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Rinnovamento Leghista - Aggiornamento ottobre 2008
Il sito Rinnovamento Leghista non chiuderà. Per principi morali e patriottici. E’ nato quale doveroso rendiconto durante il periodo comunale istituzionale per il rispetto dovuto agli elettori, al fine di non sommergersi in un Gruppo Misto. La documentazione dell’attività svolta nel Comune di Torino è registrata e a disposizione di tutti nell’archivio comunale di Torino. Il sito appartiene a quei romantici militanti, definiti "straccioni" dalla gerarchia leghista piemontese, che fin dalla fondazione hanno diffuso in mezzo alla gente i principi dell’autonomia dei popoli del Nord. Operando nel nostro Piemonte e per il Piemonte. Privati delle tessere perché non accettavano di sostenere personaggi calati da Belleria sulle loro teste in assenza delle previste scelte assembleari statutarie piemontesi. Fenomeno non ignoto anche nel Lombardo-Veneto e Liguria. Le Segreterie belleriane epuratrici si sono blindate, incistate calcolando al centesimo i margini indispensabili per la loro sopravvivenza politica e istituzionale attraverso elezioni “chiuse”. Le Sezioni, come la nostra Torino Nord, che si ispiravano ai principi fondanti del Movimento,sono state commissariate. Da chi? Proprio dal Commissario inviato a chiudere le sezioni di Torino che è passato tranquillamente in Forza Italia, nei seggi regionali, per chieder voti per un’altra forza politica che non è la Lega. Da opposte sponde, la Sinistra, che da decenni domina Torino, ha affermato allegramente di non aver mai visto prima d’ora un partito cacciare la propria militanza attiva come è riuscita a fare la Lega in Piemonte. Chi è in possesso degli elenchi degli iscritti può valutare quale forza avrebbe ora il Movimento in Piemonte, fra la gente e nelle istituzioni, senza epurazioni interne suicide. Perfino l’ideatore del rito dell’ampolla alle fonti del Po non ha più tessera. La Lega ha segnato la limitazione della sua crescita storica quando ha escluso il Prof.Miglio dalle sue potenzialità e quando non ha voluto cogliere il Suo monito ben chiaro, lanciato nei raduni di Pontida: ”Ricordatevi che la Storia passa una volta sola”. E ancora quando non ha saputo realizzare un seguito concreto dopo il trionfo della Marcia sul Po. Un peccato mortale. Minacciata la secessione, abbandonato il progetto Miglio, ora tutto è puntato su un Federalismo Fiscale, lentissimo e incerto, sotto il pieno controllo romano (nessun caso di allergia per il velluto dei seggi romani), tanto da provocare il passaggio al Gruppo Misto del Comune di Milano della figura storica di riferimento dei programmi economici del Nord, ben prima di Tremonti, Giancarlo Pagliarini . La ferita più grave per la coscienza dei militanti è stata la banca padana Credi Nord tanto promossa, quanto abbandonata nel naufragio, dai massimi vertici del Movimento: dissoltasi nelle brume agli occhi increduli di chi aveva contribuito con sudatissimi risparmi famigliari alla sua costituzione. Non sono state risarcite nemmeno le famiglie dei Militanti contribuenti deceduti. Comportamento morale inaccettabile. Mantenere in vita il sito “Rinnovamento Leghista” ha oggi un preciso significato, ben oltre le motivazioni contingenti istituzionali concluse nella precedente legislatura: contribuire a tener collegato, per quanto piccolo possa essere, ogni gruppo autonomista autentico in una rete informatica . La coscienza della ineluttabilità di scelte autonomiste per la nostra sopravvivenza è più diffusa di quanto possa sembrare. Purtroppo radicali trasformazioni in corso portano velocemente allo sconvolgimento e alla perdita del nostro territorio, economia, ordinamenti, cultura, tradizioni. Se un più vasto e determinato movimento popolare non comparirà ad arrestarla, nel giro di due sole generazioni la cupola internazionale che ci sovrasta, condiziona e robotizza avrà completato la cancellazione di ogni identità regionale e nazionale. E’ quanto mai opportuno che ogni autonomista, rispettando le disposizioni delle Leggi vigenti in materia di comunicazione, collabori con proposte costruttive o con segnalazioni di pubblicazioni, articoli, programmi anche minimi che possano servire da modello. Cominciando dai più elementari problemi. Non lasciamo che i nostri figli e nipoti vengano predati del territorio, della cultura, del lavoro, dello studio, abbandonati ad un progressivo disfacimento, come avviene purtroppo oggi un po’ dappertutto, ma a Torino in modo ormai insostenibile e, forse, irreversibile, dopo trent’anni di colonizzazione cattocomunista. Sarebbe da disertori eludere un fondamentale impegno morale.
Giovanni Airola
Torino, 15 ott.08 |