|
C I T T À D I T O R I N O
INTERPELLANZA: "SI E' PERSO IL SENSO DELLA
MISURA!" PRESENTATA DA VARI CONSIGLIERI COMUNALI IN DATA 14 APRILE 2005
.
I sottoscritti Consiglieri Comunali,
PREMESSO
che i quotidiani di oggi riportano la notizia relativa alle
minacciate dimissioni dell’Assessore Alfieri in seguito alla "sospensione" della
sua deliberazione di riallestimento dello stand della Città di Torino alla
prossima Fiera del Libro;
PREMESSO ANCORA CHE
- lo stand firmato François Confino era costato ai cittadini
torinesi 1,5 mln di Euro (ca. 3 mld di vecchie Lire) solo lo scorso anno, il cui
utilizzo fu di 5 giorni di esposizione;
- per quest’anno sono previsti altri 5 giorni di utilizzo con
un "risibile" incremento di circa 700.000,00 Euro (circa 1,4 mld di vecchie
Lire);
APPURATO
che l’Assessore Alfieri ha annunciato di non dimettersi, di
ritirare la deliberazione e di riconsiderare i costi di riallestimento:
comportamento, questo, ancora più grave che denota una totale leggerezza
nell’assunzione delle decisioni e una debolezza nella difesa delle proprie
scelte;
INTERPELLANO
il Sindaco per sapere:
- perché la Giunta ha deciso di sospendere la deliberazione proposta
dall’Assessore Alfieri;
- come giustifica il comportamento dell’Assessore alla Cultura;
- quanto - fino ad oggi - è stato commissionato al laboratorio del Regio e
per quanti Euro;
- quale sia l’accordo nella maggioranza sulle politiche culturali e di
"spesa culturale".
F.to: Paolo Chiavarino
Gregorio Borsano
Michele Coppola
Gianluca Costa
Michele Dell’Utri
Mauro Foschia
Rocco Lospinuso
Alberto Mina
Roberto Rosso
Tiziana Salti
Luigi Tealdi
Dario Troiano
Giovanni Airola
Walter Altea
Ferdinando Ventriglia
Agostino Ghiglia
|
"LA
STAMPA" DEL 13 Aprile 2005
GIORNATA DI TENSIONE A PALAZZO CIVICO
«Stand troppo caro»
E
l’assessore Alfieri
minaccia le
dimissioni
La giunta rinvia la
delibera sulle nuove spese
per lo spazio del
Comune alla Fiera del libro
|
|
Emanuela Minucci
«Qui, ragazzi miei, abbiamo
soltanto un’alternativa: dimetterci oppure morire. Soltanto così è possibile
che ci venga riconosciuto qualche merito a posteriori. Sono davvero stanco:
non si può ogni volta che uno porta una delibera in giunta arrivarci con lo
sgomento addosso».
Ore 17 di ieri, l’assessore alla
Cultura Fiorenzo Alfieri è appena uscito dall’ufficio del sindaco. Un’ora
prima ci era entrato sull’orlo delle dimissioni. Il motivo che ha costretto
Alfieri ad arrivare a tanto (non è certo la prima volta che minaccia di
lasciare le deleghe, ma ieri pare ci sia andato più vicino del solito anche
se alla fine minimizza) è stato la riunione di giunta del mattino. O meglio,
la levata di scudi collettiva - tutti i colleghi erano d’accordo - scatenata
da una delibera dell’assessorato alla Cultura nata per finanziare il
riallestimento del nuovo stand del Comune di Torino alla Fiera del Libro.
Una delibera «di aggiustamento» (perché la spesa «grossa» era già stata
fatta lo scorso anno: 1 milione e mezzo di euro per una scenografia firmata
Confino) che stanziava 700 mila euro a favore del laboratorio scenografico
del Regio. Ed è stata proprio questa cifra a sollevare le perplessità -
sfociate poi nella sospensione del documento - di tutta la giunta comunale.
Dal vicesindaco Marco Calgaro
all’assessore al Bilancio Paolo Peveraro sino alla responsabile della
Viabilità Maria Grazia Sestero. Ognuno di loro ha rimproverato all’assessore
di avere previsto una spesa un po’ eccessiva dal momento che si trattava di
un semplice intervento di restyling del vecchio stand del 2004. E a quel
punto, Alfieri si è decisamente arrabbiato: «Anche l’anno scorso - ha detto
- quando ho portato in giunta la delibera per il magnifico stand realizzato
da Confino, quello stand che ha strappato gli applausi dei visitatori
stranieri e ha conquistato riconoscimenti a non finire, ho dovuto lottare
strenuamente per poterlo fare passare. Evidentemente a questo punto si può
arrivare soltanto a una conclusione: non c’è condivisione sulla politica
culturale realizzata dal sottoscritto».
L’ira di Alfieri non ha convinto
né il sindaco né i colleghi di giunta che anzi hanno rimandato la delibera
al prossimo martedì, invitando l’assessore al risparmio. Ed è lì che lui ha
pensato che quella poteva pure essere materia per rinunciare alle deleghe:
«Ricostruirò l’iter della vecchia delibera, non sono neanche certo che si
trattasse di un milione e mezzo di euro - ha commentato -, in ogni caso
dal momento che bisognava comunque riadattare completamente lo stand che
sarà tutto dedicato al sogno, è evidente che l’operazione non poteva essere
a costo zero». E ha aggiunto: «Bisognava cambiare il colore, confezionare
nuovi video, sostituire la colonna centrale fatta di libri...».
Così al mattino. Durante il
colloquio del pomeriggio, invece, il sindaco Chiamparino ha convinto
Alfieri a rivedere il documento e a risparmiare un po’ «nel bene di tutti».
E, ha commentato, a fine incontro: «Intanto non mi pareva proprio che
l’assessore avesse intenzione di andarsene dalla giunta». Poi ha azzardato
una battuta: «A meno che non abbia intenzione di andarsene in Regione».
Dall’ironia al commento ufficiale: «Io credo che alla Fiera si possa
strappare l’applauso anche quest’anno risparmiando un po’ sulla cifra
richiesta. E credo che anche Alfieri, a questo punto sia d’accordo».
D’accordo sì, ma contento certo no: «Adesso vedremo su che cosa potremo
tagliare - ha concluso ieri sera con tono un po’ rassegnato - non ho idea
dei margini, ma, viste le reazioni dei colleghi e del sindaco, mi trovo
costretto a farlo. Trovo comunque assurdo che si tirino in ballo i
cassintegrati, come è accaduto in giunta, quando di parla di investimenti
per la cultura». |
|