
L'ultimo giorno di scuola
Rinnovamento Leghista, 13-06-2005
Si festeggia con un
saggio, invitando genitori e parenti. E' cambiato qualcosa nel corso di due
generazioni, nelle nostre scuole? In fondo, un saggio scolastico si può ripetere
con semplicità di mezzi anche attraverso decenni. Gli alunni sono sempre uguali.
Cambiano invece gli insegnanti. La festosa cerimonia di chiusura si esaurisce
nel cortile, con libere interpretazioni ginniche dei gruppi e qualche
inserimento corale. Simbolicamente dovrebbe esprimere l'armonica e dinamica
interpretazione di un concorde e sperimentato programma svolto per l'educazione
del corpo e dello spirito, l'assimilazione di un senso di appartenenza.
L'effetto finale suscita invece, in questa scuola media di periferia, delusione
e preoccupazione. Pare che il fine perseguito dagli insegnanti sia quello di
slivellare al basso l'impegno e le doti degli alunni,come accadeva nel
sessantotto, con l'indolente voto di gruppo. Manca una coreografia. Mancano
ritmo, energia,attenta partecipazione. Si riproduce un abulico, strascicato
girotondo con un agitar lento di mani, stonati inserimenti canori, uno stanco
ondeggiare anarcoide. Ne esce castigato perfino il naturale ritmo etnico. I
deleganti genitori degli sviliti allievi esplodono in applausi. Buone vacanze! E
lunga,meritata pausa estiva agli insegnanti antimorattiani.
G. Airola