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dal sito dei Cattolici Padani: www.cattolicipadani.org

PROSPETTIVA GULAG: IL MANDATO DI ARRESTO EUROPEO

Costituzione addio

Carlo Alberto Agnoli
Presidente del Tribunale per i minorenni – Trento

Hai mai immaginato di poter essere deportato in Bulgaria per un fatto da te compiuto in Italia e non previsto come reato dalla legge italiana, ma considerato tale da quella bulgara? Hai mai pensato di doverti difendere in un Paese di cui non conosci la lingua, dimenticato da un’opinione pubblica che neppure sa della tua esistenza?

Le prospettive che si aprono con il mandato di arresto europeo sono queste, ed ancora peggiori: in seno all’U.E. si sta approntando un impressionante meccanismo repressivo dei “reati” di opinione, con lo scopo di allontanare il deportando dai propri luoghi di appartenenza, di depredarlo di ogni bene nel caso in cui abbia i mezzi per approntare una difesa all’estero… di silenziarlo in ogni senso.

L’U.E. rompe così sistematicamente con vari ed elementari principi di civiltà giuridica: in primo luogo viene minato il principio di certezza del diritto, in quanto la individuazione di reati di opinione contemplati dalla normativa europea con espressioni giuridicamente fumose e di larghissima portata, consente in astratto di criminalizzare chiunque.

È chiaro quale sia lo scopo coperto dietro al pretesto di uno spazio di sicurezza europeo: reprimere ogni dissenso ideale, fornendo alle “lobbies“ egemoni la possibilità di incidere profondamente nel tessuto ideale e sociale, amputando a piacere le parti non gradite.

La legge dei sospetti, alla base dell’epoca del terrore rivoluzionario giacobino e l’art. 58 del codice penale sovietico, fondamento della repressione staliniana, hanno impressionanti somiglianze con il mandato di arresto europeo.

D’altronde Lenin, entusiasta cultore degli ideali giacobini, aveva osservato, parlando dei mezzi di repressione contro i dissenzienti:
«Occorre formulare (la norma) con la massima ampiezza possibile, perché soltanto la coscienza giuridica rivoluzionaria e la coscienza rivoluzionaria stessa potranno suggerire la sua applicazione di fatto, più o meno larga».

 

L’autore di questo studio è attualmente presidente del Tribunale per i minorenni di Trento. Entrato in magistratura venticinquenne, nel 1964, vi ha svolto per molti anni funzioni tanto inquirenti quanto giudicanti, queste ultime sia in primo grado che in grado di appello. Nel suo quasi quarantennale curriculum figurano anche oltre cinque anni di magistratura di sorveglianza, che gli hanno dato occasione di conoscere da vicino il mondo ed i problemi delle carceri.

 

INVITO ALLA LETTURA


“Prima che il mar sia sopra noi richiuso”


Caro lettore,

certamente tra la fine del 2001 e i primi mesi del 2002 hai sentito parlare del “mandato d’arresto europeo”, ma quasi altrettanto certamente appartieni a quella stragrande maggioranza degli italiani, anzi degli europei che, senza soffermarvisi, hanno dimenticato il tema quasi fosse superato dalle incalzanti notizie della cronaca.

Eppure quel tema è attualissimo e di enorme importanza: esso mette in gioco la libertà non solo morale, ma anche fisica dei cittadini di tutti gli Stati dell’Unione Europea, e quindi anche la tua. Certamente quella legge se, come tutto lascia presagire, entrerà in vigore, cambierà profondamente la tua vita, forse la travolgerà.

Vale dunque la pena di sforzarsi a leggere queste pagine, scrivendo le quali abbiamo usato ogni cura per renderle accessibili anche a chi è del tutto digiuno di diritto.

Se tu poi, che hai preso in mano questo libro, sei un politico o un uomo di legge, questo invito alla lettura è per te tanto più pressante: te ne renderai conto anche solo scorrendo nell’indice i titoli dei capitoli. Leggi e poi, se credi, dissenti, ma l’approfondimento dell’argomento è per te un dovere oltreché, ne sono certo, una necessità.

Ben più di mille altre persone avrebbero avuto più titolo e, non esito a dirlo, più obbligo dell’autore di queste pagine di trattare e illustrare diffusamente la questione, ma, per quanto ci risulta, uno solo, almeno in Italia, lo ha fatto, in un libro che non ha certo avuto l’eco che meritava [MARIO SPATARO, Il bavaglio europeista. Come l’Europa uccide la libertà, Ed. Il Settimo Sigillo, Roma, 2002, € 15,00]. Anche questo silenzio è per noi motivo di estrema preoccupazione.

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Scarica lo studio del dr. Agnoli: file Word, 452 kb

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LA STAMPA, 23 Ottobre 2003


LA DURA REAZIONE DEL MINISTRO DELLE RIFORME

Bossi: «Fermeremo questa follia»

«Si arriverebbe alla deportazione: sarebbe peggio di Stalin»

MILANO

MINISTRO Bossi, da Strasburgo il Premier Berlusconi ha dichiarato che «la prossima settimana il Parlamento italiano discuterà e voterà sulla proposta del mandato di cattura europeo». Ne sapeva qualcosa?
«So che quella dichiarazione o è incompleta oppure è sbagliata. Avrebbe dovuto aggiungere che il Parlamento italiano voterà contro».
Sicuro?
«Sicuro, perché il ministro della giustizia è Castelli e Castelli è contrario».
Guardi che il vicepremier Fini...
«Io non voglio dire niente, non voglio dare interviste».
Fini ha detto «credo che anche Castelli sia d
'accordo».
«Non mi interessa quello che dice Fini. Può dire tutto quello che vuole. Castelli è contrario al mandato di cattura europeo e noi non abbiamo un passato fascista o nazista da far dimenticare».
Con Berlusconi ne ha parlato, magari lunedì scorso nella cena ad Arcore?
«Ne abbiamo parlato anni fa, quando c
'era stato il vertice di Laaken e lui aveva ballato nel manico».
Nel senso di incerto?
«Ecco».
Cosa non le piace del mandato di cattura europeo?
«Tutto. Se passa quella roba lì finiscono i principi del giudice naturale e della Costituzione degli Stati».
L
'altra sera, a TelePadania, l'ha definito il «ritorno del Terrore».
«Sarebbe Stalin moltiplicato 25, quanti sono i Paesi dell
'Unione. Con il mandato di cattura europeo ci sarebbero la deportazione ed il sequestro dei beni. Non è solo una presa in giro, è gravissimo, è il Terrore».
Chi sarebbero i padri, secondo lei?
«Apprendisti stregoni o delinquenti».
Il suo è un ritorno ai tempi di «Forcolandia»?
«Due anni fa ho lanciato l
'allarme creando quell'immagine. Non sbagliavo. Si vuole un codice penale generico con magistrati che risentono del potere politico. E' lo strumento delle dittature».
Sempre l
'altra sera a TelePadania lei è passato agli esempi.
«Uno è questo. Se io penso che un pedofilo è uno sporcaccione lo discrimino, ma se lo discrimino ci può essere un giudice che mi accusa di essere un fondamentalista discriminatore. Sono discorsi pericolosi. Anche la Chiesa può essere accusata di fondamentalismo perché difende certi valori che non piacciono ai massoni o a certa sinistra. O perché le donne non possono diventare Cardinale...».
Non è che il mandato di cattura europeo nasca per questo.
«Aspettiamo a dirlo. Per me è una follia. Tecnicamente non sta in piedi, è incostituzionale e il Parlamento non può che bocciarlo. Politicamente è una mostruosità, un crimine, un mix di Rivoluzione Francese e Bolscevica, appunto quelle del Terrore».
Ha qualcosa da temere, lei?
«Come tutti. Questi soloni che vogliono il mandato di cattura europeo vadano a rileggersi "Arcipelago Gulag". Si vuol mettere nella testa della gente la paura, lasciando il dubbio di essere fuorilegge anche nel pensiero».
Il parlamento italiano dirà no?
«Come si fa a dire sì, a dire ad un cittadino italiano che un domani potrebbero andare a prenderlo a casa e portarlo in carcere a Vilnius, o nelle galere turche, e poi si vedrà...?».
Fini è d
'accordo.
«Basta, niente interviste».
Martedì sera l
'ha chiamata al telefono il ministro dell'Interno Pisanu.
«Mi ha detto che sta per verificare l
'applicazione della legge "Bossi-Fini"».
Non le ha anticipato il suo intervento di ieri alla Camera?
«No, perché, cosa ha detto?»
Che gli immigrati sono una risorsa del Paese, come aveva già ripetuto Fini.
«Oh, basta. Io parlo di immigrati clandestini e dico ma quale risorsa? Sono gente da mantenere!».
Degli ultimi arrivi e delle ultime tragedie che dice?
«Mi pare che partano dalle coste libiche, no? E può essere che la Libia li spinga per ottenere in cambio aiuti e la fine dell
'embargo europeo».
In un solo giorno due fronti aperti nella maggioranza, mandato di cattura europeo e immigrazione. Un suo commento?
«Ho detto che non ho voglia di dare interviste».
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