una serie di documenti come previsto nel DPR 18 aprile 1994

n° 362. Se la documentazione è in regola, e nulla osta alla concessione,  al

cittadino extracomunitario viene concessa la cittadinanza Italiana. Da

quanto sopra descritto si evince che l’iter per la concessione della

cittadinanza è un mero procedimento burocratico, che non tiene conto di

altri aspetti come ad esempio la capacità dello straniero di parlare la

nostra lingua, o la sua conoscenza dei nostri usi e costumi, della nostra

storia, del nostro sistema istituzionale e delle regole basilari della

nostra società.  L’ottenimento della cittadinanza dovrebbe essere la

conclusione di un processo che porta lo straniero ad una perfetta

integrazione con il territorio ed i cittadini dello stato nel quale egli ha

deciso di stabilirsi, e non un semplice atto amministrativo slegato

totalmente dal contesto sociale nel quale l’immigrato intende inserirsi.

Questo DDL, mediante una leggera modifica all’ Art.9 della legge di

riferimento, intende andare a colmare questa lacuna facendo in modo che lo

straniero prima di diventare cittadino italiano segua un percorso di reale

integrazione ed assimilazione nella società italiana e nelle sue varie e

fondamentali realtà locali, in modo da permettere all’immigrato di vivere

attivamente nel nostro paese, evitando ghettizzazioni che possono portare a

disagi ed, in alcuni casi, a fenomeni di devianza.

Il metodo da noi individuato per raggiungere questo scopo è quello di

richiedere, all’immigrato che intende diventare cittadino italiano, il

superamento di un test che ne dimostri il reale livello di integrazione

nella nostra società, test che oltre a comprendere una prova di lingua

italiana e locale, in base alla regione di residenza, comprende anche

domande di cultura generale, storia, cultura e tradizioni, sistemi

istituzionali, sia nazionali che locali. Il test non è da considerare come

un ulteriore aggravio delle procedure per l’ottenimento della cittadinanza,

ma come un invito all’immigrato ad approfondire la conoscenza del nostro

paese in modo da comprendere al meglio gli usi e costumi, le leggi, i

diritti ed i doveri che derivano dall’appartenere alla nostra nazione, per

poter convivere al meglio con la popolazione autoctona.

Su questo tema sono ormai numerosi i paesi che si sono orientati in questa

direzione e a titolo esemplificativo citiamo, a livello europeo, la Gran

Bretagna ed, in ambito extraeuropeo, gli Stati Uniti d’America.

 In Gran Bretagna il “test di naturalizzazione” è stato inserito nella parte

prima della legge del 2002 su “Nazionalità, Immigrazione ed Asilo”, in modo,

come da comunicato dell’ambasciata britannica in Roma, di: “aiutare le

persone che acquisiscono la cittadinanza britannica ad imparare l’inglese, e

ad avere una conoscenza pratica della vita nel Regno Unito ed a comprendere

le tradizioni democratiche britanniche per facilitare l’integrazione ed

aiutarle a lavorare, a dare il proprio contributo ed a partecipare alla

società”. Il test britannico, che sarà operativo a breve comprenderà,

dunque, un esame di lingua inglese e, a seconda della zona di residenza, di

gaelico scozzese o gallese, e di nozioni sulle istituzioni britanniche e

sulla democrazia parlamentare, la storia del Regno Unito, la conoscenza

della legge inclusi i diritti ed i doveri dei cittadini, il mercato del

lavoro, le fonti d’informazione e su come soddisfare esigenze quotidiane

come la ricerca di una casa o pagare una bolletta.

Negli Stati Uniti, la procedura per il rilascio della cittadinanza prevede,

come elencato nella “guida alla naturalizzazione” edita dal dipartimento

della giustizia degli Stati Uniti - servizio immigrazione e

naturalizzazione-, che il richiedente, oltre a possedere buoni requisiti

morali e assenza di precedenti penali, debba superare un test che dimostri

la conoscenza della lingua inglese con la capacità di leggere, scrivere e

comprendere frasi di uso quotidiano, inoltre viene richiesta la conoscenza

delle nozioni fondamentali della storia  e delle istituzioni americane.

Con le disposizioni elencate in questo articolato si va dunque a modificare

la legislazione in materia, in sintonia con le più recenti norme legislative

di paesi, come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, allineando la nostra

legislazione alla loro, secondo un impostazione ormai universalmente

condivisa.

  

TESTO

  

Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n.91

 

Art.1

(Test di naturalizzazione)

1. all’articolo 9, comma 1, della legge 5 febbraio 1992 n.91, la lettera e)

è sostituita dalla seguente:

         << e) all’apolide che risiede legalmente da almeno cinque anni nel

territorio della Repubblica, previo superamento di un test di

naturalizzazione;>>

 

2. all’articolo 9, comma 1, della legge 5 febbraio 1992 n.91, la lettera f)

è sostituita dalla seguente:

          << f) allo straniero che risiede legalmente da almeno dieci anni

nel territorio della Repubblica, previo superamento di un test di

naturalizzazione.>>

  

Art.2

(modalità del test)

1. Il test di naturalizzazione di cui all’Art.1 verifica la conoscenza, da

parte del richiedente la cittadinanza italiana, della lingua italiana e

locale, educazione civica, storia, cultura e tradizioni, sistemi

istituzionali, sia nazionali  che locali.

 

 

Art.3

(disposizioni finali)

1. Le disposizioni necessarie per l’esecuzione della presente legge sono

emanate, entro sei mesi dalla sua entrata in vigore, con decreto del

Ministro dell’interno di concerto con il Ministro della giustizia.

-----Messaggio originale-----
Da: Ufficio Coordinamento Segreterie Nazionali [mailto:ufficiocsn@leganord.org]
Inviato: giovedì 16 ottobre 2003 19.41
A: ufficiocsn@leganord.org
Oggetto: CALDEROLI- IMMIGRAZIONE: TONY BLAIR RAZZISTA?

 

CALDEROLI-  IMMIGRAZIONE: TONY BLAIR RAZZISTA?

 

“ Le critiche rivolte da esponenti del centro sinistra nei confronti della

mia proposta di   legge che prevede un testo di naturalizzazione per l’

acquisizione della cittadinanza, forse non tengono conto del fatto che la

mia proposta è la fotocopia della legge approvata nel 2002 dalla

“democratica” Gran Bretagna, paese notoriamente guidato da Tony Blair e dal

centro-sinistra. O forse pensano che anche Tony Blair sia razzista? Per

coloro che invece hanno sollevato problemi in relazione alla prova di lingua

Italiana e locale è bene ricordare che, oltre ai dialetti, esistono anche le

aree di bilinguismo e che le minoranze linguistiche sono tutelate dalla

costituzione. A breve si voterà in Alto Adige: provate ad andare a dire,

come oggi ha fatto qualcuno, che l’unico dialetto è quello italiano e

verrete inseguiti da nerboruti cittadini che a stento parlano l’italiano ma

conoscono benissimo il tedesco.  ”

 

Questo il commento di Roberto Calderoli, Coordinatore delle segreterie

nazionali della Lega Nord e Vicepresidente del Senato.