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Relazione Commissione Cimiteri     Prot.N. 83/2004                                            Torino, 14 nov 04

 

A conclusione delle audizioni effettuate in sede di Commissione Consiliare di Indagine sulle Esumazioni il Gruppo Consiliare della Lega Nord sottoscrive quanto segue :

-         Nulla giustifica la scelta di un intervento di così vaste proporzioni nel programma delle esumazioni 2003-2004 ,con stravolgimento di ritmi tradizionalmente consolidati.

-         Il Capitolato  viene stilato con una unica concorrente, la ICS, già attiva nel settore della manutenzione del verde nei Cimiteri cittadini.

-         In tempi  ristretti e con problemi  occupazionali, la ICS è costretta a rivedere i punti contrattualmente deboli  per il suo bilancio e riceve, più che proporre ,indicazioni di correzione individuate nei ritmi velocizzati delle esumazioni stesse.

-         Si interrompe una procedura tradizionalmente consolidata e si adotta  un  programma di accelerazione degli interventi  giornalieri con uso massiccio di pale meccaniche e con operatori  solo in parte addestrati a nuove e stressanti  prestazioni del recupero di resti inconsunti.    

-         Le procedure per la convocazione dei parenti vengono accelerate. Parte di loro, con contratti quindicennali,vengono colti  di sorpresa,anche per i motivi finanziari correlati.

-         Gli interventi a trincea, creano problemi di coordinamento delle presenze dei parenti, convocati anche da fuori Piemonte. Il programma previsto non ha flessibilità di manovra.

-         Le pale meccaniche richiedono ritmi serrati adeguati alla vastità degli scavi.

-         Il passaggio dalle 36 esumazioni giornaliere come massimo tradizionale viene triplicato a 108 dopo una sola prova e con un campionamento insufficiente, inadeguato alla valutazione globale.

-         Il reperto di salme indecomposte in una percentuale dieci volte  superiore  alla media normalmente registrata, non valutato fra i possibili rischi programmatici, inevitabilmente di tremendo impatto tecnico e psicologico, porta al fallimentare blocco degli interventi.

-         La macchina non riesce a fermarsi, per mancato intervento degli Uffici responsabili, prima di settimane. Lo spianamento delle tombe e delle lapidi raggiunge il suo  culmine creando sconvolgenti difficoltà di identificazione ,con  obbligato ricorso al test del DNA,  obbligata sosta dei resti in locali di fortuna, a rischio igienico.

-         Migliaia di salme indecomposte , destinate a cremazione o a seconda inumazione ,sono ancora  accumulate nei depositi  del Cimitero Monumentale. In una esigua parte anche per mancata comparsa di parenti, non raggiunti da comunicazione o latitanti per scelta.

Dalle audizioni dei Funzionari comunali, dei responsabili della ICS e della Socrem, dei sindacati, della Commissione dei Parenti, si trae la sensazione precisa di una incomunicabilità fra i funzionari comunali dei  settori tecnici ed amministrativi,separati di recente, e del loro  coordinamento. Colpisce il limite della quota fino alla quale si possono rintracciare e documentare intercomunicazioni nella piramide dei settori responsabili: nulla risulta sistematicamente, direttamente, tempestivamente collegato con l’Ufficio del City Manager, anche nei momenti più critici.

Ogni Funzionario, audito, sottolinea la marginalità o l’estraneità del  ruolo affidatogli  nelle scelte e nelle decisioni più impegnative e nodali.

L’unico richiamo di allarme sugli insostenibili ritmi delle esumazioni è stato lanciato, sempre  a livello operativo, con la ICS appaltante , dalla D.ssa Montini .

Fondamentale per la comprensione della strategia adottata dal Sindaco e dalla sua Giunta nello sviluppo della tragedia  è stata la scelta del rifiuto delle dimissioni, formalmente espresse dal City Manager, e dall’accettazione immediata di quelle dell’Assessore Lodi, con tempestiva  dispersione degli altri funzionari responsabili, ritenuti non sanzionabili fino al licenziamento, ma comunque rivelatisi managerialmente deboli, in altri incarichi comunali.

Conseguenza immediata, la  prematura scomposizione del quadro d’insieme che avrebbe permesso una più precisa definizione delle responsabilità individuali e collettive, una più obiettiva “resa dei conti” fra gli attori e le comparse marginali del dramma.

L’intera tragedia è dovuta non a fatalità alluvionali come per il cimitero di Germagnano, ma come conseguenza di scelte  programmatiche selezionate in vista di un ben preciso profitto di bilancio comunale , messe a firma di Capitolato e di Contratto di lavoro senza le dovute verifiche e norme cautelative che la particolare delicatezza dell’intervento avrebbe richiesto.

Sta alla Magistratura l’ovvia valutazione delle responsabilità penali di quanto accaduto.

Mai, nella storia della Città, si era verificato qualcosa di simile. A Torino sono state sconvolte qualità della vita e qualità della morte. Si è verificata una tragedia riportabile a precise e inaccettabili scelte operative che un approccio più modesto, più soppesato, più tradizionalmente rispettoso avrebbe certamente evitato.

Mentre da una parte si esaltano, si rispettano e si ospitano a pieno titolo tradizioni  e sensibilità religiose di altri popoli, come l’ebraica e la musulmana, ospiti sul nostro territorio, si accetta, giustamente, la intangibilità dei loro luoghi consacrati, dall’altra si travolge con scelte sconsiderate la nostra millenaria sensibilità verso le persone scomparse, e si affida a frenetiche pale meccaniche la soluzione del recupero delle aree cimiteriali decennali, riuscendo a spianare lapidi e ricordi, rendendo senza nome e identità tanti poveri resti di fronte a parenti sconvolti, ammassati sui bordi di ingestibili trincee, sottoposti a esperienze che credevamo esclusive dei periodi bellici più tragici e sofferti.

Poiché tutto quanto è avvenuto nei Cimiteri cittadini  risale a ben  precise responsabilità  della scala gerarchica  certificata dal Sindaco e dalla sua Giunta, per incapacità di gestione di programmi avventati, per mancato coordinamento e tempestività dei dovuti controlli, a partire dai massimi vertici risultati ovattati e distanti in tutta la triste evoluzione dei  tragici fatti; poiché il primo intervento è consistito nelle dimissioni dell’Assessore Lodi e nella precipitosa dispersione del nucleo  dei funzionari  amministrativi e tecnici responsabili dei singoli settori cimiteriali, defilati nella labirintica struttura comunale,prima della conclusione delle indagini da parte delle specifiche Commissioni, dispersione che ha ritardato e reso impreciso il rilevamento  delle responsabilità singole e collettive, è d’obbligo, su base morale, chiedere le dimissioni dei vertici responsabili, in primo luogo del Sindaco, della Giunta  e del City Manager (reso più visibile  da  una incauta definizione anglosassone).  

Primo atto dovuto in un Paese civile, in attesa che la Magistratura definisca le singole responsabilità penali.

Legittimo pretendere il risarcimento delle spese che gli Uffici comunali hanno riversato sui parenti in tutti quei casi in cui sia venuta meno la  prevista e concordata conclusione del triste iter tecnico-burocratico in vigore nel settore cimiteriale.

Nulla, in ogni caso, potrà costituire rimedio e risarcimento alle strazianti sofferenze inflitte alla popolazione torinese, per un evento che rimarrà indelebile nella Storia della nostra Città.

 

Giovanni Airola