LA STAMPA, 09 Agosto 2004

di Guido Ceronetti
DIVENTATE regola le
incriminazioni istantanee per «omicidio volontario» di tutti quelli che, ad
un’aggressione per rapina, reagiscono sparando, propongo che un crollante
istituto del diritto come la Legittima Difesa sia sostituito - a provvida tutela
dell’incolumità di ladri, banditi, assassini - quello della incondizionata
illegittimità della difesa. I giudici lo renderebbero inviolabile. E’ già
così di fatto, ma chi detiene un’arma legalmente per proteggersi s’illude ancora
di poterla usare in modo legittimo contro chi ne minaccia la vita e i beni.
Eh no! Se il tristo fatto avrà luogo, se ne accorgerà! Volendo salvarsi la vita,
la perderà. Dopo le pistole puntate e sventate, lo incalzeranno incriminazioni,
interrogatori stressanti, arresti domiciliari, sospetti, rinvii a giudizio. Al
rimprovero di aver spento o ferito una giovane esistenza (sparando ad un
rapinatore ottuagenario si possono avere sconti di rimorso: se il malfacente ne
ha venti, sarà come aver volato il 6 agosto sopra Hiroshima) si aggiungerà
l’insinuazione, mai trascurata dall’inchiesta, se fosse proprio necessario.
E qui, le cataratte del Dubbio. La reazione del perfido aggredito sarà stata
proporzionata al tipo di offesa patito? I giudici ti applicano le stesse
regole che imbrigliano le missioni militari umanitarie: prima misurare il fuoco
nemico, poi decidere, se è nei parametri, come rispondere.
-Ragazzo, mostrami l’arma: ah ah è scarica, la mia no, perciò non la tirerò
fuori senza motivo, non voglio grane con la giustizia io!-
-Per questi pochi pugni che mi dai e quei due graffietti col coltellino che hai
fatto a mia figlia o per mia moglie con l’infarto, non ti toglierò certo la
vita, che è sacra... Reagirò con parole ferme: pensa al tuo futuro!-
C’è di solito, tra aggressore e aggredito, una deplorevole penuria di dialogo.
L’aggredito, specie se ha subìto altri colpi, è un pessimista incapace di
valutare serenamente. Invece di informarsi pacatamente o di scoprire con occhio
esperto se l’arma che gli è puntata contro è in grado o no di uccidere, il
nevrotico tira, stroncando ogni possibilità per l’aggressore di redimersi con le
ONG.
Procure e vescovi amerebbero, da parte dell’aggredito, un preliminare Sondaggio
delle Intenzioni. E potresti, sì, usare l’arma una volta accertato che il
(supposto) delinquente ha in programma di farti fuori, però se ti fai piamente
uccidere è molto meglio: ci guadagni le corone e i compianti, ai giudici verrà
tuttavia il sospetto che tu abbia provocato, con una gesticolazione impropria,
l’aggressore, recidivo ma dispiaciuto.
L’essenziale è l’abolizione di ogni discrimine tra l’offensore e l’offeso.
Spiccioliamo in tutte le botteghe di orologiaio l’esempio dell’Europa: stare
fermi, farsi sbranare dalla violenza senza mai cedere alla tentazione di rompere
i denti a qualcuno.