|
Dediche ai segretari della “fattoria degli animali” in terra piemontese del 25 ott 2002 Da anni la Militanza piemontese aveva la sensazione di un deterioramento locale nella compagine direttiva della Lega, di una degenerazione progressiva legata all’avvelenamento da potere, che nasce subdolamente, impercettibilmente, ma che in non molto tempo arriva a condizionare il comportamento politico di chi dovrebbe dirigere con totale democraticità e dedizione i più fedeli sostenitori di un Movimento nato popolare e proletario, semplice ed onesto, volontariamente attivo in mezzo alla gente della propria terra. Il Signore degli Anelli, di J.R.R.Tolkien, è un riferimento classico sulla pericolosità comportamentale, difficilmente reversibile, di chi sfiori, senza esser dotato di sufficiente autocontrollo, anche solo i simboli del Potere, un anello o, nel nostro caso, il velluto di una poltrona istituzionale. Una rappresentazione altrettanto classica delle infauste conseguenze di una non controllata ambizione, di mancato rispetto delle elementari regole democratiche di una comunità volontariamente aggregata è La Fattoria degli Animali di George Orwell. Si era pensato, fra Militanti, di manifestare la sensazione di un emergente cambiamento comportamentale nelle sedi dirigenziali della Lega Piemontese inviando, fra l’affettuoso ed il preoccupato, un segnale di allarme, dedicando una copia della Fattoria degli Animali a ciascuno dei dirigenti più coinvolti nella responsabilità locali.Tralasciando i nomi ed i cognomi dei destinatari, per una scelta solo funzionale, desideriamo ora rendere pubbliche queste dediche consegnate nel lontano 25 ottobre 2002, perché tradottesi nella più infelice delle degenerazioni possibili: la perdita di ogni principio fondante, democratico e trasparente che sono alla fonte della nascita della nostra Lega, ferita a morte nella Provincia di Torino.
Al Segretario Organizzativo Nazionale della Lega Nord Piemont “Con l’augurio che tra Bossi e la Base Militante ,organizzando il nostro Piemonte, non debba mai imbatterti in una fattoria come questa”.
Al Segretario Nazionale della Lega Nord Piemont “A distanza di tanti anni ho per caso riletto questo piccolo, grande capolavoro di verità. La sensazione ricevutane è stata sorprendente. Spero che la rilettura susciti anche in te, richiudendo le ultime pagine e riportando meditatamente lo sguardo su una realtà più confortante, la stessa risposta emozionale provata da un vecchio, sincero, incrollabilmente convinto militante.”
Al Segretario Provinciale della Lega Nord Piemont di Torino “Mi è parso spontaneo chiedere al libraio due copie di questa piccola bibbia politica, per condividerne la lettura. Col rischio non di non condividere le conclusioni, ma di trovarle, entrambi, di pura fantasia.
Al Segretario Cittadino della Lega Nord Piemont di Torino “ Sono convinto che il titolo sia di pura fantasia ed il contenuto improponibile. Invano cercheremmo in Padania una perversione simile. Come avrebbe potuto Orwell immaginarlo e scriverlo, dalle nostre parti? Quale militante fuor di delirio oserebbe sottoscrivere una testimonianza simile? Perché leggendo queste pagine si è pervasi da un sottile disagio? Sto aspettando la quotidiana pillola antiallucinatoria che, finora (ma per tempi sempre più brevi), riesce ancora a rasserenarmi. Un saluto padano.”
Firmati Giovanni Airola, 25 ottobre 2002. Con i migliori saluti padani
Purtroppo, una Fattoria piemontese annunciata. Torino, 28 marzo 2005 |