
Il caporalato degli infermieri
Rinnovamento Leghista, 16-12-2005
Sembrava una ormai lontana realtà del periodo
postbellico, il caporalato per agricoltura, edilizia e Fiat. Ma il nostro è un
Paese con radici profonde, che nutrono gran parte del sottobosco che ci
accompagna nella lenta deriva verso l'Europa, che scioglie inni ad un Unità
tuttora incompiuta e si illude d'esser già partecipe di una fusione
continentale. Ci volevano scandali calcistici, di profonda incisività nella
nostra sensibilità sociale, per portare attenzione sulla situazione
infermieristica ospedaliera cittadina. E sulle manovre adottate dalla strategia
dei nostri "Managers", dalla diversa ma equivalente, alterna casacca cromatica,
sull'importazione di rinforzi adeguati pescati all'estero, come i giocatori di
serie A. L'Infermiere è una figura portante dell'organizzazione ospedaliera,
ambulatoriale e assistenziale e come tale va considerata nella formazione, nella
retribuzione e nella consistenza dei ranghi, non giocata in bilanci di
spaventosi scandali e sprechi. Se per dar calci al pallone basta
l'internazionalità del linguaggio sportivo, per inserirsi nell'ingranaggio
ospedaliero occorre una Scuola italiana, con lingua italiana, ed una
preparazione tecnico-scientifica adeguata. Delocalizzare le Scuole
infermieristiche all'estero farà soltanto fare alla nostra Sanità la fine
dell'industria dell'auto e del pallone nazionali.
Giovanni Airola