Fine
della Legislatura comunale 2001-2006
Dedicato agli
Elettori:
Il 28-29 maggio
2006 si svolgeranno le elezioni Comunali a Torino.
Rinnovamento
Leghista ha portato a termine un impegno elettorale quinquennale su ben
precisi programmi.
L’adozione del
nome Rinnovamento è stata dettata dalla grave involuzione e trasformazione della
gerarchia della Lega, sia in Via Bellerio, sia nelle Regioni, Piemonte per
primo.
Lega, avvelenata
dal potere, assimilata sempre più ai partiti romani contro i quali era nata.
La Lega è un
Movimento popolare e popolano, nato per difendere autonomia, libertà,
tradizioni, lavoro e risorse del Nord, dal Monviso al Friuli.
I principi
fondanti dettati da Bossi nel 1990 e sostenuti dalla autorità storica, di
livello europeo, del Prof. Miglio, hanno subito in questi ultimi tempi una
pesante trasformazione ad opera di una rete di Colonnelli che, inseritisi sul
diamantino percorso Bossi-Militanza di Base, hanno offuscato la genuinità dei
rapporti e sono venuti meno ai principi fondanti del “tutti per uno e uno per
tutti”, chiudendo sedi e sezioni, ostracizzando centinaia di Militanti,
privandoli delle tessere di partecipazione alle scelte elettorali, abolendo
Assemblee e Congressi, blindandosi nelle segreterie ove hanno confezionato, in
un limitatissimo numero di fedeli accoliti, liste elettorali esclusive. Nemmeno
il Senatore Leoni, fondatore, è riuscito a salvare i suoi Cattolici torinesi,
compreso un nucleo di oltre 50 giovani, anche universitari, a conservarne
aperta la sede, a sfuggire alla dispersione.
Questa non solo
non è più la Lega delle Origini, ma è una degenerazione politica di metastasi di
potere che distrugge la credibilità di un Movimento democratico, di cui
vengono solo più indossati i costumi storici e agitati simboli e slogan.
Nei rapporti con
l’Islamismo dilagante, che i CattoComunisti sostengono apertamente, in Torino e
al Governo, Rinnovamento Leghista ha sempre chiesto netti rapporti di
reciprocità, come si conviene per qualsiasi religione, per presenza
territoriale e per libertà di culto, assoluto rispetto bivalente delle
minoranze, senza prevaricazioni, senza rese incondizionate fino alla totale
perdita della dignità e addirittura dei diritti di professare la religione
cristiana sul territorio nazionale.
I Vertici
cattolici torinesi, catacombali fra i proliferanti minareti, portino in ritiro
spirituale il libro di Marcello Pera e Papa Ratzinger “Senza Radici” prima di
tornare sui pulpiti o nelle Associazioni spacciate come umanitarie.
La tratta umana,
in corso da decenni sulle popolazioni africane, asiatiche, sudamericane, è un
colossale crimine che va corretto alle radici.
I primi a
rispettare fermezza e dignità sono proprio gli esponenti islamici: ma guai ad
abbassare lo sguardo, ad inchinare il Pastorale. ”Con le vostre leggi vi
invaderemo, con le nostre leggi vi domineremo”.
Quello che Bossi
ha vivamente raccomandato ai Militanti di Torino, nel settembre 2002: aprire
sezioni, aprire sedi, diffondere i principi leghisti in mezzo alla gente, far
pervenire informazioni alle famiglie, è stato vergognosamente disatteso
dal Segretario Regionale Cota, che ha perseguito una politica locale (col
sostegno dei Colonnelli di Via Bellerio) in segno direttamente opposto,
arrivando al punto, con il Segreterio Provinciale di Torino Allasia, di imporre
le dimissioni dell’unico Consigliere comunale dalla sua carica istituzionale.
Il programma
elettorale di partenza è stato però portato ugualmente a termine senza alcuna
deflessione, sotto il nome di Rinnovamento Leghista, con totale fedeltà ai
principi delle origini.
Il lavoro
istituzionale svolto è protocollato nell’Archivio Comunale, a tutti
accessibile.
Delle centinaia di
argomenti trattati dalle Commissioni permanenti e in Aula Rinnovamento Leghista
ha particolarmente privilegiato i seguenti :
-
la sicurezza dei nostri quartieri e la certezza della
pena, contro il riciclaggio della delinquenza a poche ore dall’arresto;
-
la lotta alla droga,senza concessione di
inconcepibili dosi minime,né per lo spacciatore,né per il consumatore;
-
la lotta alla pedofilia, con tolleranza zero;
-
Il diritto alla libertà di parola e di espressione
come previsto dalla Costituzione;
-
Il diritto alla difesa da aggressioni criminali;
-
La priorità dei diritti di abitazione e asili nelle
graduatorie comunali per la popolazione italiana residente;
-
Il diritto al voto amministrativo e politico per gli
immigrati regolari solo dopo i 10 anni fissati per il conseguimento della
cittadinanza italiana;
-
L’assoluto rispetto delle nostre feste religiose e
delle nostre tradizioni alimentari nelle comunità e nelle scuole;
-
La
diffusione dell’educazione civica e dell’igiene ambientale nelle scuole, fin
dai primissimi anni;
-
Il rispetto dei diritti sanitari e assistenziali
spesso rimbalzanti tra regione e comune;
-
La difesa delle attività commerciali e artigianali
italiane, ormai sommerse e soffocate dall’invadenza immigratoria
incontrollata;
-
Il controllo della proliferazione e delle attività
dei phone centers e dei Transfer Money (non previsti né dai Ministeri né
dall’Amministrazione comunale);
-
Il recupero di una dignità della morte dopo lo
scandalo cimiteriale, inconcepibile nella nostra tradizione;
-
Il controllo dell’ igiene delle strade, degli androni
e dei marciapiedi (carenze tecnico- amministrative gravissime, addossate alla
responsabilità dei succubi commercianti, con la correità di una popolazione
che non dimostra (né viene
sollecitata a farlo) amore e rispetto per la Città ed il vivere
comunitario;
-
La repressione della attivissima e impunita sfida
degli imbrattatori dei muri, delle colonne e dei portici cittadini ;
-
Il possibilissimo lavaggio delle strade e dei
marciapiedi lerci e impraticabili di tanti quartieri,dimenticati ma
abbondantemente tassati;
-
La lotta all’inquinamento acustico (con un
Regolamento non certo svizzero) che premia il discotecaro ribelle e mafioso e
punisce la vittima, obbligandola a richiudersi con vetri e porte
sigillati nella camera da letto);
-
Il rispetto degli animali in senso globale, non solo
con talebane protezioni di cani e gatti, e la proibizione secondo le nostre
leggi nazionali della macellazione rituale inspiegabilmente tollerata e
concessa senza alcun intervento di prestordimento nell’area comunale
torinese;
-
Il servizio Trasporti torinesi: gravissime carenze su
fasce orarie, percorsi, sicurezza, agibilità per le famiglie nelle ore
scolastiche e mercatali, specie sulle linee periferiche; prezzo eccessivo e
troppo breve durata del biglietto, per chi lo paga, mentre su determinati
percorsi centroperiferici e in vaste fasce orarie una impunita, straripante
massa di utenti fuori di ogni controllo, e senza pagare, rende impossibile
alla gente civile l’uso dei mezzi pubblici, con scippi e perfino rapine;
-
La suddivisione dell’abitato cittadino fra un
privilegiato centro aulico, isolato da smog e traffico, ed una periferia
proletaria non meritevole di attenzioni: con l’adozione della esclusiva Ztl,
con il lavaggio politico del cervello mediante le targhe alterne, i giovedì e
le domeniche del pedone; i provvedimenti a carico di auto regolarmente
autorizzate dal Ministero alla circolazione senza limiti di zona, orario o
calendario, regolarmente paganti tasse, bollini blu e assicurazioni;
-
La difesa dei presidi sanitari-ospedalieri
tradizionali di Torino (Ospedale Mauriziano, Osp.Valdese, Clinica Oculistica);
-
La soluzione dei problemi continuamente rinviati
della discarica delle Basse di Stura, degli inceneritori, delle raccolte
differenziate, del compost, dello scadente servizio Amiat nelle strade
cittadine;
-
La conservazione delle strutture
industriali-storiche,patrimonio della Città;
-
La scelta di programmi realistici utili alla
popolazione, non a gruppi europei transnazionali, atti a rendere efficienti le
linee ferroviarie su tutta la rete regionale e nazionale, oggi scadute per
incredibili carenze tecniche e igieniche a livelli intollerabili, invece di
perseguire folli investimenti per una Tav dettata da interessi che non
coincidono con quelli piemontesi e di cui esistono validissime varianti nel
Piemonte meridionale;
-
La conservazione e la valorizzazione del patrimonio
religioso e storico piemontese;
-
La
ricerca avanzata in campo medico (cellule staminali);
-
La necessità di riprendere i controlli contro la
nuova diffusione della tubercolosi;
-
La difesa delle aree industriali smembrate per
trasformarle in speculazioni edilizie (area Fiat, Grandi Motori, edifici di
C.so Dante, Arsenale) o delle aree storico-sportive (Campo Filadelfia);
-
La dismissione di aree ospedaliere secolari (Molinette);
-
La difesa della Lingua Piemontese, con il suo
riconoscimento ufficiale a livello regionale, e delle Lingue Walser,
Francoprovenzale, Occitana (ignorate nelle Olimpiadi);
-
La conservazione delle caratteristiche mercatali
dell’area di Porta Pila, Porta Palazzo, ridotta dagli anglofoni Assessori a
The Gate;
-
Il recupero degli edifici (fino a dodici) di
proprietà comunale okkupati dagli squatters col sostegno sommerso della Giunta
Chiamparino
-
Il diritto alla ricerca ed alla libera esposizione
delle realtà storico-politiche in conferenze e convegni, bloccati invece con
aggressioni e minacce da una repressione ufficiale stalinista interna
all’Università, in pratica sottoposta a una intollerabile cappa comunista
proislamico-palestinese e violentemente antiebraica (vedi violenze per
conferenza Ambasciatore Israeliano);
-
Il diritto, costituzionalmente garantito solo a
parole, di ogni cittadino italiano di esprimere con conferenze, scritti, mezzi
audiovisivi le proprie idee (vedi libro e conferenze della Scrittrice Oriana
Fallaci, fatta mettere sotto processo da integralisti che possono invece
liberamente, in totale assenza dei massimi vertici istituzionali, insultare la
religione cristiana e Gesù Cristo “offensivo cadaverino appeso a un chiodo” o
manifestare come imam in continuo e libero riciclo residenziale, sulle
pubbliche piazze, contro i nostri militari inviati in missione;
-
La
difesa del patrimonio agroalimentare piemontese, con l’istituzione di banche
dei genomi;
-
Il recupero funzionale e la sicurezza delle reti dei
trasporti ferroviari scaduti a intollerabili livelli di inefficienza e di
igiene;
-
L’incentivazione del trasporto merci su rotaia;
-
L’opposizione a faraonici progetti: il corridoio 5
Lisbona-Kiev e il Ponte sullo Stretto.
-
Conclusione:
Lo scenario politico dominante che si offre agli
Elettori torinesi nel rinnovo della legislatura non è sostanzialmente mutato.
Il potere “sinistro” pervade ogni struttura sociale,
culturale, amministrativa, sanitaria, assistenziale, produttiva, potendo contare
su un termitaio di elementi di ogni ordine e grado selezionati in decenni su
base ideologica. Ne fa fede l’arroganza del potere con cui si è mossa,
sprezzante di ogni democrazia,l attuale Amministrazione del Sindaco Chiamparino
e della sua Giunta.
A questo strapotere cattocomunista, totalitarista,
antidemocratico, non vi è rimedio se non partecipando, come cittadini, alla vita
politico-amministrativa, attivando le Circoscrizioni, pretendendo esaurienti e
complete informazioni preventive, programmi, pubblici confronti e impegni così
poco di moda nella tradizione del nostro Paese.
Le libertà democratiche in Italia sono solo apparenti,
smentite ad ogni piè sospinto, quando si esaminino i poteri reali in mano alla
gente.
L’unico, vero rimedio, sono il voto e la costante
partecipazione alla vita pubblica.
Nel voto è essenziale specificare il nome del
candidato, non solo il partito, perché quello che conta è sempre e solo il
comportamento morale della singola persona.
Tutti i documenti protocollati in cinque anni dal
nostro Gruppo Consiliare Comunale, a firma dell’unico Consigliere Giovanni
Airola, sia sotto la voce Lega, sia sotto il conclusivo Rinnovamento Leghista,
sono a disposizione, in Archivio e in CittAgorà, dei mandanti Elettori e della
Cittadinanza, per un dovuto rendiconto dell’attività svolta nell’Istituzione
Comunale.
G. Airola
Torino, 22 maggio 2006