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La cultura nelle scuole

Rinnovamento Leghista, 29-03-2005

Cominciare da piccoli, dalle elementari, dalle medie a frequentare musei, mostre, laboratori è senz'altro un privilegio dei giovanissimi di oggi. Non è sempre stato così. Epoche meno serene costringevano a rinunce e a severe restrizioni: anche solo parlando di libri scolastici , la disponibilità era limitata, in aula e a casa. Si rimediava con la memoria e con la fantasia.Tempi fortunatamente lasciati alle spalle. Dovremmo dunque rallegrarci ogni qual volta incrociamo per via una scolaresca in trasferta culturale. Ma ecco la sorpresa: La cultura non è ancora un bene a disposizione nemmeno per le nuove generazioni. La si deve comprare fin da piccoli. Si sa che lo Stato ha tante spese. I Comuni sono a stecchetto. Perciò un alunno, per istruirsi, deve collaborare con qualche gettone: 3 euro per i calchi dei dinosauri, 6 euro per gli impressionisti della neve. Nemmeno fosse neve olimpica! I libri, a parte le pagine di storia mancanti, non sono da meno. Eppure qualche anno è passato dalla fine della guerra. I trasporti GTT offrono biglietto politico gratuito a masse extracomunitarie. La cultura multietnica sperpera miliardi. Ma ai nostri alunni, autoctoni o immigrati, facciamo pagare l'educazione basilare. Una Destra e una Sinistra in perenne astinenza da Euro. Un piacere votarle.

Giovanni Airola

 

G.Airola