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Ma il virus è più veloce

Rinnovamento Leghista, 20-10-2005

Grazie alle telecomunicazioni globali oggi possiamo seguirne la diffusione in tempo reale. Milioni di sventurati volatili, stanziali, da cortile o trasvolatori di continenti ne cadono e cadranno vittime. Organismo prescelto di questa pandemia, saranno destinati ovunque a roghi spietati, nel tentativo di contenere la diffusione e nella speranza di far mancare il substrato di partenza per una possibile minaccia, devastante: il passaggio all'uomo. Che teme il ripetersi della "spagnola", terrificante e desertificante come una guerra moderna, senza discriminazione alcuna fra le vittime casuali. I virus devono il loro immenso potere, pur con dotazioni molecolari estremamente ridotte, alla loro capacità mutante, per cui sfuggono ad ogni tentativo di contenimento, farmacologico o vaccinale. La cellula ospite è costretta a subire la sintesi delle mortali sequenze dell'invasore. La nostra risposta, difficilissima, e sempre inadeguata, risulta oggi incredibilmente lenta nell'approntare una possibile difesa. Motivi economici e politici vertono su ben altri obiettivi, sperando l'insperabile, con fatalità medioevale. Poche sequenze molecolari virali hanno così ragione di un gigantesco apparato tecnologico puntato su ben più egoistici e incoscienti programmi. Non saranno questa volta solo i poveri della terra, a recitare il copione della vittima.
 

G.Airola