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Manca sempre un radar

Rinnovamento Leghista, 13-09-2005

Nell'ultima guerra la nostra flotta ha subito perdite gravissime per colpa dei primi radar navali del nemico. Oggi navigli stranieri, rottami di mare, "bucando tutte le maglie dei controlli marittimi anti immigrazione" come scrive il Corriere, giungono a incagliarsi sulle nostre rive, abbandonando al loro destino e troppo spesso a morte sicura il disperato carico umano. L'allarme notturno è partito da un camper di turisti che, in sosta sulla piazzola di una strada statale, ha allertato i carabinieri. Ma il nostro ammiragliato dov'è? Quali ordini di alte sfere governative imbavagliano il pattugliamento delle nostre coste? Quale accordo è andato a siglare a Tripoli , su una pergamena beduina, il nostro Ministro preposto alla sicurezza nazionale? Pensa che la Libia sia un colabrodo come le nostre evanescenti frontiere? E' mai stato a Tessenei, nell'estrema Eritrea, nel deserto del Sudan, fra le dune sahariane, fino alle spiagge libiche da cui partono in continuazione scafisti e barconi stracarichi di disperati ? Lo sa che non si muove un ago che un occhio beduino non veda e lasci transitare sulle piste fino al bagnasciuga? Disperati usati come ricatto contro l'Italia da mafie e governi stranieri, e poi assistiti da generose associazioni che ricevono dal nostro Stato fino a 80 euro al giorno per ogni testa ripescata e fortunosamente sopravvissuta al sistematico naufragio.

G. Airola