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Al nostro Segretario Federale della Lega Nord Padania On.Umberto Bossi
Oggetto :Come conservarsi leghisti militanti a Torino nei principi originari della Lega,anche se ostracizzati
Nella tradizione padana, coll’ovvio, dovuto rispetto delle distanze, mi rivolgerò al Segretario Federale adoperando il popolare Tu. Il 2 Aprile 2003, alle 22, una tua telefonata, iniziata da Cota, mi investiva della responsabilità di attivarmi come candidato non di supporto,ma in corsa competitiva,a Consigliere del Comune di Torino. Avevo un precedente nella legislatura 1993-1997, in una squadra di sette Consiglieri Lega. Ho precisato a lungo i miei limiti fisici e attitudinali relativi all’impegnativo incarico, prima di porre la firma ad una corsa che mi affiancava a Borghezio. L’unico seggio comunale toccato alla Lega mi è stato assegnato con un vantaggio di poche decine di voti, merito del lavoro svolto con impegno totale dall’intero gruppo dei militanti torinesi. In quel momento la Lega, partita a Torino col 23 %, era scesa al 2.2%. Ho cercato di realizzare una squadra di “esperti” per le otto commissioni comunali, giovani se disponibili. Ho sollecitato la istituzione di un centro di riferimento comune con i nostri Gruppi regionale e provinciale, per disporre di un sostegno permanente in grado di affrontare gli argomenti più impegnativi in modo rapido, a fronte delle esigenze politico-amministrative che compaiono ,anche in tempi ristrettissimi ,in un Comune come Torino. Per due volte,nel primo anno, ho inviato alle nostre Segreterie piemontesi un Rendiconto dettagliato su quanto fatto e su quanto indispensabile per l’attività cittadina comunale. (Rifondazione Comunista, pur con un solo consigliere come noi, ha una potenzialità di intervento interno ed esterno di una efficienza micidiale). Ho chiesto la disponibilità del nostro Ufficio Stampa, in ambito Cota, ad interventi tempestivi di comunicazione pubblica e di archivio e collegamento di quanto prodotto in Comune. Dal primo giorno del mio incarico ho inviato, entro pochi minuti dalla registrazione, via fax,ogni documento,mozione,OdG,Interpellanza o Interrogazione comunale sia alla sede regionale di Cota, in Via S.Francesco d’Assisi 35, sia al Segretario provinciale dal giorno del suo insediamento in Via Poggio. Non ho mai avuto un riscontro, a parte qualche affannosa richiesta di aggiornamento, dopo mesi. E’ come se comune, provincia e regione viaggiassero su pianeti diversi. Contrariamente a quanto da te sempre stimolato e richiesto, la Segreteria piemontese ha, contro corrente, furbescamente, con le dimissioni del Segretario Cittadino presentate“per motivi familiari”, commissariato Torino e chiuso Sedi e Sezioni. Torino vive già il futuro che toccherà ad altre città : devastata e sconvolta da una immigrazione massiccia, sostenuta dal Sermig e dai più alti vertici della Chiesa Cattolica e dell’apparato cattocomunista, con letterale sostituzione della popolazione autoctona. Qualsiasi banda di spacciatori oggi, a Porta Palazzo, può in pochi istanti circondare e rovesciare una volante della Polizia, in un formicaio di extracomunitari ormai residenti stabili. E’ ormai in dirittura d’arrivo il gettone di presenza per i rappresentanti multietnici nei consigli comunali e circoscrizionali. Il voto amministrativo e a breve politico è previsto anche dai nostri cosiddetti Alleati. La Bossi-Fini azzerata dalla Magistratura di sinistra. Le liste di attesa per casa, sanità, assistenza sociale premiano chiunque non sia autoctono. Centinaia di negozi italiani sono stati chiusi. Ai loro posti macellerie islamiche, mercanzie orientali, phone centers, money transfer. A centinaia. L’industria è in caduta verticale. L’indotto è in situazione catastrofica. Come il commercio. Le olimpiadi 2006 sono la musichetta che accompagna i condannati al patibolo nei lager. La Sanità, a responsabilità regionale del Polo, è uno scandalo senza fine (con emarginazione, da parte dei nostri presuntuosi consiglieri regionali, del nostro validissimo esperto di politiche economiche ospedaliere, (...), in grado di impostare una inattaccabile politica sanitaria di avanguardia). Sulla Sanità il Polo gioca gran parte delle sue carte nelle prossime elezioni.
Il comportamento della dirigenza leghista piemontese,in questo contesto è semplicemente perverso. Chiuse sezioni e sedi cittadine . Tutto è stato concentrato nella sede unificata di Via Poggio (trovata dalla nostra sezione, che si sarebbe sacrificata pur di non chiudere le altre due). Sono state abolite le primarie per ogni forma di elezioni, interne ed esterne. Ricordi lo spot televisivo della scimmia fintaferita che ruba la macchina? Rinchiusi al sicuro in Via Poggio e afferrati i timbri, i verticilli gerarchici hanno dato il via solo a interventi di selezione fra i sostenitori di Cota ed i legittimi sostenitori di libere e democratiche scelte ritenute più idonee alla realtà torinese e piemontese. Con ostracismo per i non allineati, in base al principio: “Meno militanti in giro,più sicuro il nostro rinnovo alle cariche”. Il Segretario Cota, propagandando aperture, ha chiuso tutto, commissariato la città, e dichiarato di fare “alta politica, di “volare alto”. Vive dell’acqua alta del recupero elettorale della Lega di Governo, attribuendosene il merito. Peccato che lo Statuto della Regione Piemonte, testè licenziato, rinunciatario alla schietta ufficializzazione della Lingua piemontese, risulti un collage di emendamenti cattocomunisti, pericolosissimi in futuro per la loro potenzialità. Per il resto, non bastano slogan urlati in piazza nella politica territoriale della Lega, o ridicoli e tardivi aborti legislativi. E salvo pochi slogan, urlati, non vi è traccia della presenza della Lega in mezzo ai quartieri. E’ stata realizzata, in pieno, la Fattoria degli animali di Orwell, come pronosticato e temuto da anni. Le comunicazioni con via Bellerio ed il Federale sono censurate. O lo sono anche in Via Bellerio e nello stesso Federale. Non sappiamo più se la gangrena sia solo locale o se l’arroganza locale sia una metastasi, partita da lontano. I rapporti fra Bossi e la Base sono purtroppo offuscati da ambizioni gerarchiche intermedie. Da anni, sono stati emarginati i Militanti più fedeli e impegnati perché dichiaratisi non sostenitori di una catena linfatica di segretari e commissari che nulla hanno di leghista,incollati come sono ai loro seggi interni ed istituzionali. Dopo più due anni di governo regionale,striscianti e avvilenti, abbiamo ottenuto e subito perso, nel modo più umiliante, un Assessorato importante. Sostituito,a fatica,senza mezzi,con quello della Identità piemontese, dopo un ennesimo tentativo cotiano, e pubbliche esternazioni di dissenso, di sottrarlo all’unico titolare storicamente e culturalmente in grado di gestirlo: Gipo. Il malessere dei leghisti piemontesi, non solo torinesi, ma di tutto il Piemonte, è andato in crescendo,nelle ostiche situazioni locali, fino ad elaborare un documento di recupero morale e funzionale, nel luglio del 2003: il Manifesto di Odalengo Piccolo. Denuncia dovuta, nello spirito leghista autentico, di una situazione patologica, mortale per il Movimento, per cause intrinseche di ambiziosa e incapace bramosia di potere . E’ grave che questa coraggiosa e dovuta denuncia non sia stata recepita a nessun livello, ma che sia anzi divenuta scusa ufficiale di ulteriore repressione. I firmatari sono stati eliminati dalle rappresentanze, dalle candidature, dalla lista di militanza, perseguitati nelle cariche istituzionali. Consiglieri circoscrizionale e comunale invitati con raccomandata del commissario a rassegnare le dimissioni “per attività non conforme alla politica della Lega”! La Lega è prima di ogni cosa un Movimento morale e patriottico , di intensa partecipazione popolare, proiettata all’esterno, con armonia interna. L’abbiamo voluta per difendere la nostra terra e l’avvenire dei nostri figli. Purtroppo da noi è invece assente qualsiasi segno di democrazia. Si spera che la degenerazione sia solo locale,ma vi è il dubbio di una connivenza federale, vista l’arroganza con la quale in via Poggio,autentici kapò agitano lo Statuto e comminano esecuzioni pretendendo le dimissioni dalle cariche istituzionali dai militanti eletti, declassando ed espellendo i militanti più onesti, attivi e fedeli, non certo retribuiti e non disposti a servilismi. Speriamo che non sia in corso un addensarsi di Colonnelli inseritisi a metà strada nel limpido percorso da sempre esistito tra Bossi e la Base, fra Bossi e la Militanza. Colonnelli intenti a ritagliarsi ducati e marchesati di distorto federalismo nella verde Padania. Centinaia di militanti, in Piemonte , sono stati ,in un modo o nell’altro,emarginati dalla Segreteria Nazionale. E’ ovvio che le loro famiglie si sentano tradite: diserteranno le elezioni, non evangelizzeranno nessuno intorno a loro. Troppo spesso le speranze suscitate sono state smentite e deluse. Vogliamo farti sapere, come leghisti fondatori della Lega Nord Piemont Padania,espressione del proletariato padano, definito“straccione “, che non intendiamo lasciar distruggere i principi morali fondanti del nostro Movimento dopo anni di lotta, in trincea, per strada, in un Piemonte svenduto ai musulmani ed agli arrivisti. Da un anno, la quota gettoni comunali, da me dovuta, è indirizzata, spero senza ritorni sottobanco, in Via Bellerio, al Dr.Balocchi. Con una colletta fra noi militanti teniamo aperta, finché possibile, la nostra sede, la Torino Nord, fra la gente. Abbiamo bisogno di una assemblea generale perché tutti possano esprimere democraticamente le loro scelte. Abbiamo bisogno di tornare alle primarie. Di veder restituire le tessere di militanza in vari modi annullate in questi anni a una folta schiera di fedeli leghisti,riprendere in ranghi serrati una vigorosa azione sul territorio, in mezzo alla gente, con sezioni aperte. Mi spiace sottolineare che la segreteria piemontese, Cota, si fanno forti, nella loro repressione e selezione “etnica”, di una frase da loro stessi diffusa ad arte e a te attribuita, sembra in occasione di un Consiglio Nazionale torinese: ” se ti danno fastidio, non rinnovargli le tessere”. Se questo corrispondesse a realtà cadremmo sotto una sentenza annichilente. Dal 1° gennaio 2005 siamo comunque privati, ad ogni effetto, della militanza e del diritto di voto interno. E’ mia ferma convinzione, e non certo solo mia, maturata alla luce dei persistenti interventi di Cota e dei suoi kapò, che ormai l’unica via percorribile per la difesa dei principi morali e democratici fondanti della Lega, in Torino, consista nel riunirci, tutti noi Militanti ostracizzati dalla Segreteria piemontese incollata agli scranni, in un’area istituzionale di sopravvivenza, custode dei sacrosanti principi della Lega, almeno per il restante periodo degli ultimi 17 mesi di legislatura. Nel tentativo di recuperare chi è stato perseguitato, e non certo solo a Torino, ma in tutte le Province, da una ambizione perversa delle gerarchie intermedie. Nel mio caso, volendo conservare una dignità di principi e di programma, il Regolamento comunale prevede o il passaggio al Gruppo Misto, o l’assunzione di una chiara e inequivocabile denominazione a salvaguardia dei principi fondanti della Lega delle Origini, quale garanzia del rispetto della volontà elettorale ,del programma e dell’impegno pubblicamente firmati. E’ l’ultimo tentativo che ci resta, salvo un tuo intervento. Nessun riscontro è giunto alle nostre ripetute richieste, scritte e verbali, portate ai livelli intermedi della gerarchia leghista, locale e milanese. Siamo quindi preoccupati per la situazione, costretti a indirizzare questo scritto alla tua personale attenzione, consci del disturbo che avremmo voluto evitare e di cui ti chiediamo vivamente scusa. Ci auguriamo tutti, a livello di schietto popolo leghista, una tua prossima, diretta presa della barra del timone. Nel frattempo ti chiediamo che non siano più Colonnelli e Segretari, se non da te autorizzati e da te indicati, a fare da tramite fra la tua persona e la Base militante piemontese e padana. Federale compreso. Perché la realtà è censurata e distorta. E’ allucinante che si debba giungere ad una situazione simile,in un momento politico devastante. Torino è persa nell’islamizzazione e nelle trame cattocomuniste, oltre che negli ambigui, e non meno micidiali, interessi degli” Alleati”. Il Piemonte è in pauroso declino, con ferite insanabili.
Primarie, riconoscimento dei sacrosanti diritti democratici elementari , reintegrazione di tutti i militanti eliminati o allontanati (ma sempre rimasti leghisti) almeno dal gennaio del 2000, sezioni e sedi aperte, vita fra la gente sono elementi irrinunciabili per lo spirito leghista, che possono trovar soluzione, ormai, solo con un tuo diretto, personale, urgente intervento. Non siamo abituati a invadere la sfera privata e ti chiediamo ancora vivamente scusa. In attesa di un tuo personale intervento. In ogni caso, nulla potrà scalfire il nostro impegno di militanti.
Giovanni Airola Militante dalla fondazione Gruppo Consiliare Comunale Lega Nord Piemont Padania Palazzo di Città. P.za Palazzo di Città 1- 10122 Torino Tel 011.4423272 Fax 011.4423249
Torino, 24 nov 04 |