
Iniettarsi droga davanti ad una scolaresca
non è reato
Rinnovamento Leghista, 15-03-2005
A fianco della scuola
media, su una panchina, un povero tossicodipendente, con molta calma e consumata
abilità, trasferisce in una vena del braccio la dose che è riuscito a
procurarsi. Più di duecento allievi gli sfilano davanti. Osservano la scena,
ormai abituale, senza fermarsi. Non sono rare le siringhe insanguinate
abbandonate intorno alla Scuola. Sono giardini invitanti e organizzati, con
presenza garantita di spacciatori stabilmente residenti nel quartiere,
efficienti grazie a giovanissimi corrieri maghrebini. L'impulso è di telefonare
ai Vigili, atto di risibile ingenuità. La risposta è che non vi è nulla di
illegale nella scena descritta, al massimo possono muoversi se il
tossicodipendente si sente male, per un eventuale soccorso. Un drogato in
astinenza fra due realtà giovanili: studenti e spacciatori minorenni
clandestini. In tutta la città compaiono ormai centinaia di giovanissimi portati
da organizzazioni mafiose. Non sono punibili. Non sono perseguibili. Non sono
restituibili ai Paesi di origine. Chi deve provvedere alla tutela dei minori,
nostri o immigrati? Eppure sono il futuro del Paese. Qualcuno in lista alle
prossime regionali, di destra o di sinistra, ha qualcosa da proporre?
Giovanni Airola