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LA STAMPA, 24 ottobre 2004

di Guido Ceronetti
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LEGGO su
La Repubblica del 17 ottobre questo titolo uscito dai sogni
redazionali: «Il baby-boom delle mamme lesbiche». Puntata di un’inchiesta
firmata da Michele Smargiassi, l’articolo ha un incipit degno di nota: «Di
mamme ce n’è due sole». Nato in casa, senza medico, lo stesso anno di Fidel
Castro e del cardinal Ratzinger, da una sola madre sposata in parrocchia ben
due anni prima, questa Nuova Normalità legittimamente mi sconcerta. E mi
viene spontanea la domanda di Catullo: cur moraris emori? Perché, in
verità, che cosa resta da fare in un mondo di cui non capisci più niente, di
cui non riesci neppure ad analizzare - da onesto pesce fuor d’acqua
svogliato a rientrarci - l’oscuro male?
L’unica parola adattabile, di un pazzo autentico dotato di antenne sublimi,
che potrei usare, la ripeteva spesso Antonin Artaud: «L’universo è
stregato». Per lui non era una metafora, e anche per me è letteralmente
così. Questa è l’isola di Prospero, con sovrapopolazione di Calibani. O
l’isola del dottor Moreau, o Atlantide nelle sue convulsioni estreme... o il
Terzo Scomparto dei trittici di Bosch... Forse non capire avvicina al
capire. O, almeno, a vederci un po’ meglio.
Se pensi che l’universo umano è stregato stupirai meno osservando che
tutto vi diventi possibile. E tutto quel che è possibile è reso anche in
poco tempo facile, e il facile non perde tempo per essere considerato
lecito. Il lecito opinato ha una irresistibile forza di pressione sugli
apparati legislativi: in breve si fa legale e il legale, norma sociale.
Dunque: ogni tecnicamente possibile contiene già, nell’uovo, il
futuro fissarsi di tutto ciò che nasconde in norma sociale, su cui cessa
ogni discussione e ogni dubbio, per l’incalzare di un’opinione di liceità
nuova.
Aver messo le mani sull’origine della vita (fecondazione artificiale, genoma,
clonazione, OGM) non è una stregoneria che passi come un semplice temporale
sulla totalità del vivente. Il supremo capitale Mente può aderire a tutte le
mostruosità del possibile soltanto a prezzo di progressivo annientamento, a
prezzo della sua liquidazione.
Le legislazioni, accogliendo gli OGM, hanno un bel fingere di arretrare
davanti alla possibilità della clonazione umana. Non ci sono, ad aver mano
in questa grande Opera, soltanto i lugubri allegroni raeliani. La clonazione
entra per più di una via. Se un giorno usciranno, dalle officine del
terrore, legioni di martiri suicidi clonati, non ci sarà più bisogno
neppure di indottrinarne e di bisbigliare prediche di persuasione.
Costeranno di meno e obbediranno di più. La guerra non ferma l’avvento di un
Possibile funesto né la pace può evitare di favorirlo. Tutto passa
dappertutto. Esseri stregati sono senza difesa.
C’era molta preveggenza nella rivoluzione surrealista. Il tempo rivelerà
quel che si nascondeva nella giungla frenetica dei loro segnali inconsci.
Qualcosa che indicava l’oltrepassamento futuro dei limiti naturali c’era
scritto.
Nei Vangeli apocrifi - che contengono verità che i canonici tacciono -
ricorre più volte la domanda che più premeva, allora, in Giudea e dopo:
-Maestro, quando verrà la fine?- E il profeta Gesù rispondeva: -Quando la
donna diventerà maschio, e gli uomini diventeranno donne, allora verrà la
fine.- Era un paradosso caratteristico del suo linguaggio? Era un intravisto
Possibile tecnico? Chissà.
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