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Il senso di appartenenza

Rinnovamento Leghista, 15-04-2005

Sta suscitando un profondo disagio in molti cittadini la sorte di poliziotti e carabinieri, coinvolti in tragiche situazioni di servizio, messi sotto inchiesta e alla fine o condannati duramente o allontanati dal Corpo di appartenenza. Per la nostra gente, per la cultura alpina, un rappresentante dell'Ordine, cui affidiamo la difesa della nostra società, deve avere la solidarietà di tutti, soprattutto quando, sottoposto ad aggressioni mortali, deve ricorrere all'uso delle armi. Sono infatti armati ed esposti ad ogni pericolo proprio dalle nostre Istituzioni. I Paesi anglosassoni, da noi presi ad esempio ad ogni piè sospinto, non si sognano certo di ripudiare i loro rappresentanti della Legge, né i militari in servizio: ne riconoscono l'impegno, lo spirito di sacrificio, i rischi continui, fino a condividerne anche eventuali errori, non intenzionali, in cui dovessero cadere nel corso delle operazioni loro comandate. Noi chiediamo invece alle nostre forze dell'ordine la disponibilità al rischio della vita, il dovere di intervento, ma a patto che tutto si risolva senza alcun danno per l'aggressore, anche a costo di subire azioni violente e mortali, deliberatamente, volontariamente scatenate. In natura, nessun organismo sano imbriglia, deprime, distrugge, i propri anticorpi a fronte di devastanti antigeni. Non sopravviverebbe a lungo.

G.Airola