
In sostituzione del lavoro, clandestinitą e
miseria
Rinnovamento Leghista, 08-03-2005
Un giorno (finalmente
!!!) si sono spenti i fuochi dell'acciaieria. Dava fastidio quel fuoco perenne e
sfavillante: inquinava. Il destino di Torino. Quanti quartieri sono nati
raggrumandosi intorno ad una fabbrica, unica fonte di aggregazione e di
sopravvivenza? Poi l'attivitą della fabbrica ha cominciato a dare fastidio alla
seconda generazione degli abitanti della zona, evolutasi nel benessere raggiunto
con sacrifici altrui, dimenticati. E' cominciata l'era del "giorno dopo", il
post industriale. Una immensa distesa di costruzioni in degrado, divorate dalla
speculazione edilizia ove fa comodo, abbandonate del tutto altrove. E' simbolico
l'edificio crollato sulla strada dell'aeroporto. In annoso passaggio di
proprietą al Comune, che lo aspettava, ma bonificato. Ovvio rifugio di
invisibili clandestini. Una tragedia, una madre ed una bimba morte nel crollo
hanno portato alla ribalta una realtą ovunque diffusa, conosciuta e taciuta. Si
propugna libera immigrazione. Si disattendono leggi severe ma preventive. Un
sano potere amministrativo e non politico dovrebbe usare i Vigili per
controllare queste realtą, non programmare solo l'aria fritta col lavaggio del
cervello delle domeniche ecologiche, del centro aulico protetto.
Giovanni Airola