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Non vi è peggior sordo di chi non vuol sentire
Rinnovamento Leghista, 01.08.2005
Viviamo una profonda frattura tra sentire popolare e
iniziative della Giunta politico-amministrativa torinese. Passano i regimi, ma
l'evoluzione democratica è ancora ben lontana dal raggiungimento di accettabili
livelli di rispetto della volontà popolare. Molta retorica e grandi discorsi
nelle sacre ricorrenze, ma scarsa sensibilità alle aspettative della gente
comune. Troppi avvenimenti ormai testimoniano la profonda lacerazione fra il
Palazzo di Città e l'ingenuo elettorato. E' avvenuta, perché fuori titolo di
cittadinanza, l'iniziativa del Sindaco nell'imminenza della scadenza del suo
mandato. A fronte dei tremendi problemi che sta vivendo la Città di Torino,
disastro occupazionale, deindustrializzazione, crisi del commercio, tragedia
della sicurezza, gravissime carenze nell'igiene ambientale, assistenza
sociosanitaria, disponibilità di casa e lavoro per le nostre giovani generazioni
emarginate e dimenticate, ecco il colpo pionieristico che introduce dal basso,
nelle strutture amministrative periferiche, pericolosi elementi staminali
elettorali - di ignota evoluzione - concentratisi in interi quartieri senza
alcun rispetto delle leggi dello Stato. Con il supporto di una certa stampa, che
non può ulteriormente arrossire sul naturale fondotinta, nemmeno mentre diffonde
surreali sondaggi di approvazione. |