
Voto agli stranieri non comunitari; ovvero,
le false piume della democrazia
Rinnovamento Leghista, 04-03-2005
Puntuale, in clima
elettorale, viene ufficializzata la proposta di estendere il diritto al voto
amministrativo circoscrizionale, attivo e passivo, agli stranieri residenti da
sei anni in Torino. Residenza non corrisponde a integrazione. Corrisponde a
sostituzione della popolazione autoctona. Apparente segno di democrazia, si
tratta in realtą dell'innesto di oltre centomila presenze registrate e
altrettante clandestine, di altissima potenzialitą demografica, cui la
sofferente pianta cittadina, con gią gravissime carenze sociali irrisolte, sarą
chiamata a provvedere, dirottandovi la residua linfa disponibile. La regia
spetta a pari merito a due organizzazioni, la cattolica e la comunista,
antitetiche ma sinergiche nella comune struttura mondiale e nel comune substrato
nutrizionale: il flusso di migranti riversati senza sosta da altre
organizzazioni internazionali all'interno dei nostri confini. Una voluta
diluizione dei popoli europei, rigorosamente a senso unico, su direttive di
organismi internazionali in cui albergano proprio i governanti degli immensi
territori di straordinaria potenzialitą e ricchezza, paradossale fonte dei
migranti, in cui ci č vietata ogni reciprocitą di residenza,di lavoro,di
proprietą e di culto.
Giovanni Airola