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Due giorni per cinque anni Al termine di un navigazione di cinque anni, Sindaco e Giunta di Torino devono fermarsi per 48 ore all’attracco elettorale, presentare le carte di bordo a una Giuria, incassarne la fiducia prima di riprendere la rotta quinquennale. In questo lasso di tempo sono inermi. Arroganti, invadenti, onnipresenti. Ma inermi. E’ una opportunità democratica che ancora stentatamente sopravvive in un mondo in via di globalizzazione. Se la cittadinanza di Torino che ancora ama la propria città sapesse cogliere con uno scatto di dignità questo brevissimo intervallo potrebbe sperare in un recupero, non solo locale, ma nazionale, insieme a Milano, della qualità della vita, riservando ancora qualche certezza ai propri figli. Non dobbiamo sentir dire”ormai è troppo tardi”. Perché è proprio quello che le Giunte cattocomuniste van perseguendo da anni con lo smantellamento progressivo economico e morale delle nostre tradizioni e della nostra società. Attraversando il vostro quartiere per recarvi alle urne per il voto di domenica, fate solo un rapido confronto con quello che solo 15-20 anni fa era Torino. Cosa era il grado di sicurezza diurno o notturno nei quartieri e nelle strade senza la marea di spacciatori di droga, senza la criminalità diffusa, impunita e riciclata di questi tempi. Cosa resta dei negozi, degli artigiani, dei mercati, delle attività lavorative, dei giardini, dell’igiene, della sicurezza, dei trasporti pubblici disponibili per scolari, anziani e famiglie nelle ore più necessarie? Quanta parte dei nostri quartieri, in progressivo degrado, è cambiata, invasa da mercanzie, chincaglierie, phone centers, transfer money, ristoranti etnici che sostituiscono attività e presenze abitative tradizionali? Torino aveva proprio bisogno, con la chiusura delle industrie e dell’indotto, delle mille attività tradizionali, con problemi abitativi, sanitari,assistenziali, di asili, di livelli scolastici altamente competitivi, di veder letteralmente sostituita la popolazione autoctona con masse immigratorie che solo una cinica programmazione internazionale e una connivente quanto disonesta propaganda locale possono presentare come integrabile? Pronta a smantellare, con la sua capacità riproduttiva quattro volte superiore alla nostra, ogni struttura sociale disponibile, sconvolgendo le graduatorie per l’assegnazione di case, asili, letti ospedalieri, aule scolastiche, sedi assistenziali, pretendendo spazi religiosi, proprio quelli negati senza reciprocità alcuna alle nostre minoranze, quando non addirittura accompagnati da delitti e massacri dei Cristiani a casa loro? Ricordate che il Sindaco e la Giunta cattocomunista di Chiamparino hanno già tentato e riproporranno il voto agli stranieri già dopo brevissima permanenza a casa nostra. Tale è la fiducia riposta dal nostro Sindaco nell’elettorato italiano. 48 ore sono più che sufficienti per invertire una rotta che potrebbe portarci in breve a limiti non reversibili di sopravvivenza. Sta in noi riprendere un attimo coscienza del nostro avvenire e soprattutto di quello dei nostri figli. Votare non è un gioco di squadra, Non è un derby. Mai, come oggi, sarà una scelta di sopravvivenza.
G.Airola |