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Gruppo Consiliare RINNOVAMENTO LEGHISTA
Torino 17/5/2005
Prot. N. 32/05
All’Ill.mo Sig. SINDACO di TORINO Dr. Sergio CHIAMPARINO SUA SEDE
Sig. Sindaco,
Le saremmo grati se volesse confermarci che nella nostra Città non possono venir meno i principi costituzionali che garantiscono libertà di espressione, parola, stampa, informazione sia a livello dei semplici cittadini, sia a quello dei loro rappresentanti istituzionali.
Troviamo gravissimo quello che sta succedendo in questi giorni, su linee di intolleranza parallele:
- in piazza, ad opera di un ospite, che ci auguriamo temporaneo, nella figura di un Imam, più volte comparso in fatti di cronaca, ma anche pubblico mediatore culturale sui temi della guerra in Medio Oriente, Iraq e Nassyria; - in seno all’Università, da parte di un Collettivo, a Lei notissimo, imperversante e onnipresente in tutta Torino, dotato di una particolare immunità.
Non è infatti concepibile che un rappresentante di una moschea cittadina, proclamatosi portavoce della Comunità islamica, si erga a censore di ciò che può o non può essere reso di pubblica informazione da parte di un nostro europarlamentare, con una serie di previsioni catastrofiche per l’incauto che perseverasse nell’ignorare il suo invito.
Come altrettanto inaccettabile è la violenta opposizione di un Collettivo della Sua area politica, che irrompe in un’aula in cui una Docente invita ad una lezione il viceambasciatore dello Stato Ebraico, e conferma la sua minacciosa determinazione censoria con pesanti frasi di intolleranza, con la costruzione di un non tanto “simbolico”muro nell’atrio dell’Ateneo e ancora con una raccolta di firme contro la reiterazione di un invito universitario ad altri rappresentanti del Governo Israeliano.
A Bologna, Firenze e Pisa si celebra la stessa liturgia “democratica”. Guarda caso rette da Podestà con le stesse affinità politiche.
L’Imam in questione è lo stesso che nell’agosto del 1995 insisteva con l’Assessore dell’allora Sindaco Castellani per disporre della facoltà di realizzare, la domenica mattina, raduni definiti di “Moschea a cielo aperto”, proprio a Porta Palazzo, al fine di recuperare le “pecore nere” della sua nascente comunità. Proprio dal pulpito da cui nei giorni scorsi ha avvertito il nostro Europarlamentare dei pericoli cui sarebbe andato incontro mettendo a disposizione della cittadinanza la visione del cortometraggio “Submission”, che è valso l’uccisione e lo sgozzamento del suo Autore, Theo Van Gogh.
Sig. Sindaco, Le saremmo pertanto grati di una Sua pubblica testimonianza di conferma della volontà democratica di questa Amministrazione, della Sua determinazione a consentire la fruizione dei pieni diritti costituzionali ai Suoi cittadini.
Vogliamo scusarci con i Rappresentanti e la Comunità Ebraica tutta per le intollerabili manifestazioni di inciviltà tuttora inquinanti e offuscanti la tradizione democratica della nostra Torino.
Vorremmo invitare la Presidente e le Consigliere della Commissione Comunale per le Pari Opportunità, a voler visionare in una sede istituzionale, alla presenza di sole donne, al fine di accertare la verità o la distorta visione occidentale della condizione femminile nel pianeta Islam, dei fotogrammi di “Submission”, confermando quella solidarietà già ripetutamente manifestata ed apprezzata a sostegno delle donne Algerine e delle donne Afgane.
Grazie, Sig. Sindaco se vorrà rassicurarci su quanto sopra esposto.
Giovanni Airola |