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Servizio Centrale Consiglio Comunale

 

 

2005 02647/002

 

C I T T À D I T O R I N O

 

INTERPELLANZA: "SI E' PERSO IL SENSO DELLA MISURA!" PRESENTATA DA VARI CONSIGLIERI COMUNALI IN DATA 14 APRILE 2005 .

I sottoscritti Consiglieri Comunali,

PREMESSO

 

che i quotidiani di oggi riportano la notizia relativa alle minacciate dimissioni dell’Assessore Alfieri in seguito alla "sospensione" della sua deliberazione di riallestimento dello stand della Città di Torino alla prossima Fiera del Libro;

 

PREMESSO ANCORA CHE

 

- lo stand firmato François Confino era costato ai cittadini torinesi 1,5 mln di Euro (ca. 3 mld di vecchie Lire) solo lo scorso anno, il cui utilizzo fu di 5 giorni di esposizione;

- per quest’anno sono previsti altri 5 giorni di utilizzo con un "risibile" incremento di circa 700.000,00 Euro (circa 1,4 mld di vecchie Lire);

 

APPURATO

 

che l’Assessore Alfieri ha annunciato di non dimettersi, di ritirare la deliberazione e di riconsiderare i costi di riallestimento: comportamento, questo, ancora più grave che denota una totale leggerezza nell’assunzione delle decisioni e una debolezza nella difesa delle proprie scelte;

 

INTERPELLANO

il Sindaco per sapere:

  1. perché la Giunta ha deciso di sospendere la deliberazione proposta dall’Assessore Alfieri;
  2. come giustifica il comportamento dell’Assessore alla Cultura;
  3. quanto - fino ad oggi - è stato commissionato al laboratorio del Regio e per quanti Euro;
  4. quale sia l’accordo nella maggioranza sulle politiche culturali e di "spesa culturale".

F.to: Paolo Chiavarino

Gregorio Borsano

Michele Coppola

Gianluca Costa

Michele Dell’Utri

Mauro Foschia

Rocco Lospinuso

Alberto Mina

Roberto Rosso

Tiziana Salti

Luigi Tealdi

Dario Troiano

Giovanni Airola

Walter Altea

Ferdinando Ventriglia

Agostino Ghiglia


"LA STAMPA" DEL 13 Aprile 2005


GIORNATA DI TENSIONE A PALAZZO CIVICO

«Stand troppo caro»

E l’assessore Alfieri
minaccia le dimissioni
La giunta rinvia la delibera sulle nuove spese
per lo spazio del Comune alla Fiera del libro
 

Emanuela Minucci
«Qui, ragazzi miei, abbiamo soltanto un’alternativa: dimetterci oppure morire. Soltanto così è possibile che ci venga riconosciuto qualche merito a posteriori. Sono davvero stanco: non si può ogni volta che uno porta una delibera in giunta arrivarci con lo sgomento addosso».
Ore 17 di ieri, l’assessore alla Cultura Fiorenzo Alfieri è appena uscito dall’ufficio del sindaco. Un’ora prima ci era entrato sull’orlo delle dimissioni. Il motivo che ha costretto Alfieri ad arrivare a tanto (non è certo la prima volta che minaccia di lasciare le deleghe, ma ieri pare ci sia andato più vicino del solito anche se alla fine minimizza) è stato la riunione di giunta del mattino. O meglio, la levata di scudi collettiva - tutti i colleghi erano d’accordo - scatenata da una delibera dell’assessorato alla Cultura nata per finanziare il riallestimento del nuovo stand del Comune di Torino alla Fiera del Libro. Una delibera «di aggiustamento» (perché la spesa «grossa» era già stata fatta lo scorso anno: 1 milione e mezzo di euro per una scenografia firmata Confino) che stanziava 700 mila euro a favore del laboratorio scenografico del Regio. Ed è stata proprio questa cifra a sollevare le perplessità - sfociate poi nella sospensione del documento - di tutta la giunta comunale.
Dal vicesindaco Marco Calgaro all’assessore al Bilancio Paolo Peveraro sino alla responsabile della Viabilità Maria Grazia Sestero. Ognuno di loro ha rimproverato all’assessore di avere previsto una spesa un po’ eccessiva dal momento che si trattava di un semplice intervento di restyling del vecchio stand del 2004. E a quel punto, Alfieri si è decisamente arrabbiato: «Anche l’anno scorso - ha detto - quando ho portato in giunta la delibera per il magnifico stand realizzato da Confino, quello stand che ha strappato gli applausi dei visitatori stranieri e ha conquistato riconoscimenti a non finire, ho dovuto lottare strenuamente per poterlo fare passare. Evidentemente a questo punto si può arrivare soltanto a una conclusione: non c’è condivisione sulla politica culturale realizzata dal sottoscritto».
L’ira di Alfieri non ha convinto né il sindaco né i colleghi di giunta che anzi hanno rimandato la delibera al prossimo martedì, invitando l’assessore al risparmio. Ed è lì che lui ha pensato che quella poteva pure essere materia per rinunciare alle deleghe: «Ricostruirò l’iter della vecchia delibera, non sono neanche certo che si trattasse di un milione e mezzo di euro - ha commentato -, in ogni caso dal momento che bisognava comunque riadattare completamente lo stand che sarà tutto dedicato al sogno, è evidente che l’operazione non poteva essere a costo zero». E ha aggiunto: «Bisognava cambiare il colore, confezionare nuovi video, sostituire la colonna centrale fatta di libri...».
Così al mattino. Durante il colloquio del pomeriggio, invece, il sindaco Chiamparino ha convinto Alfieri a rivedere il documento e a risparmiare un po’ «nel bene di tutti». E, ha commentato, a fine incontro: «Intanto non mi pareva proprio che l’assessore avesse intenzione di andarsene dalla giunta». Poi ha azzardato una battuta: «A meno che non abbia intenzione di andarsene in Regione». Dall’ironia al commento ufficiale: «Io credo che alla Fiera si possa strappare l’applauso anche quest’anno risparmiando un po’ sulla cifra richiesta. E credo che anche Alfieri, a questo punto sia d’accordo». D’accordo sì, ma contento certo no: «Adesso vedremo su che cosa potremo tagliare - ha concluso ieri sera con tono un po’ rassegnato - non ho idea dei margini, ma, viste le reazioni dei colleghi e del sindaco, mi trovo costretto a farlo. Trovo comunque assurdo che si tirino in ballo i cassintegrati, come è accaduto in giunta, quando di parla di investimenti per la cultura».