
Il lato oscuro delle Olimpiadi
Rinnovamento Leghista, 22-11-2005
E' quello che la
fiaccola olimpica non riesce ad illuminare nel suo percorso. Vorremmo sapere, a
fine gare, quanto è costata in fatiche disumane questa impresa che dovrebbe
svolgersi con ben altri presupposti e modalità. Oltre le quasi scontate morti
sul lavoro, ogni qual volta si affrontano interventi di così vasta portata. Un
guasto ferma una macchina diretta ai siti montani destinati a ospitare atleti e
giornalisti e la Polizia stradale scopre un quantitativo di carne di difficile
giustificazione, per la incerta destinazione e per la violazione delle norme
igieniche del trasporto di alimenti deperibili. In una casa, quale soggiorno
alpino, che dovrebbe sfamare 130 lavoratori impegnati nell'allestimento di
strutture olimpiche provvisorie. Scatta così una catena di accertamenti.
Intervengono Sindaco, Polizia Municipale, Ufficio Igiene, Ispettorato del
lavoro. Si evidenziano gravi violazioni, coronate dalla constatazione finale
della abusività della stessa costruzione ospitante. Si apre un quadro, tutt'altro
che idilliaco. 130 lavoratori cinesi e cingalesi ammassati in condizioni e spazi
impossibili. Anche sfrattati, sotto zero. Questo è il Piemonte che prepara un
evento di valenza internazionale, in cui, oggi, si possono violare le leggi pur
di accaparrarsi l'ospitalità olimpica. Non è un caso isolato: è soltanto un
tassello della realtà regionale.
Giovanni Airola