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Prima la libertà di ricerca

Rinnovamento Leghista, 02-02-2005
 

E' inevitabile l'incontro, nella tarda età, con le patologie che concludono l'arco vitale di ogni specie. Un percorso che si accetta quasi come "naturale". Ferisce invece profondamente il dolore e lo smarrimento dei giovani e dei giovanissimi a fronte di morbi inesorabili che falciano coetanei negli anni della primavera della vita. Alla Natura è stata conferita la dignità suprema di Madre. In realtà è la più spietata delle sperimentatrici, manipolatrice inesausta di modelli che raggiungono effimeri stati di funzionalità emergendo da una immensa scia di fallimenti, di inesorabile, e spesso tragicamente incompleta selezione. L'uomo non ha difesa al di fuori dei suoi laboratori. Si stanno approntando leggi per indicare ciò che sembra lecito o no, etico o meno nelle scelte dei mezzi di sopravvivenza della nostra specie. Ci si ponga davanti alla sofferenza mortale di bimbi leucemici, di giovani madri strappate alla vita da un cancro alla mammella (tale è chiamata nei libri di anatomia), delle infinite sofferenze fisiche e mentali di esseri emersi da casuali, imperfetti percorsi di una indifferente natura. Si lasci totale, libera scelta di ricerca per la sopravvivenza fra infinite patologie. Sono sempre i censori per primi a curarsi, con svanita coerenza, con ciò che hanno ieri severamente proibito.

G.Airola