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Aggiornamento Marzo 2011, di Giovanni Airola
Ha ancora un senso la persistenza simbolica del sito? Quanto sta accadendo in Piemonte e nel Paese intero dimostra quanto fosse esatta la diagnosi sull’andamento di un Movimento (Lega delle origini) che aveva toccato le punte più alte di credibilità con il Prof. Miglio, ideologo di un vero Federalismo, ed il massimo coinvolgimento popolare con la Marcia sul Po. Movimento che non è riuscito a valorizzare e conservare i principi fondanti e profondamente popolari, da cui ha preso il via, per sclerotizzarsi in una struttura partitica sempre più contradditoriamente romanocentrica, fino ad arenarsi sulle rive limacciose del Tevere: le cui acque, ben diverse da quelle domestiche, hanno avuto irreversibili effetti sul suo metabolismo, diluito le sue potenzialità,” infradiciato” le promettenti pagine del suo Statuto. Nessun traguardo, di quelli programmati in più di vent’anni, è stato raggiunto. Lavoro, case, sicurezza, cultura, economia: nessuna ricaduta sulle nostre città, nonostante una maggioranza governativa potenzialmente pluripotente, impegnata in tutto fuor che a realizzare le vitali riforme annunciate in più di un’occasione elettorale. Oggi la Lega si presenta solo più come “Belleria”, formazione politica aggiogata e forzatamente devota a chi l’ha tratta fuori dalla palude debitoria. Ne è clamoroso esempio la sua brusca inversione di rotta da sostenitrice a forza di repressione della volontà popolare di una intera Valle: la Valle di Susa. Vittima sacrificale di una cupola internazionale in grado di condizionare i governi bipartisan italiani ad esclusivo interesse della Francia, Lione e Marsiglia, con esclusione programmata del Piemonte e dei porti della Liguria. Il più vistoso voltafaccia di Belleria è testimoniato infatti dalla Tav. Nelle prime marce NoTav in Val di Susa non erano mancate le bandiere padane. Poi il capovolgimento, l’ordine di conversione e allineamento politico bipartisan per la repressione di ogni segno di democratico e sacrosanto dissenso da parte della popolazione valsusina, fino a corresponsabilità nelle minacce, per nulla larvate, addirittura di ricorso alla repressione militare. E’ il peccato più grave che il partito (non più Movimento) potesse commettere contro una intera popolazione, a totale sconfessione del suo Statuto fondante.
Situazione in Piemonte e Torino : Lavoro: la Fiat resta, con il suo intero indotto, il gravissimo problema incombente, con i suoi reali pericoli di delocalizzazione all’estero. Tragedia nazionale e, soprattutto, piemontese: ma il Governo regionale non è nemmeno in grado di sollevare dall’oppressione fiscale e dalla burocrazia i veri strati vitali dell’economia piemontese: le piccole e le piccolissime imprese costituenti il nostro tradizionale tessuto industriale, artigianale e commerciale. Le tasse soffocano ogni tentativo di sopravvivenza economica del popolo minuto, mentre proliferano rigogliose e impunite le multinazionali del settore energetico dei carburanti e le opulenti classi politiche istituzionali, coese nella strenua difesa di vergognosi privilegi, a fronte degli scarni stipendi riservati ai comuni cittadini, operai, infermieri, forze dell’Ordine, insegnanti, precari, pensionati sociali.
Problema Sicurezza. A 100 metri dal Palazzo di Città la malavita dilaga in ogni quartiere. Porta Pila è un suk fuori controllo (a differenza dei suk arabi). Intorno alla privilegiata Ztl, si allarga a macchia d’olio una disordinata massa multietnica indifferente alle regolamentazioni, valide solo per gli autoctoni. Torino è una città abbandonata al disordine ed alla delinquenza, predata di ogni fonte di lavoro, senza più lo smalto, l’igiene, l’ordine, la sicurezza e la dignità che la caratterizzavano. Era ovvio non aspettarsi nulla dai Governi di sinistra, ma ancora più vergognosa è risultata la mancata ricaduta di adeguati provvedimenti da parte dell’attuale Governo romanocentrico sostenuto da Belleria. Le Forze dell’Ordine, ridotte a una vergognosa carenza di mezzi dalla grettezza politica tremontiana, avallata dalla Lega, non sono in grado di arginare la crescente arroganza delinquenziale multietnica, reiteratamente e politicamente amnistiata. Esiste in pratica un coprifuoco per i negozi ed i cittadini italiani e per le stesse caserme dopo il tramonto. E’ proprio dal crepuscolo al mattino che vorremmo vedere girare attivamente per i quartieri le pattuglie miste delle Forze dell’Ordine, cosi’ tanto propagandate dai vertici governativi, ma ritirate al calar del sole.
Programma Casa. Soprattutto per i giovani e le giovani coppie: programmi annunciati ma rimasti lettera morta per inaccettabile paralisi, indifferenza e incapacità dei livelli decisionali.
Democrazia: nel nostro Paese la democrazia è una dimensione sconosciuta. La mancata riforma referendaria, sia propositiva che abrogativa, ne è il segno più evidente. Contro la volontà del popolo si impone il bipolarismo, una legge elettorale antidemocratica. Si ignora la chiara scelta di abolizione del nucleare, la pressante richiesta sul ridimensionamento del numero dei Parlamentari e dei loro spropositati, scandalosi compensi in un Paese che sta attraversando drammatiche difficoltà economiche. Risulta inconcepibile e improponibile per i nostri Governanti una riforma svizzera.
L’immigrazione montante: una bomba demografica a breve innesco, che non trova argine concreto in adeguati provvedimenti: a sottostare alle leggi ed ai regolamenti sono solo gli Italiani, posti sempre più in angolo, schiacciati da un inesorabile quanto suicida sistema di tassazione.
Libertà religiosa: infantili, non solo ingenui, i tentativi della Lega in Torino di limitare l’apertura di nuove moschee, quando non si ha il coraggio di porre con fermezza il principio della reciprocità. Quando si accetta come “naturale” il martirologio dei nostri Missionari e Missionarie in troppe parti del mondo.
Droga: è una vergogna di connivenza ai più alti livelli internazionali, vera moneta unica dominante globalizzata. Non si fa nulla di serio, a partire dalle scuole in su, quando risultano abituali consumatori di stupefacenti perfino eletti nelle istituzioni. E’ l’arma letale che fiacca le nostre giovani generazioni nel carattere e nel comportamento, nelle sane energie. Gran brutto segno l’inerzia mondiale e nazionale, mentre migliaia di giovani (e famiglie) ne sono vittime. I nostri quartieri non dimenticano i Poliziotti e i Carabinieri che hanno perso la vita nel tentativo di difenderci.
Pubblica Amministrazione in Piemonte: una incredibile scelta rinunciataria del PdL ha aperto a Belleria l’accesso al Governatorato regionale. Debolezza intrinseca di un sistema che in realtà non è in grado di rigenerare il proprio parenchima con una coraggiosa bonifica e che non è in grado, non può e non vuole disporre interventi mirati sul territorio, pur avendo chiesto e ottenuto, sull’intero arco parlamentare, una valida maggioranza. Si servono di Maroni solo fin dove fa loro comodo. Evidentemente i pur gravi problemi della gente comune non hanno peso specifico sufficiente e soccombono ai giochetti di rimbalzo di responsabilità fra l’Amministrazione comunista di Torino e il Parlamento di Roma.
Ultima, tragica farsa: Il Federalismo “municipale”, in via di approvazione. Se passerà in Parlamento significa che è solo un “papin ‘d linosa”, un impacco caldo di farina di semi di lino, unico presidio terapeutico applicato una volta sul torace asfittico dei polmonitici. Non esente da dolorose scottature. La verità è che un serio, vero Federalismo è osteggiato da tutte le componenti governative succedutesi in Parlamento, nel divario fra interessi colossali sommersi e interessi specifici della popolazione italiana tutta.
Fra le patrie rovine stanno però spuntando alcuni,promettenti germogli. Avvenimenti importanti positivi, degni di attenzione e sostegno.
-La costituenda Unione Federalista, cui attende la competenza dell’On.Giancarlo Pagliarini e del Prof. Paolo Bonacchi, sulla scia storica del Prof. Miglio (estromesso per meschina e suicida invidia dalla Lega). Viene così riaperta finalmente una prospettiva elettorale seria, sia regionale che nazionale. Potrà portare ad una fattiva coesione di tutti coloro (milioni) che non hanno mai perso la speranza di veder nascere una Federazione o Confederazione di stampo svizzero anche nel nostro Paese. E non meno significativa e storica è la comparsa, sulla scena nazionale, del Movimento 5 Stelle, già operante significativamente nella nostra ed in altre Regioni, pronto per le prossime Comunali: impegno di autogestione trasparente e responsabile di Giovani, traditi finora da tutto l’arco istituzionale sul piano del Lavoro, della Casa, di un valido inserimento economico, costretti altrimenti al doloroso fallimento di una forzata emigrazione.
Decisioni vitali , non più rinviabili, sono in dirittura di arrivo:
-La scelta delle fonti energetiche, che nella confermata, reiterata, tragica dimostrazione odierna, per ragioni di fragilità intrinseca (non cerchiamo scuse in imprevedibili eventi naturali) induce la stragrande sensibilità pubblica ad escludere definitivamente la realizzazione di centrali nucleari ad uranio e non solo sul nostro territorio nazionale. Sul Corriere della Sera (Lun 28 Marzo 2011, p. 25) è reperibile l’intervista al Premio Nobel Carlo Rubbia sulle nuove prospettive di fonti energetiche alternative indicate dal Centro tedesco di Postdam, voluto da Angela Merkel, di cui è Direttore scientifico.
Infine, la difesa dell’Acqua, intangibile bene comune. Firmiamo . Non occorrono commenti.
A fine 2010 è comparso nelle librerie un documentatissimo, inoppugnabile libro, “Umberto Magno, Imperatore della Padania” di Leonardo Facco, Ed Aliberti 2010, che ripercorre dalla fonte l’itinerario del Carroccio, iniziato nella pianura padana e finito insabbiato sulle rive del Tevere. E’ un testo di vera storia patria, severo, molto amaro per chi ha militato a lungo nella Lega, ma realistico e obiettivo in ogni sua pagina (con valutazione anche dei meriti storici di rottura del sistema), che svela i reali motivi per cui un movimento popolare così atteso non ha portato, dopo più di vent’anni, ad alcun risultato concreto. Leggetelo con attenzione. E’ la radiografia di un’esperienza politica e sociale straordinaria nelle sue premesse, con l’identificazione dei motivi che hanno via via portato a scelte e situazioni non più condivisibili per centinaia di migliaia di persone sinceramente, vorrei dire romanticamente, impegnate.
Giovanni Airola Collegamento con Facebook airolavanni@yahoo.it .
Torino, 29 Marzo 2011
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