
Pari opportunità elettorale
Rinnovamento Leghista, 14-10-2005
Un'occasione
persa, quella alla Camera, sul voto rosa. Una dimostrazione del sommerso
talebano, dell'immaturità biologica, sociale e politica dei prescelti inviati in
Parlamento a rappresentare il popolo. Mediterranei Doc fino al Brennero. Era il
momento di esprimere una raggiunta maturità per abolire l'ancestrale abitudine
alla repressione della piena partecipazione, anche in politica, delle donne. Ci
inalberiamo sul velo, ma in realtà lo applichiamo in politica, lo pretendiamo
nelle gerarchie e nelle istituzioni laiche, oltre che in quelle religiose. Non è
una testimonianza di forza, ma di manifesta debolezza. Perdere tempo a stabilire
la percentuale femminile nelle candidature elettorali non porta a un equilibrio
sociale. Porta ad una legislatura ancora lontana da una vera uguaglianza. Svela
un'origine perversa e ipocrita, titubante, sospetta. Svela un residuo
ancestrale, nel concepire, nell'interpretare e nell'applicare, con mille
distinguo e contorcimenti, le norme del codice contro la pedofilia, la violenza,
lo stupro, lo sfruttamento. Abolire qualsiasi livello limitante la piena
partecipazione femminile nelle candidature elettorali sarebbe il segno di una
raggiunta maturità e dignità. Una cattiveria finale: Ci penseranno le donne
stesse a ridimensionarsi, senza incolpare i concorrenti di maschilismo.
Giovanni Airola