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C I T T À D I T O R I N O
INTERPELLANZA: "COLOSSI BANCARI E
MICROUTENZA" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE COMUNALE AIROLA IN DATA 16 DICEMBRE 2004
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Il sottoscritto Consigliere Comunale,
PRESO ATTO CHE
- nella attuale situazione economica le risorse del normale cittadino
scendono ad un livello particolarmente critico;
- a Torino il costo della vita tocca i più alti livelli nazionali;
- la chiusura a cascata di stabilimenti medio piccoli segue con effetti non
meno tragici quella dei grandi complessi industriali, pilastro di ogni
attività regionale, abbandonando nella disoccupazione migliaia di lavoratori
ed imponendo alle rispettive famiglie durissime restrizioni economiche, di
mera sopravvivenza e rinunce essenziali;
- sono sempre più frequenti i casi denunciati di usura, con conseguenze
anche drammatiche;
- per i giovani, condannati a lavori precari, non esistono speranze né di
mutui abitativi né di prestiti per inizio di attività;
PRESO ATTO
che i colossi bancari :
- n senso direttamente proporzionale alla loro massa, non sembrano disposti
ad assumere alcuna iniziativa di politica sociale;
- impongono alla clientela più modesta, che affluisce per le più disparate
necessità ai loro sportelli un costo dei servizi al massimo della scala
concordata fra banche;
- impongono quote di trasferimento (fino al 12 %) moralmente poco
apprezzabili, prive di sensibilità sociale, per somme anche modeste ma di
autentico sostentamento per le comunità religiose o di volontariato a
carattere umanitario, impegnate in ambienti ostici, che meriterebbero un
corale sostegno, non servizi disincentivanti;
PRESO ATTO
che l’insensibilità sociale è stata confermata in occasione
di un legittimo sciopero degli addetti ai rifornimenti bancari, le cui
conseguenze sono state illegittimamente e cinicamente trasferite sulla minuta e
incolpevole clientela, con difficoltà di prelievo dai regolari conti di deposito
per una asserita indisponibilità di fondi - salvo un loro casuale reperimento
dal giro giornaliero interno degli sportelli - creando autentiche emergenze,
anche legali, nei piccoli risparmiatori, fiduciosi affidatari delle loro
modestissime finanze;
PRESO ATTO
della inesausta autocelebrazione sulla partecipazione
bancaria di sostegno (si sappia che la mano destra…..) anche in settori che
vedono partecipe il Comune;
PRESO ATTO
che ad ogni sportello delle Agenzie disseminate in città di
un dominante Istituto bancario risalta ben evidente l’avviso della limitazione
dei prelievi dal deposito personale a soli 2.500,00 Euro, con obbligo di
prenotazione di due giorni per somme dai 2.501,00 Euro in su, somme che,
aggiornate alle esigenze correnti, non sembrano da capogiro per i clienti ma
semplicemente ridicole per il colosso bancario che se ne fa tutore e moderatore,
quando non anche promotore in avventure borsistiche internazionali;
INTERPELLA
Il Sindaco e l'Assessore competente per
sapere quali iniziative intendano al più presto attivare presso le Istituzioni
finanziarie nei cui Consigli il Comune ha propri rappresentanti, al fine di
ottenere un più che legittimo rispetto delle esigenze dei cittadini in tema di
risparmio, libera disponibilità dei depositi, costi dei servizi bancari
(comprese le rimesse alle associazioni di volontariato ed alle missioni) ed al
fine di promuovere una politica di autentica collaborazione sociale per quanto
riguarda i mutui per la casa per le giovani coppie e per iniziative
imprenditoriali di giovani volenterosi, oggi emarginati da qualsiasi attenzione,
con immensi danni per l’avvenire di intere generazioni.
Quanto sopra da esigersi soprattutto dagli Istituti bancari
in cui il Comune, può e deve, essendovi rappresentato, far sentire una doverosa
voce moderatrice e sollecitare un programma di ricadute sociali concrete. Gli
Istituti Bancari più eminenti, organizzati in una inesorabile rete globale,
dominano oggi cinicamente il mercato finanziario e condizionano il destino delle
attività industriali, commerciali e artigianali della città, le sue possibilità
di sviluppo o di sopravvivenza, arbitri di una partecipazione attiva o di mera
passività, in un sistema di prelievi costruito e imposto inesorabilmente a senso
unico.
F.to: Giovanni
Airola
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